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sabato 2 maggio 2015

Il K2 EMF meter non è un rilevatore di spiriti

Scrivo questo articolo in quanto ne ho le scatole piene, scusate la sfrontatezza, di gente che armata di questo strumento si professa cacciatore di spiriti, mostrando l'apparecchio quale “rilevatore di entità”, una vera e propria cavolata che è ora di smentire.

Cosa rileva il K2 EMF Meter?

Certamente non gli spiriti, o per meglio dire non è questo lo scopo per il quale è nato.
Lo strumento misura i campi elettromagnetici a basse frequenze, esprimendo i valori in “milliGAUS” (mG).
Il K2 è dotato di una scala di valori compresi tra 1,5 mG e 20 mG, è anche presente una tecnologia led con scala cromatica da verde a rosso in grado di dare un idea rapida sull'intensità del campo elettromagnetico rilevato.

Cosa centrano dunque i presunti “esseri spiritici” (non ho scritto la parola “fantasma” di proposito) con questo strumento?

Fenomeni elettromagnetici anomali ed improvvisi, spesso privi di logica giustificazione (ma per determinare ciò occorrono studi complessi con strumenti molto più precisi del K2), si verificherebbero nei luoghi ove si manifesterebbero fenomeni presumibilmente riconducibili ad azione spiritica, ma non solo, ergo sarebbe opportuno parlare di “manifestazione di origine anomala”, lasciando la giusta definizione al post studio.
Mi riferisco ad interferenze con apparecchiature elettriche in generale:
Disturbi al segnale TV (soprattutto nei vecchi modelli a tubo);
Interferenze nel segnale radio;
Interferenze con le lampade ad incandescenza (spesso si fulminerebbero) ecc...
Tutte manifestazioni più o meno riscontrabili senza l'ausilio di strumentazione e che trovano, nel K2 EMF meter, solo una conferma del fenomeno in essere, senza alcuna possibilità di poter ricondurre lo stesso ad una presunta attività paranormale se non grazie all'ausilio di altri strumenti ed alla comparazione dei dati ottenuti.
Ergo e logico pensare che lo strumento può essere utile solo ad una prima analisi del luogo preso in esame, a rilevare possibili condizioni che potrebbero rappresentare un buon punto di partenza per l'impostazione della successiva indagine.
In relazione ad altre teorie, e citando il termine “fantasma” riferendomi alla sua concezione più spicciola, ossia “spirito umano sopravvissuto alla morte”, come vorrebbe il volgo, non possiamo non considerare gli studi del  professore McFadden della Scuola di Scienze Biomediche e della Vita docente presso l'Università di Surrey in Gran Bretagna.
Il professore, nell'ambito dei suoi affascinanti studi,  afferma che la coscienza della nostra mente è un campo elettromagnetico, egli scoprì che ogni volta che un nervo funziona, l'attività elettrica invia un segnale al campo elettromagnetico del cervello, ergo inizia a palesarsi una possibilità in base alla quale l'uso dello strumento K2 sarebbe giustificato in relazione agli studi impropriamente definiti “sul paranormale”.
Se la coscienza fosse un campo elettromagnetico e la stessa potesse sopravvivere alla morte fisica mantenendo una certa forma ed individualità, allora lo spirito umano identificato dai più come “la coscienza” (avrei molti dubbi in proposito) potrebbe essere rilevato con il K2.
Volendo anche ammettere quest'ultima ipotesi, si potrebbe realmente utilizzare il rilevatore di campi elettromagnetici quale rilevatore di “Entità”?
Certo che no, non si avrebbe la possibilità materiale di eliminare dal rilevamento la miriade di campi elettromagnetici di origine naturale o umana che oggi invadono, letteralmente, il nostro pianeta, ergo non e affatto possibile affermare di aver contattato uno spirito ogni qual volta i led luminosi dello strumento segnalano un campo elettromagnetico.
Diverso uso, più sensato, potrebbe essere fatto dello stesso strumento.
Un utilizzo più responsabile che certamente renderebbe più credibili le vostre ricerche e potrebbe fornirvi maggiore mole di dati da poter utilizzare durante i vostri studi.
Mi riferisco ad un uso del K2 che sfrutti proprio il segnale luminoso di cui lo strumento è dotato, i led.
Non possiamo essere certi in alcun modo che l'entità da noi contattata sia composta da un campo elettromagnetico, anzi sarebbe logico pensare che quest'ultimo sia una conseguenza diretta o indiretta di un eventuale azione spiritica e non lo spirito stesso.
Ossia che lo spirito sfrutti i campi elettromagnetici di origine naturale o umana sia per palesarsi che per interagire nella nostra realtà.
Ho usato il termine realtà non a caso, perché è logico pensare che se tali entità “abitino” piani dimensionali differenti, l'utilizzo di strumenti standard sia utile solo nel momento in cui la loro azione si palesa sul nostro stesso piano dimensionale, ma ciò è un argomento che tratterò in seguito.

Ritornando al K2 ed al tema di questo articolo, i suoi led potrebbero essere sfruttati non tanto per determinare la presenza spiritica in dato luogo ma per instaurare un “rapporto” con l'eventuale “spirito”.
Se accettiamo come vera l'ipotesi secondo la quale queste entità, tramite i campi elettromagnetici, riescano ad interferire con lo strumento K2 facendo accendere i suoi led, allora è più utile utilizzare lo stesso cercando una “interazione intelligente”.
Mi riferisco ad n preciso studio che sfrutti il K2 in modo tale da poter fungere quale mezzo di dialogo (accordarsi con l'entità eventualmente presente, in modo tale che la stessa faccia accendere i led esclusivamente ad una risposta affermativa.)
A tal proposito avremmo preparato una serie di domande semplici ed impostate in modo tale da ridurre al massimo la possibilità di casualità, che pur resta in determinata percentuale.

Tutto ciò ovviamente è utile ipotizzando che l'eventuale entità:
1) Sia senziente
2) Abbia voglia di interagire con noi
3) Non ci veda ostili (non è scontato)
4) Capisca il nostro linguaggio ecc
A mio avviso questo è l'unico modo in cui il K2 EMF meter potrebbe avere una qualche utilità al fine di un'indagine.
Spero di non aver offeso nessuno ma ho visto madri disperate che, sulla scia di video e trasmissioni televisive, hanno acquistato un K2 sperando di rintracciare in casa lo spirito del “caro estinto”.
Purtroppo tale atteggiamento è dovuto alla cattiva informazione ed a gruppi che continuano a citare il K2 come strumento capace di segnalare la presenza di uno spirito in un dato ambiente, cosa che, come spero di aver spiegato in questo articolo, non è esatta.

di Mario Contino
Presidente: Associazione Italiana Ricercatori del Mistero.
www.associazioneairm.it
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