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venerdì 6 settembre 2013

Ghost Hunters... Questi sconosciuti.



Scrivo questo articolo, e già vi anticipo che lo stesso non vuole assolutamente essere polemico ma istruttivo, perché continuo a notare un atteggiamento errato ed offensivo nei confronti dei team di Ghost Hunters.
Certamente negli ultimi anni la situazione è migliorata e molte più persone riescono a distinguere ragazzi seri da cialtroni e truffatori vari. Resta comunque un pregiudizio che, se pur giustificato, spesso sfocia in maleducazione che lede all’altrui diritto di libertà ed opinione e rischia di disturbare il quieto vivere indispensabile in ogni società democratica e civile.
Cercherò di affrontare il problema partendo dalla radice, il nome stesso utilizzato dai vari gruppi di ricerca e che contraddistingue il genere della investigazione stessa.
Ghost Hunters è un termine inglese traducibile con “Cacciatori di Fantasmi”, sono certo che questa superficiale traduzione letteraria riesca da sola a deviare l’intero concetto e a far sorgere dubbi e perplessità. Noi non cacciamo i fantasmi per poi catturarli, o scacciarli dal luogo in esame, non siamo esorcisti o simili, il termine cacciatore è improprio e meglio sarebbe utilizzare il termine “ricercatore”, noi ricerchiamo e tentiamo di farlo nel modo più serio possibile.
Cosa ricerca un Ghost Hunter?
Molti si limitano ancora una volta all’interpretazione letteraria, quindi in base a questa un ghost hunter da la caccia ai fantasmi. Giustissimo, il problema è che non è esattamente ciò che facciamo, noi non diamo la caccia ai “Fantasmi”, noi cerchiamo di stabilire se questi esistono o meno, se il fenomeno è reale o frutto di fantasia, le nostre ricerche si limitano a questo.
Lo scopo principale di un Ghost Hunter è quello di constatare i fatti, smentire eventuali voci su presunti fenomeni paranormali in un determinato luogo o constatare l’effettiva presenza degli stessi, cercando di ottenere una prova concreta ed infalsificabile degli che possa essere un punto di partenza per una ricerca seria da parte della scienza ufficiale. I cosiddetti “fantasmi” sono solo una delle possibili manifestazioni legate al fenomeno “Paranormale” oggetto di investigazione.
Come Opera un Ghost Hunter?
Cercando di essere il più professionale possibile, un ricercatore deve restare freddo e neutrale, deve porsi verso i fenomeni presunti in maniera scettica e nello stesso tempo non deve avere il minimo pregiudizio sugli stessi. In parole semplici un ghost hunter crede fermamente negli spiriti e nel paranormale ma è cosciente che non tutto rientra nella casistica dei fenomeni attualmente non spiegabili scientificamente, è consapevole che nell’80% dei casi il tutto è dovuto a fatti naturali e che altre volte la leggenda nasce solo a scopo pubblicitario. Un ghost hunter, prima di effettuare l’indagine in essere, svolge una serie di ricerche atte a definire la storia della leggenda stessa:
A quando risale la prima testimonianza del fenomeno?
E’ una fonte attendibile?
Come si è ripresentato in futuro?
A chi? In quali circostanze?
In un giorno o ora particolari? Ecc.. ecc.. ecc..
Solo dopo aver ricercato ogni possibile informazione utile allo svolgimento di una seria ricerca, si reca nel luogo con la strumentazione utile al caso.
La strumentazione utile?
Ogni strumento utilizzato è collegato ad una particolare teoria, nulla è lasciato al caso. Per farla breve, si utilizzano strumenti molto sensibili in gradi di reperire immagini basate su un più ampio spettro luminoso, o addirittura su differenti livelli di calore in un determinato ambiente. Si utilizzano strumenti capaci di rilevare suoni non udibili all’orecchio umano, come infrasuoni ed ultrasuoni, e rilevatori in grado di monitorare altri parametri quali temperatura, umidità, campi elettromagnetici ecc.. Noi cerchiamo prove infalsificabili, ad esempio una foto che ritrae il presunto spettro scattata con formano NIF o RAW, i formati primari delle Reflex e non riproducibili da alcun software grafico. Queste foto, se ottenute e giudicate importanti, dovrebbero essere sottoposte a contro analisi da tecnici specializzati in gradi di escludere difetti dovuti ad errori dell’apparecchiatura ecc. Stesso discorso per i suoni, è normale registrare milioni di interferenze, ma se si registrano risposte logiche e chiare in frequenze in cui la voce umana non puù giungere, in quel caso l’interferenza sarebbe da escludere e la registrazione potrebbe essere utilizzata come prova concreta.
Questo è, a grandi linee ciò che fa, o che dovrebbe fare, ogni Ghost hunter serio, spero di aver chiarito che noi, e mi riferisco a noi del team (GHP Ghost Hunters Puglia) in quanto non posso certamente riferirmi a terzi, non abbiamo nulla a che fare con presunti maghi, santoni o altri ciarlatani, ne tantomeno con i famosi ghostbusters televisivi.
Gli scettici fanno bene ad esserlo, lo scetticismo è indispensabile, in caso contrario la gente vedrebbe fantasmi svolazzare ovunque, è però distruttivo quando si trasforma in maleducazione ed inizia a ledere la libertà di pensiero ed espressione di terzi, in quel caso però si parla di pregiudizio e non più di scetticismo.

Articolo di Contino Mario
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