Croce di Lorena o Patriarcale

La croce di Lorena è un simbolo a forma di croce con doppia asse orizzontale anche chiamata croce patriarcale.
Questo simbolo venne originariamente chiamato croce d'Angiò ed era raffigurato sullo stemma dei Duchi d'Angiò, successivamente cambiò il suo nome in Croce di Lorena in concomitanza al cambio del nome dei nobili in Duchi di Lorena.
La sua forma deriva dalla Croce Cristiana classica sulla cui sommità è posta un'asse più piccola rappresentante il “Titulus Crucis” ossia l'iscrizione che Ponzio Pilato fece apporre sulla Croce alla quale fu giustiziato Gesù Cristo: Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum abbreviato con (INRI)
La Croce di Lorena fu ispirata dalla forma di un reliquiario di un frammento della vera Croce a cui i Duchi d'Angiò erano devoti ma la sua vera natura è da ricercare nelle culture e filosofie orientali, essa venne utilizzata soprattutto in Grecia nelle raffigurazioni del Cristo crocifisso.
Inizialmente il simbolo non aveva alcuna connotazione negativa e fu adottato da varie nazioni e movimenti politici quale simbolo di fede.
Ricordiamo che fu anche un simbolo utilizzato dall'antico ordine dei Cavalieri Templari, inizialmente nessuna regola stabiliva una particolare tipologia di Croce da usare sulla divisa dall'antico ordine cavalleresco, poi Papa Eugenio III regolarizzò in qualche modo l'utilizzo di una croce color vermiglio posta sul mantello bianco, croce semplice, Ancorata o Patente.
Il simbolo dell’infinito sormontato da una croce di Lorena ha invece tutt'altro significato, sembrerebbe essere l'emblema della Chiesa di satana fondata da Anton Szandor LaVei e sarebbe presente nelle prime pagine della sua Bibbia satanica. (notizia che non ho personalmente verificato)
Anche qui è evidente che il vero potere richiamato dal simbolo è relativo all'uso che si fa dello stesso, bastano poche modifiche poter stravolgere l'iniziale significato.

Questo articolo contiene una mia interpretazione personale, che potrebbe anche essere errata.
Nessuno si senta offeso, del resto ognuno è liberissimo di professare il crodo che desidera, non sono di certo io ad avere pregiudizi o diffidenze

Articolo ed immagini di Contino Mario
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