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martedì 13 ottobre 2015

La predisposizione percettiva umana ed la manifestazione spiritica

In altre occasioni ho toccato solo superficialmente il tema della percezione della presunta "manifestazione spiritica"in relazione al fattore "Percezione personale", oggi vorrei cercare di approfondire questo tema, conscio che questo articolo sarà una ricerca personale, certamente utile anche al sottoscritto che quindi si pone, come è giusto che sia, dalla parte dell'allievo.
Per portare avanti questo impegno, se pur piacevole, devo far riferimenti a temi già trattati, limitandomi a quanto basta per non entrare in confusione ed uscire fuori tema.

Poniamo alcuni punti fermi che, al fine dello studio, dobbiamo considerare veri.

  1. Esistono diverse forme spiritiche (intese come esseri incorporei di differente specie con differenti caratteristiche)
  2. Esistono diverse dimensioni da intendersi come “cronotopo” (sulla scia della teoria delle super stringhe)
  3. Esiste un limite naturale alla percezione umana della realtà, basato sui nostri 5 sensi.
  4. Lo spirito potrebbe essere percepito, naturalmente (ossia percezione non strumentale), solo se operante nella nostra stessa dimensione;

Partendo da questi presupposti ed analizzando varie testimonianze di presunti avvistamenti spiritici, passatemi l'impropria definizione del fenomeno, è lecito pensare che non soltanto le condizioni biofisiche del sito ove si rende palese la manifestazione, giocano un ruolo fondamentale, altrettanto importante è la percezione personale del fenomeno.

Esempio:
In un abitazione X, 2 testimoni assistono ad una manifestazione spiritica, uno dei due (testimone A) afferma di aver visto una condensazione biancastra percorrere la stanza e sparire attraverso un muro. L'altro testimone (Testimone B) afferma di aver assistito alla medesima manifestazione con un eccezione, la condensazione vaporosa per lui assumeva una colorazione nera.

Entrambi hanno assistito al medesimo fenomeno ma perché questa differenza cromatica nella percezione dello stesso?
È chiaro che in circostanze simili il loro senso della vista si comporta in maniera anomala in quanto potrebbe trovarsi di fronte a radiazione luminosa di lunghezza d'onda non standard ergo la percezione del fenomeno assume una variazione inerente al tipo di costruzione mentale che, la mente, produce in relazione ad un “dato” non standard.

Per meglio comprendere ciò si potrebbe paragonare l'evento al Daltonismo ed alla Pareidolia.

Il daltonismo consiste in una cecità ai colori, ovvero nell'incapacità a percepire i colori (del tutto o in parte). Solitamente è un difetto di natura genetica.
Si definisce daltonica la persona che non riesce a distinguere luci di diversa lunghezza d'onda, ergo
se, ad esempio, si mostrasse a un daltonico un disegno con un triangolo rosso su uno sfondo verde questi potrebbe non distinguere la figura in quanto geneticamente non predisposto alla visione della lunghezza d'onda del colore rosso.

Nel caso della manifestazione spiritica, a mio avviso, ci si trova in una situazione analoga, l'occhio umano percepisce una lunghezza d'onda non standard, ergo pur “vedendo” la manifestazione non la percepisce in maniera univoca in quanto naturalmente non evoluto per farlo.

A ciò si associa, immediatamente, un fenomeno simile alla Pareidolia già discussa in altre occasioni.
La mente umana percepisce questa informazione già di per se non coerente con gli standard mentali, poniamola in questi termini, si sforza affinché tale dato assuma una forma comprensibile e la compara ad immagini già note, ergo il colore muta, la forma diviene simile a quella di una semplice nuvola o di uno gnomo, o di una dama con capelli folti e lunghi ecc...
Anche lo stato d'animo subisce notevoli influenze dovute alla predisposizione umana al recepimento della manifestazione.
Ecco dunque che per un medesimo evento possono esserci testimoni che provano una sgradevole sensazione di paura, altri che si sentono protetti, altri ancora che restano del tutto estranei sentimentalmente alla manifestazione.
Un Cristiano fermamente convinto di ideologia religiosa potrebbe percepire una figura morfologicamente simile ad un angelo o ad un demone, o per meglio dire, all'immagine standard che la sua concezione religiosa ha fornito sugli angeli o sui demoni.
Un altro potrebbe vederci un satiro, un altro ancora percepire quella stessa immagine come un “alieno Grigio” ecc.. ecc..

Spero, con questo breve intervento, di aver fatto capire come la percezione umana, unita al limite percettivo, possa creare di per se centinaia di manifestazioni differenti relative, magari, alla manifestazione di una singola forma spiritica, il che rende questa ricerca, per quanto affascinante, abbastanza complicata ed inutile se portata avanti senza cognizione di causa e basandosi su supposizioni standard (il fantasma, il demone, l'angelo, l'alieno ecc...) lo standard è umano, qui si ricerca in un campo differente, gli standard non sono i nostri, a mio personale giudizio.

Articolo di Mario Contino
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