Materializzazione spiritica, riflessioni ed ipotesi.

Moltissime sono le testimonianze che farebbero riferimento a casi, straordinari, di manifestazioni spiritiche nelle quali la presunta “entità” si paleserebbe in maniera visibile ai testimoni stessi.
Al di la dell'autenticazione delle varie testimonianze, aspetto non di poco conto e compito di difficile adempimento, per via di innumerevoli fattori ed in primis la necessità, dettata dall'ambiente sociale, di tenere ignota l'identità del testimone stesso, restano migliaia di storie da interpretare ed analizzare.

Tenterò di ipotizzare (senza alcuna pretesa di convincere il mio prossimo) i principi alla base di queste manifestazioni che tanto hanno terrorizzato, ed in numero minore entusiasmato, i fortunati o sfortunati testimoni dell'evento.
Per far ciò mi baserò su descrizioni che, studiate a tempo debito, decisi di ritenere veritiere in percentuale nettamente superiore a molte altre storie esaminate, se non altro per particolari che sembravano esser comuni a tutte loro.

Lo spirito - non me ne vogliano i più avvezzi agli studi inerenti la specifica materia ma utilizzerò questo termine riferendomi al suo significato più popolare – sarebbe descritto quasi sempre con aspetto materiale, solido, consistente, al contrario dell'idea comune secondo la quale esso sarebbe traslucido, immateriale, semi trasparente e così di seguito in descrizioni.
Ergo è logico pensare che, un essere solitamente immateriale – definizione data in base all'idea comune di inconsistenza fisica dello stesso – possa a suo piacimento divenire consistente e visibile a tal punto da risultare identico ad un uomo in carne ed ossa.

Ho visto mio suocero seduto sulla sedia, la muoveva, era come se fosse vivo, in carne ed ossa, poi è sparito sorridendo”

Quanto sopra riportato è un esempio di descrizione, fornita da una signora testimone involontaria di una presunta manifestazione spiritica, riferentesi al presunto spirito del suocero scomparso alcuni mesi prima.
Notiamo subito l'affermazione: “In carne ed ossa”, poi l'affermazione: “muoveva la sedia”, due fattori che non possono essere semplicemente ignorati.
Queste testimonianze provengono da fonti attendibili in quanto non avvezze a ragionamenti o studi che potrebbero influenzare la loro psiche a tal punto da creare l'illusoria immagine dello “spettro” (altro termine che utilizzerò in maniera impropria), in più molte di loro temerebbero tanto più essere additate come pazze visionarie che l'esperienza stessa vissuta come straordinarietà dell'evento.

Cosa renderebbe consistente uno spirito a tal punto da renderlo, ipoteticamente, indistinguibile da un uomo inteso come vivo e vegeto?

Precedentemente ipotizzai, in altri articoli, la possibilità dello spirito di “rivestirsi” (come di un abito) di materia intesa come elementi facilmente rintracciabili in ogni luogo, ad esempio l'acqua, largamente presente soprattutto nel suo stadio aeriforme, in grado però di condensarsi a tal punto da risultare solida come la roccia.
Ciò sembrerebbe però discostare dalle descrizioni come quella sopra riportata, sarebbe forse doveroso pensare a tale ipotesi come ad una delle tante possibilità, non come l'unica soluzione del problema, come sarebbe possibile materializzare dall'acqua vestiti, capelli ed ogni altra parte materiale che per colore ed aspetto sembrerebbe possedere il proprio carattere fisico specifico?
Meglio sarebbe a tal proposito parlare di mera immagine illusoria, così come di illusione possiamo dibattere in relazione al caro defunto visto in sogno, il problema principale è che di sogno sarebbe ben difficile parlare, impossibile se il fenomeno verrebbe visto da più testimoni in un contesto nel quale non potrebbe sussistere l'autosuggestionane di gruppo.
Quale stupendo enigma sul quale riflettere!

Storicamente gli spiriti hanno sempre avuto caratteristiche che facevano, degli stessi, capaci di mostrarsi sotto varie forme, spesso semi-materiali, altre volte materiali (ad esempio sono spesso citati spiriti in grado di assumere l'aspetto di animali vari), difficilmente con il loro specifico aspetto, forse in quanto non concepibile dall'umano intelletto.
Nelle religioni precristiane, gli Dei erano spesso descritti con caratteristiche simili a quelle da me sopra riportate, capaci dei medesimi prodigi, con carattere proprio e neutro rispetto agli uomini, in grado di palesarsi in maniera pacifica e costruttiva o terrificante e distruttiva, elargitori di doni e vita o di castighi e morte.
Dei dalle caratteristiche molto umane, forse troppo?
Non voglio trasformare tale dibattito in un trattato di antroposofia religiosa, ergo mi limito alle considerazioni sopra riportate.
Considerazioni che descrivono caratteristiche comuni agli spiriti citati in ogni parte del mondo prima delle grandi religioni di origine Ebraica, nelle quali si tende a distinguere una divinità totalmente positiva ed una totalmente negativa.
Ergo sembrerebbe trovare vari riscontri la teoria secondo la quale uno spirito potrebbe rendersi, a suo piacimento, totalmente materiale, mi chiedo se sia caratteristica anche di un ipotetico spirito umano disincarnato.
Poco chiaro resta ancora il modo alla base di tale meccanismo.
In epoca Medioevale, relativamente recente, molti libri di “Demonologia”, materia accettata dal cristianesimo in cui si affronta il “problema” delle manifestazioni spiritiche, viste però sempre ed esclusivamente in chiave diabolica, possiamo trovare molte descrizioni relative a materializzazioni.
Soprattutto sono numerose, in molti trattati, descrizioni relative al “Sabba”, le famose riunioni rituali cui era comune idea partecipassero streghe e stregoni.
Vengono spesso citate quali momenti in cui si materializzerebbero spiriti di varia natura con vario aspetto e, a tal proposito, è spesso citata l'azione illusoria della forma dovuta alla manipolazione, da parte degli spiriti, dell'elemento aria.
Secondo questi studi, sempre intrisi di religiosa opinione, questi spiriti – solitamente considerati demoni o spiriti demoniaci – avrebbero creato un illusoria immagine di se stessi, materializzato in tal modo banchetti, cibarie, oggetti ed ogni altra sorta di beni materiali, ergo non solo materializzazione propria ma anche terza.

Al di la della concezione Cristiana dell'evento, ho trovato molto interessanti gli studi di Alfredo Ferraro, un fisico del secolo scorso che ha tentato di studiare i fenomeni legati allo spiritismo con metodica scientifica.
Lo studioso cita, nei suoi testi, la materializzazione di vari oggetti, diversi per forma e dimensione, effettuata da spiriti grazie al supporto di “medium”.
Gli “Apporti” come li definisce Ferraro, si materializzerebbero lentamente, spesso accompagnati da fenomeni di bioluminescenza di ignota origine, prendendo lentamente forma e consistenza, tra fumi biancastri e forti odori di azoto.

Altre volte ho trattato della similitudine tra il fenomeno del fulmine globulare e le caratteristiche attribuite spesso agli spiriti, ossia tra plasma e “spirito”, compreso l'odore di azoto e la luminescenza che accomuna i due fenomeni, nonché la capacità di attraversare la materia al di fuori dei metalli.
Questa volta mi limiterò alla materializzazione in essere, secondo lo studioso sopra riportato, gli oggetti sarebbero apparsi dal nulla, in forma materiale, tanto da poter poi essere presi ed esaminati.
Che si tratti di un fenomeno simile alla materializzazione dello spirito alla base di molte testimonianze?
Al fronte di un getto tangibile ed esaminabile, poco conto avrebbe discutere su illusorie immagini.

Tutto ciò che occupa spazio ed ha massa, è normalmente definito “materia ” solitamente in relazione alla materia chimica.
In natura sono noti differenti stadi della materia
, ad esempio: solido, liquido e gassoso.
La materia chimica è la parte dell'universo composta da atomi chimici ovviamente senza considerare la materia e l'energia oscura, diversi ed autorevoli studi suggeriscono che soli il 4% della massa totale dell'intero universo visibile ai nostri telescopi sia costituita da materia chimica, circa il 22% è materia oscura, il restante 74% è energia oscura.
È dunque logico pensare ad una vasta gamma di possibilità che attualmente esulano dalle nostre cognizioni, ergo impensabile escludere a priori talune possibilità ed ipotesi limitando di fatto quella sana curiosità che dovrebbe trainare l'uomo verso nuove scoperte.

Lo spirito potrebbe materializzarsi sfruttando principi a noi ancora ignoti?
Certamente.
Escludendo ogni ipotesi precedentemente accennata, occorre ipotizzare a forme alternative di materialità.
Di recente, alcuni ricercatori dell'Università di Princeton, hanno sostenuto di esser riusciti a rallentare i fotoni a tal punto da aver potuto osservare un comportamento degli stessi simile a quello di un atomo, ergo di aver ottenuto una nuova e strana forma di luce definibile “luce solida”.
Ancora poco chiaro è lo studio effettuato ma, potrebbe essere un processo simile alla base della materializzazione spiritica?

Tanti dubbi, certamente portatori di future scoperte, se si avrà la voglia di far ripartire quel processo evolutivo fermo da anni e fermare la degenerazione socio-culturale alla base del regresso umano che da decenni sembra essere innescato.

Articolo di Mario Contino
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