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domenica 30 dicembre 2012

I fantasmi delle piante esistono.


Spesso si sente parlare di piante fantasma, soprattutto delle inspiegabili apparizioni di alberi o addirittura intere foreste li dove non dovrebbe esserci nulla, apparizioni che avvengono solo in particolari ricorrenze.

Se pensiamo ai fantasmi nel senso comune del termine, ci viene difficile credere che un albero possa divenire tale, questo perché vi è la comune convinzione che un fantasma altro non sia che l’anima di una persona o di un animale che sopravvive alla morte fisica dell’essere di appartenenza.

Per la considerazione presa in esame pocanzi una pianta potrebbe diventare uno spettro solo se fosse dotata di un anima, e se così fosse?

Esempio di Poligrafo
Nel lontano febbraio del 1966 Cleve Backster fece casualmente un incredibile scoperta destinata a scuotere le coscienze di molti e soprattutto il mondo accademico. L’uomo, a quell’epoca, lavorava per le forze dell’ordine ed era considerato il maggiore esperto nell’utilizzo del poligrafo, strumento meglio conosciuto come “macchina della verità”. Questo strumento registra i cambiamenti della conduttività elettrica della pelle: un basso livello di conduttività elettrica indica uno stato di calma al contrario, un livello di conduttività elettrica più elevato indica stress in quanto dimostra che il sistema nervoso simpatico è in allerta ed aumenta l’attività delle ghiandole sudorifere.

Quel giorno del 1966, durante una pausa caffè, Cleve Backster collego gli elettrodi del poligrafo ad una piantina presente nel suo ufficio ed inizio ad innaffiare la pianta, il suo obiettivo era verificare in quanto tempo l’acqua avrebbe risalito il fusto, partendo dalle radici, e sarebbe giunta alle foglie abbassando l’indice della resistenza elettrica, ovviamente l’uomo ottenne un risultato inatteso e sbalorditivo, l’indice schizzo verso l’alto ed il tracciato registrava variazioni frenetiche, come se la pianta si trovasse in un intenso stato di eccitazione. Nello stupore più assoluto, Backster tentò di capire se la pianta stesse realmente reagendo a degli stimoli emotivi ed i risultati furono entusiasmanti. L’uomo collegò nuovamente gli elettrodi alla pianta e provò in vari modi di far reagire quello che sempre più sembrava un essere con emozioni e coscienza propria, se pur primordiale rispetto alle forme di vita animali. Molti esperimenti tentati non andarono a buon fine ma quando l’uomo fece per bruciare una foglia, l’ago iniziò a tracciare segni irregolari, ciò dimostrava cosa? Che la pianta non solo aveva, in qualche modo, intuito le cattive intenzioni di Backster ma ne aveva provato paura, terrore.

Un altro esperimento molto singolare voleva dimostrare che le piante possiedono una qualche sconosciuta forma di memoria, Backster si servi di due piante e sei assistenti. Il ricercatore chiuse le due piante in una stanza separata ed ordinò ad uno degli assistenti di entrare all’interno, prendere una delle due piante, sradicarla e distruggerla in modo piuttosto violento, successivamente collegò gli elettrodi alla seconda pianta e, ad uno ad uno, fece sfilare gli assistenti. La macchina segnalo una forte reazione di eccitazione solo quando sfilò l’uomo che si era reso colpevole della distruzione della prima pianta. Questi risultati erano sorprendenti, dimostravano che le piante potevano essere dotate di un sistema nervoso e addirittura di una primordiale forma di coscienza ma, come al solito, il mondo accademico tenne pochissima considerazione dei risultati ottenuti.
Queste scoperte sembravano all’avanguardia e prime nel genere ma non era proprio così, molti anni prima il Dot.  Jagadir Chandra Bose, un grande fisico indiano intraprese un importante ricerca proprio sulla possibilità che le piante potessero avere molte più similitudini con il regno animale di quanto all’epoca si potesse immaginare.

Bose credeva che la divisione tra il mondo animale e vegetale fosse solo un imposizione umana e che in realtà i due mondi fossero una cosa sola, il dottore, a tal proposito, non esitò a dichiarare quanto segue:

"La vasta dimora che costituisce la natura ha diversi settori ed ognuno di questi la sua porta, i fisici, i biologi, i botanici, etc, entrano ognuno nel proprio settore per le diverse porte e ciascuno pensa di abitare in un dominio riservato e indipendente dagli altri, ed è per questa ragione che si crea la distinzione dal mondo vegetale con quello animale. Non dobbiamo dimenticare che tutte le ricerche hanno lo scopo della conoscenza sotto tutti i suoi aspetti". 

Come potrete ben immaginare tali dichiarazioni dovettero far molto discutere il mondo accademico di quegli anni ma lo studioso non si arrese e prosegui con le sue ricerche. Bose era convinto che se pur le piante avessero delle strutture elementari e primordiali non vi fosse motivo di non credere che le stesse potessero essere dotate di un qualche sistema nervoso, seppur anch’esso molto elementare.

Successivamente, tramite metodi fotografici, si riuscì a fotografare le aure emesse dalle piante e le aure emesse dagli uomini, sbalorditivamente le due auree si dimostrarono molto simili tra di loro.

Quanto vi ho raccontato serve a farvi capire che la possibilità che anche le piante siano dotate di una loro coscienza è assai più elevata di quanto molti potrebbero immaginare. Come ho già dichiarato in altre occasioni, la teoria dell’anima vista come coscienza umana che sotto forma di campo elettromagnetico sopravvive alla morte fisica è una delle teorie che più potrebbero avvicinarsi alla verità e per tali motivi è plausibile che anche la coscienza elementare delle piante possa sopravvivere alla morte materiale delle stesse. Per tali motivi bisogna credere alla possibilità che anche le piante possano dar vita a fenomeni di apparizioni spettrali in determinate circostanze, ossia quando per determinati motivi queste forme primordiali di coscienza vengono scosse e stimolate.

Rivolgendomi ai colleghi Ghost Hunter quindi, rivolgo agli stessi il consiglio di non sottovalutare mai le leggende o i racconti che parlano di presunti fantasmi di piante o alberi e di intraprendere, anche in questi casi, un attenta analisi ed una seria ricerca.

Articolo di Contino Mario
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