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lunedì 7 aprile 2014

Magia... Questa sconosciuta.

Magia, una parola in grado di evocare mille pensieri, collegata ad un epoca lontana, quasi dimenticata.

Oggi giorno la magia è confusa con l'arte illusoria di prestigiatori più o meno bravi, capaci di intrattenere i bambini con giochi affascinanti che nulla hanno a che vedere con ciò che è l'operato del “mago”.
Ho voglia di chiarire un po' le idee in merito a ciò che è realmente la magia, lo farò cercando di essere più chiaro possibile, mi scuso se non dovessi riuscire in questo, per me importante, intento.

Il termine Magia indica un azione cosciente, da parte di un officiante definito mago, atta a modificare la realtà che ci circonda.
Ciò avviene grazie alle conoscenze superiori delle leggi che governano l'universo, il mago, cosciente del modo in cui la natura opera la creazione, si intromette per indirizzare quest'ultima secondo la sua volontà.

Un esempio pratico posso farlo servendomi dell'esempio del programmatore:
Il computer potrebbe essere paragonato all'universo;
Tutto ciò che avviene al suo interno, potremmo paragonarlo alla realtà da noi percepita.
Un programmatore, conoscendo il linguaggio di programmazione, si intromette per modificare un dato programma (realtà) in relazione alla sua volontà.

Occorre fare una distinzione tra “magia” e “stregoneria”, tra mago e sciamano (o stregone).

Lo sciamano è colui che fa da tramite tra la nostra dimensione e quella spiritica, spesso ne è addirittura succube.
Egli è in contatto con una dimensione differente, tanto da non poter essere facilmente descritta per mezzo delle nostre capacità percettive e cognitive, proprio per tale motivo, la descrizione di questa a seguito di trance, risulta fantasiosa e poco realistica.
Lo sciamano può operare modifiche sulla realtà circostante, non per suo mezzo ma per opera di entità spiritiche alle quali può chiedere supporto.

Il mago opera in modo assolutamente differente.
Egli non è per forza di cose un sensitivo, non deve necessariamente stringere degli accordi con esseri spiritici appartenenti a differenti dimensioni.
Il mago è più che altro uno studioso, uno scenziato alternativo se vogliamo.
Egli impone la sua volontà sulla natura grazie a rituali precisi, energie poco conosciute dalle masse e l'uso dell processo di regressione cosmica.

Il concetto di regressione cosmica è importantissimo, solo tramite la consapevolezza di quest'ultimo, il mago, può operare per modificare la natura.
La regressione cosmica è un modo per riconnettersi alla creazionew universale, per copiare l'operato degli Dei, se vogliamo.
Secondo i primi ermetisti del mondo greco-egiziano, nel processo di creazione vi è un centro da cui si diffonde l'energia spirituale.
Man mano che questa energia si allontana dal centro, si trasforma in materia.
Il mago interviene in questo processo, un istante prima che l'energia si trauti in materia, in questo modo inserisce la sua volointà nel processo di creazione.
L'intromissione nel processo avviene tramite la ritualistica, il rituale consente al mago di uscire dal comune spazio-tempo e di entrare in uno spazio-tempo sacro, simile a quello nel quale le divinità hanno operato la grande magia della creazione.

La magia si basa, principalmnte, sulla legge della simpatia universale.
Secondo questa concezione, tutto è collegato con tutto, mediante energie sottili che legano ogni cosa.
Qualsiasi avvenimento, in qualsiasi parte del cosmo, si riperquote su ogni altra cosa esistente, con maggior impatto su ciò che risuona maggiormente con ciò che è ogetto del movimento/cambiamento.
L'uomo è tra le creazioni che più risentono del processo di risonanza, esso è da considerarsi come un microcosmo che rispecchia fedelmente il macrocosmo del creato.
Per farla breve, l'uomo sarebbe composto degli stessi elementi che costituiscono l'intero universo, gli stessi atomi.

Nella magia vi è un processo per mezzo del quale il mago si identifica con la divinità creatrice.
Proprio grazie a questa identificazione egli riuscirebbe ad intromettersi nel processo creativo e modificarlo.
In alcuni rituali, questa identificazione è abbastanza chiara e come conseguenza si ha una sostituzione, in questo momento il mago cessa di parlare del Dio e parla da Dio, sostituendosi alla divinità e quindi identificandosi in prima persona con la stessa.
Non è il mago a comandare il cambiamento ma la stessa divinità per suo mezzo.

Ricapitolando quanto detto fin ora, possiamo dunque evidenziare alcuni punti fondamentali, condizioni da soddisfare affinche la magia possa essere attuata:

  1. Gli esseri viventi dovrebbero poter trasmettere un qualche tipo di energia
  2. Deve esistere un mezzo conduttore, indispensabile per trasmettere questa energia a grande distanza
  3. L'uomo deve poter entrare in risonanza con la realtà circostante
  4. Rituali e simbologie dovrebbero aiutare ad attivare particolari energie ancestrali.

Il secondo punto è molto importante, come potrebbe il pensiero del mago, fuoriuscire e viaggiare all'esterno della sua mente?
La mente umana emette differenti radiazioi, ergo è logico pensare che tramite queste possa essere possibile esternalizzare la volontà, forse importa.
La difficoltà starebbe nell'individuare un mezzo conduttore in grado di far viaggiare questa “informazione” a grande velocita e grande distanza.
Per molti anni si è identificato questo mezzo con l'”etere”, un fluido onnipresente che collega ogni cosa nell'universo.
Con il passare degli anni e l'avvento di una scienza troppo materialista per badare a determinati aspetti, si è giunti alla conclusione che tale fluido non possa esistere.
Fortunatamente, alcuni ricercatori più attenti, come ad esempio Dayton Miller, hanno condotto studi i cui risultati confermerebbero l'esistenza di questo potente fluido universale, identificandolo in un campo energetico chiamato Orgone.
Studi più recenti hanno identificato l'etere al “campo Techionico”, composto da particelle più veloci della luce (techioni) e caratterizzato da un quadrante spazio/tempo negativo.

Non so se la scienza ufficiale accetterà mai la possibilità dell'esistenza della magia, sta di fatto che secoli di osservazioni non possono essere ignorati.

Spero di esser riuscito a descrivere, in maniera molto sintetica, quell'immenso universo che si cela dietro il termine Magia, sperro utilizzato impropriamente.

Articolo di Mario Contino
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