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martedì 21 febbraio 2012

Come usare il K2 in un indagine di Ghost Hunting

Qualche tempo fa vi ho illustrato i motivi che spingono un Ghost Hunter a munirsi di rilevatori di campi elettromagnetici, vi ho anche accennato al fatto che in alcune indagini non è possibile affidarsi a tali rilevatori, questo perchè le zone interessate potrebbero essere soggette a campi elettromagnetici naturali o artificiali non controllabili che falserebbero l'analisi.
Ora supponiamo di essere stati chiamati per un indagine e che con noi abbiamo portato il nostro bel K2 EMF meter, per prima cosa dobbiamo sincerarci sul possibile utilizzo o meno dell'apparecchio, come fare?
  • Controllo del funzionamento dell'aparecchio: Prima di giungere sul luogo stabilito, accendiamo il nostro rilevatore, se siamo in una zona non soggetta a campi elettromagnetici rilevanti, dovrebbe accendersi il solo led che indica campi inferiori o pari a 1,5 mG. A questo punto inviamo una chiamata con il nostro cellulare ed accostiamo l'apparecchio al K2, dovremmo notare accesa tutta la scala cromatica dei led dal verdino al rosso, ossia il K2 dovrebbe indicare campi elettromagnetici superiori o pari a 20 mG.
  • Controllo interferenze sul luogo: Giunti sul luogo, accertiamoci di non trovarci nelle vicinanze di antenne o altre strutture che potrebbero interferire con il nostro K2, fatto questo chiediamo gentilmente ai proprietari dell'immobile (se di immobile si tratta) di isolare temporaneamente la struttura dalla fornitura elettrica. Ricordiamoci di chiedere a tutti i presenti di spegnere eventuali telefoni cellulari.
K2 EMF meter
Se da tutti i controlli risulta possibile l'utilizzo del K2, senza il rischio di un indagine falsata da campi elettromagnetici di origine non paranormale, mettiamola così, possiamo procedere.
Non è detto che ad ogni indagine corrisponda un contatto con una presenza spiritica, anzi il più delle volte un indagine di Ghost Hunting non porta a scoperte rilevanti e si conclude come una bella gita tra amici che condividono la stessa passione.
Immaginiamo dunque di essere in una elle rare volte in cui il K2 improvvisamente inizia a segnalarci un campo elettromagnetico anomalo, ossia non rilevato nello stesso punto fino a qualche secondo prima.
La prima cosa da fare è scattare qualche foto con le fotocamere impostate per la ripresa degli spettri luminosi IR ed UV, poi occorre avvicinarsi con molta calma al K2 e tentare di instaurare un contatto con la "presunta" entità.
Consci delle leggende o delle storie sui fenomeni paranormali del luogo, per via di un precedente studio, ci rivolgiamo allo spirito con una serie di domande atte a sincerarci dell'identità, del sesso e delle intenzioni dello stesso. 
Per prima cosa rivolgiamoci a esso con rispetto e spieghiamogli che l'attrezzo con led luminosi serve a dialogare con lui e che non può in alcun modo ferirlo, spieghiamogli che i led si accenderanno ogni volta che tenterà di toccarlo o di avvicinarsi.
Cominciamo con lo stabilire una cosa per noi fondamentale, ossia il significato da attribuire ai led accesi, solitamente si stabilisce che ad una risposta positiva i led si debbano illuminare, quindi si chiede all'entità di toccare il K2 ogni volta che vuole rispondere con un SI.
Adesso si inizia con il chiedere ad un eventuale spirito se è con noi o meno, una classica domanda è la seguente: Se c'e qualcuno qui con noi, tocchi questo attrezzo (indichiamo e tocchiamo noi stessi il K2), se i led si accendono siete sulla buona strada per effettuare un intervista ad uno spirito.
Le domande da poter porre sono tante ma non esageriamo, al massimo poniamo 10 - 15 domande ad intervalli regolari, poi riproponiamole secondo ordini differenti e stabiliamo se le risposte coincidono tutte le volte.
Congediamoci con molto rispetto dall'entità, anche se quasi sicuramente sarà lei a sparire prima, o per scelta o per motivi non ancora noti.

Tutto l'esperimento sarà accompagnato da una ripresa video, questa varrà come prova in varie sedi di dibattito, state pur certi che se avete seguito tutti i passaggi ed avete escluso intermittenze esterne, se le  risposte alle varie domande fatte in ordine casuale coincidono, pochi oseranno attaccare il vostro lavoro.
Purtroppo qualcuno che nega anche l'evidenza lo troverete sempre ed in questi casi occorre assumere un atteggiamento consono alla circostanza, indifferenza, è infatti risaputo che non si può dialogare con chi non vuole farlo.

Articolo scritto da Contino Mario
Articolo protetto da Copyright, vietata ogni forma di riproduzione non autorizzata

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3 commenti:

  1. Bravo Mario ,l'utilizzo del k2 a tutt'oggi è l'unico sistema per avere una certa sicurezza nell'eventualita' che ci si trovi dinnanzi ad uno spirito,infatti di per se questo marchingegno si rileva i campi elettromagnetici,è tarato per escludere le interferenze ad una certa distanza e quelle presenti in natura,mentre a mo' di capitan ventosa è anche utile per scoprire perdite della rete elettrica o in alcuni trasformatori etc.Escludendo tutto cio' si puo' star tranquilli che se lampeggia la probabilita' di trovarsi in compagnia di uno spirito ,è alta.
    Poco tempo fa ho avuto una discussione con un membro di un altro gruppo di gh che sponsorizzava un loro nuovo acquisto promuovendolo come migliore,ma senza sapermi spiegare il suo funzionamento e le fondamenta della raccolta dati di quest'ultimo,quindi a tutt'oggi noi gh di vecchia data urliamo a gran voce "forza k2"!

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  2. Personalmente ho visto molti rilevatori simili, devo però confermare che il noto K2 resta, a mio avviso, il più utile allo scopo :)

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  3. anche io sono un appassionato di ghost hunting cè un negozio a milano che lo vende o solo tramite corrispondenza postale?...ho provato a vedere anche su rs componenti che hanno però il rilevatote emf per i campi elettromagnetici.

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