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venerdì 26 giugno 2015

Pareidolia nello studio dei fenomeni paranormali. - l'illusoria verità.

L'errore è umano ed accettare questa realtà è forse uno degli ostacoli più grandi che impediscono l'evoluzione cognitiva, e non solo, dell'umo.
Spesso si preferisce non accettare i propri limiti e fomentare situazioni di volontario o involontario inganno dei sensi che sfociano nella creazione di “precedenti” alla base di “verità” fondate sull'illusione, nel vero senso del termine.

Qualche giorno fa sono stato “costretto”, causa temporale, a rimanere in casa; per far scorrere il tempo ho deciso di accendere la TV e sono così incappato in una delle tante trasmissioni televisive che rovinano quella già poca serietà di cui gode la ricerca in ambito delle fenomenologie paranormali.
Persone autodefinitesi “ricercatori dell'ignoto” impegnati a “lottare contro i Demoni”, questo è quello da loro affermato e sul quale stendo un velo pietoso.
Pulviscolo illuminato dai faretti IR e mosso da evidente flusso naturale di aria, fatto passare per la manifestazione spiritica di esseri che intenzionalmente volevano la “morte” dei ricercatori...
Mi sono vergognato più che divertito.
Tutto ciò che ho visto è un assoluta mancanza di serietà e senso logico, lungi da me il voler essere o apparire quale esperto, mi pongo solo come curioso osservatore in grado di distinguere un ombra da un “anomalia” utilizzando un po di logica e di senso del reale, per quanto limitato e relativo alla mia condizione umana.
Francamente mi sono rotto le scatole di questi spettacoli fini a se stessi.
Oggi vorrei spiegare a chi si avvicina alla ricerca, per ragioni profonde e con serietà, che esiste una una “dignità propria” non barattabile.
L'errore nel quale tutti prima o poi incappano ma pochi ammettono e quello di trovarsi di fronte ad una PAREIDOLIA, realtà che non esclude l'eventuale presenza di fenomeni paranormali ma che non può essere utilizzata per ottenere, con l'inganno, prove che non provano un bel nulla e che danneggiano la serietà altrui.

Il termine pareidolia deriva dal greco èidōlon, "immagine", col prefisso “parà”, "vicino" (vicino all'immagine reale ma non coincidente con la realtà stessa). È un illusione subcoscia che tende a ricondurre a forme note oggetti o profili dalla forma incerta.
Ecco che una nuvola assomiglia ad una pecora, un cane, un drago, una penna, una croce ecc..
La mente tende ad ordinare ciò che è disordinato, a trovare un senso logico all'illogico, le associazioni di pensiero riportano forme astratte ad immagini certe, soprattutto volti umani o profili animali comuni.

Durante le mie ricerche sono incappato più volte in situazioni di Pareidolia e come tali devono essere definiti per non dar adito ad ulteriori errori.
Il mio consiglio è quello di osservare lo scatto fotografico ottenuto a distanza di 24 ore, in modo da avere il tempo per non auto influenzarsi, o comunque ridurre questo rischio.
Sarebbe poi opportuno mostrare l'immagine a diversi ricercatori, anche esterni al vostro team di ricerca, senza anticipare nulla su quanto da voi supposto, in tal modo potremmo stabilire quanti, in un numero minimo di 10 osservatori esterni, riscontrano la stessa immagine da noi intravista, stabilendo quindi una percentuale.
Altra cosa da fare è il ritornare sul posto nella stessa ora dell'avvenuto scatto fotografico, cercare di ricreare le stesse condizioni e capire se giochi di luci e ombre o eventuali oggetti possano aver dato origine all'illusione probabile.
Per ultima analisi sarebbe consigliabile, ma non sempre possibile purtroppo, avvalersi dell'analisi di professionisti nell'ambito della fotografia e della biometrica.

Di seguito illustrerò due casi di pareidolia da me studiati ed esporrò le relative immagini.


Caso 1: Il volto di Capurso (BA)


Dopo varie segnalazioni abbiamo deciso di fare un salto a Capurso (BA) per indagare su un caso abbastanza singolare, molti sono i testimoni pronti a giurare che ad una determinata ora della sera, proprio sul muro di cinta che delimita il Santuario della Madonna del Pozzo, si possa assistere all'apparizione di un misterioso volto.
L'evento sarebbe abbastanza singolare un pò per la sacralità del luogo in cui avverrebbe, un po’ perché i vari testimoni, pur non avendo avuto contatti tra di loro, dichiarano tutti di aver visto la medesima cosa.
Giunti sul posto, veramente affascinante, ci viene indicato il punto esatto in cui avverrebbe il fenomeno, immediatamente noto che le antiche pietre hanno, in quel punto, un colore particolare, alcune sono biancastre altre molto scure per via dell'erosione e del muschio formatosi per condensazione acquea.
Il tutto smorza immediatamente il mio entusiasmo in quanto capisco che l'apparizione dovrebbe avere cause più psicologiche che paranormali, non contento effettuo rilevazioni termiche, elettromagnetiche e foto con tecnologia UV che, come previsto, non portano alcun riscontro.

Decidiamo di attendere l'orario indicatoci e ci allontaniamo di qualche metro per avere una visuale più amplia. Come sospettato sul muro si materializza un volto, non un evento paranormale ma un suggestivo gioco di luci ed ombre: Pareidolia da molti scambiata per evento miracoloso.

Caso 2: Spirito di un cane

Durante un ispezione in un antico casolare diroccato, nelle campagne del Nord Barese a ridosso
della Murgia, abbiamo riscontrato una strana “anomalia in uno scatto fotografico ottenuto con tecnologia Full Specrum.
Con non poca sorpresa mi ero “convinto”, errore che purtroppo non ho saputo evitare, di aver fotografato l'immagine di un essere spiritico simile ad un cane.
Precisamente le mie precedenti ricerche sulle leggende inerenti il famoso “Cane nero fantasma” hanno predisposto la mia mente all'errore.
Ho inviato lo scatto fotografico ad alcuni professionisti dell'analisi fotografica che, giustamente, hanno smorzato il mio entusiasmo riportandomi alla realtà, quello scatto non aveva nulla di anomalo, solo un affascinante effetto di Pareidolia.
Due giorni dopo, controllando più attentamente i video relativi al sopralluogo e quindi osservando il posto da altre angolazioni, sono risalito ad assi di legno che, unite ad un fenomeno di luce ed ombra, originavano l'effetto illusorio.

Conclusione
La prima regola da seguire, sempre, in merito alla ricerca sulla fenomenologia paranormale, è quella di rimanere con i piedi per terra.
Meglio ammettere dignitosamente l'errore che ostentare un illusoria verità.

Articolo di Mario Contino
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