"Fate" tra ipotesi e mitologia

Mamma, papà, esistono le fate?...
Quante volte abbiamo sentito bambini e bambine porre questa domanda ai loro genitori?
Personalmente tante volte e la risposta data molte volte non mi ha per niente rallegrato.
Come si fa a bloccare l'immaginazione dei bambini con un secco ed insensato “no”?
Purtroppo accade spesso, la magia, il mistero, l'immaginazione stessa che è un dono preziosissimo e raro vengono bloccate da una società costituita da burattini privi di ogni sentimento.
Parole dure le me, lo ammetto, utili ad esprimere il mio profondo disappunto per ciò che sta avvenendo: il blocco totale dell'evoluzione umana, la fine di ogni speranza.

Io ho 29 anni, almeno esternamente non sono più un bambino.
Credo alle fate?
Si, ci credo, le immagino differenti da quelle rappresentate in fumetti e fiabe ma credo fermamente in queste “guardiane della natura” (Femminile utilizzato solo convenzionalmente).
Con questo articolo cercherò di avvicinarmi al nocciolo della questione, all'origine delle tantissime leggende che hanno animato, negli anni scorsi, l'immaginazione di tanti bambini.

L'immaginazione...
In Occultismo non dev’essere confusa con la fantasia, poiché è uno dei poteri plastici dell’Anima superiore; è anche la memoria delle precedenti incarnazioni e, benché sfigurata dal Manas inferiore, poggia, sempre sul terreno della verità.
Una citazione del grande Albert Einstein mi ha particolarmente colpito, di seguito la riporterò:
“Con la logica un uomo potrebbe arrivare da A a B, con l'immaginazione potrebbe arrivare ovunque”.

Chiudo questa breve e doverosa parentesi e mi concentro sul tema principale dell'articolo.
La fata è una creatura leggendaria presente in molte fiabe, come già detto, un “essere” mitologico reso celebre in Italia fa racconti come: Pinocchio di Collodi che, per altro, aggiunge al termine fata” l'interessante aggettivo di “Turchina” (Dal colore turchese).
Il Nome Fata potrebbe derivare dal nome latino delle Parche, ossia “Fatae” (Coloro che dominano il “Fatum”, il destino).
Anche il loro aspetto, quello radicato nell'immaginario collettivo, deriverebbe dalla mitologia classica ed in particolare dalle figure delle Parche e delle Ninfe.
Spiriti della natura aventi sembianza di bellissime fanciulle come le ninfe e spesso impegnate a mutare, positivamente o negativamente, il destino dell'uomo, ergo come le Parche aventi in mano il potere di modificare il “Fato”.

Secondo una leggenda Islandese, le Fate in origine erano esseri umani “Figli di Eva”, puniti per colpa della madre e nascosti agli occhi di quest'ultima.
Molto più interessante è una leggenda secondo la quale questi esseri in principio erano Angeli, caduti insieme a Lucifero ma non tanto colpevoli e corrotti da meritare l'inferno. Per questo furano condannati a restare sulla terra ed assunsero le caratteristiche del luogo nel quale caddero (volendo così spiegare l'esistenza di esseri successivamente definiti Elementali, legati ognuno ad un elemento specifico: Ondine per l'Acqua, Salamandre per il Fuoco, Gnomi per la terra, Sifidi per l'Aria)
Per quanto riguarda l'elemento terra, rapportato alle leggende sulle fate ha originato esseri dalle caratteristiche femminili chiamate Driadi, ovviamente gli gnomi avevano ed hanno tuttora una sessualità maschile nell'immaginario collettivo.

Le Druidesse, termine britannico utilizzato per identificare le Fate, sarebbero esseri in grado di rendersi invisibili ed in possesso dei più importanti segreti della natura.
Secondo le leggende più note, abiterebbero caverne, ruscelli ed altri remoti luoghi presenti in fittissime foreste, avrebbero il temuto potere di trasformare gli uomini in bestie.

Secondo alcune fonti, le Fate avrebbero un lunghissimo ciclo di vita, potrebbero vivere centinaia se non migliaia di anni e mostrarsi agli uomini sotto qualsiasi sembianza ritengano più idonea.
Potrebbero sposare gli uomini e spesso le leggende citano la loro residenza in lussuosi palazzi sotterranei.
Quest'ultimo aspetto mi colpisce in modo particolare facendomi pensare alle teorie della “terra cava”, rese celebri da “Viaggio al centro della terra” di Verne.
Sarebbero composti da una sostanza materiale molto “sottile” meno densa di quella di cui sono costituiti gli uomini, tanto da poter essere plasmata a piacimento.
Il loro aspetto naturale sarebbe quello di una sfera luminosa pulsante, spesso bluastra.
Da qui forse il termine Fata turchina?
Probabilmente si, ma per la maggior parte degli autori tale denominazione deriverebbe solo dalla consuetudine che nelle fiabe dei bambini accomuna la magia ed ilpotere magico al colore azzurro.
A mio avviso non è così ma lungi da me voler polemizzare su tale aspetto.

Ritengo che il termine Fata identifichi in realta non uno ma una moltitudine esseri differenti, aventi caratteristiche comuni, probabilmente realmente collegati alla natura ed impegnati a regolarne ritmi e modelli.
Quando mi riferisco a “natura” la intendo in un modo più ampio, personalmente ritengo che la natura sia costituita da esseri visibili ed invisibili, piante, animali, virus, batteri ed altri esseri microscopici, energie a noi impercettibili, universi paralleli tutti collegati in una “natura multidimensionale”.
Ergo credo che come l'uomo è stato investito del “potere” di controllare fauna e flora, così sono stati creati esseri differenti dotati del potere di controllare I meccanismi alla base della stessa creazione di questa realtà del quale l'uomo dovrebbe essere un semplice custore.

Genesi 1; 26:
E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».

Secondo l'interpretazione religiosa, Dio creò altri esseri prima dell'uomo, aventi il compito, probabilmente, di far funzionare la creazone stessa, potremmo ipotizzare che tra essi ci siano gli stessi “ingegneri ed operai” costruttori dell'uomo sul progetto di Dio.
Non mi dilungherò perchè tratterò queste ipotesi in articolo differente, ho accennato a ciò solo per spiegare che l'uomo sarebbe stato creato per “dominare – controllare – regolare” fauna e flora, non tutto il resto, per il resto, per logica, sono operanti altri esseri a noi invisibili, alcuni di essi identificabili con le Fate.
Ovvio che, al giorno d'oggi, l'uomo appare impegnato in ogni sorta di attività atta alla distruzione e non alla costruzione o regolazione, ergo un custode che non svolge più il suo dovere.

Ritornando al folklore citiamo ancora Ajataa, la fata della mitologia nordica ritenuta responsabile dei fuochi fatui.
Spesso per fuoco fatuo si intende la reazione chimica alla base della luminescenza causata dalla fuoriuscita di gas dal sottosuolo, a seguito di processi di decomposizione organica.
Tale interpretazione è, a mio avviso, una forzatura, un voler fare di tutta l'erba un fascio pur di autoconvincersi dell'inesistenza di altre cause non controllabili, ossia esseri che per forma e luminescenza possano essere paragonati al fenomeno naturale della classica fiammella azzura generata per chemiluminescenza.

Molti potrebbero essere gli esseri spiritici che potremmo far ricadere sotto il nome di fata, impossibile per me elencarli tutti e francamente inutile.
Cio che intendevo puntualizzare con questo articolo è l'assoluta necessità di riaccendere in tutti noi quel pizzico di curiosità alla base di ogni sano “perchè”.
Se vostro figlio vi dovesse chiamare riferendovi di aver visto una fatina, un folletto o altro spirito del bosco, non licenziatelo con uno stupido “non esistono2, prendetelo per mano e fatevi accompagnare li dove dice di aver visto la fatina.
Se non riuscite a veder nulla, be!! chiudete gli occhi e ritornate per un attimo fanciulli, a quel punto potreste avere la fortuna di poter scorgere, anche solo per pochi istanti, uno di questi “spiriti guardiani”.

Articolo di Mario Contino
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