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sabato 17 dicembre 2011

l'INDAGINE DEI GHOST HUNTER...DALL'IDEA ALL'ANALISI DEI RISULTATI

In molti spesso ci chiedono: ma come si organizza un' indagine? E come si svolge? Ebbene qui di seguito vi spiego il nostro modo di operare, dalle richieste preliminari all'analisi dei risultati:
Il lavoro del ghost hunter inizia sempre davanti lo schermo del proprio pc, sia in caso di richiesta di un privato che in caso di un luogo interessante da visitare. Nel caso della richiesta di un privato la prima cosa da fare è fissare un appuntamento per recarsi sul posto, farsi raccontare le varie esperienze vissute dal richiedente o dalla famiglia e svolgere un sopralluogo utile per conoscere la disposizione della casa, il numero delle stanze e per decidere quale tipo di attrezzatura usare e dove sistemare le varie camere fisse ed il resto dei rilevatori. Una volta terminato il sopralluogo si fissa la data dell'indagine e si svolge la parte burocratica (liberatoria per pubblicare il materiale ottenuto). Di solito tra il sopralluogo e l'indagine vera e propria passa una settimana, questo lasso di tempo è indispensabile per permettere ai componenti del gruppo la richiesta di eventuali permessi lavorativi o cambi turno, ed anche per ricercare eventualmente riferimenti storici sul luogo interessato. Il giorno dell'indagine si raggiunge il luogo nel tardo pomeriggio, si sistema tutta l'attrezzatura, si tarano gli strumenti e si effettuano delle prove audio video. Vengono fatte partire le telecamere fisse e si effettua una breve pausa per cenare, questo viene fatto perchè molto spesso, specialmente se l'abitazione resta completamente vuota, si riescono a registrare delle "reazioni" alla presenza delle attrezzature: rumori, malfunzionamenti improvvisi, spostamenti anomali di oggetti o attrezzatura... Come se le "presunte" entità vengano incuriosite dagli strumenti lasciati incustoditi, non di rado le camere fisse hanno registrato questi interessanti fenomeni. Entro le 21/22 comincia l'indagine: prima una sorta di perlustrazione generale e poi un approfondimento stanza per stanza in base alle sensazioni; su questo punto vorrei porre l'accento: il ghost hunter si avvale degli strumenti per documentare e comprovare ciò che sente ma quello che deve guidarlo durante l'indagine sono le sensazioni; È fondamentale che il GH entri in una sorta di simbiosi con l'ambiente che lo circonda, deve quasi dimenticarsi delle videocamere e degli strumenti e cercare un approccio molto più spirituale che fisico. La durata dell' indagine varia in base alle anomalie trovate ed agli eventi accaduti, in media può durare fino a 2 ore, in alcuni casi invece ti trovi a proseguire ad oltranza preso da ciò che sta accadendo. Mi piace definire la figura del GH come un funambolo che passeggia su un filo, serve massimo equilibrio tra razionalità e stati d'animo: un qualunque sbandamento verso una delle due parti rischia di rovinare il tuo operato, la troppa razionalità rischia di chiuderti e non renderti percettivo mentre il troppo trasporto può farti trovare in situazioni "spiacevoli" dove quello che ti circonda prende il sopravvento sulla logica. Non è smontando l'attrezzatura e tornando a casa che si conclude l'indagine, anzi, già dal giorno successivo comincia l'analisi di tutto il materiale che nella migliore delle ipotesi non si conclude prima di 5/7 giorni, anche per questo si decide di non effettuare più di due indagini al mese (la fretta è il nemico più infido di qualsiasi GH). Questo a grandi linee è come inizia e termina un'indagine almeno per noi del GIAP ROMA.

Articolo scritto da Giampaolo Peroni (GIAP Roma)

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