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sabato 3 ottobre 2015

Può un laico compiere un esorcismo? Secondo religione Cattolica no... o forse si?

Sull'esorcismo son stati scritti numerosi trattati e dunque non è mia intenzione approfondire questa tematica dal punto di vista “tecnico”, sinceramente credo siano pochi gli studiosi in grado di affrontare, ad oggi, un così arduo impegno ed io, in tutta onestà, non ho ancora le giuste conoscenze per poter rientrare tra questi.
Affronterò solo superficialmente l'argomento tecnico, termine improprio ma necessario, per spostare l'attenzione di questo mio intervento su un “problema” riscontrato più volte in dibattiti che ho avuto con “uomini di chiesa”:
Perché solo un sacerdote ordinato dal Vescovo può portare avanti un rito di esorcismo?
Per poter discutere del nocciolo della questione è necessario definire il termine “esorcismo”, ergo:
L'esorcismo è una pratica rituale ritenuta efficacie per liberare una persona, un luogo, un animale, dall'influenza di uno spirito ritenuto “demoniaco” o comunque maligno
Non è solo la Religione Cristiana a ritenere plausibile la possibile possessione di un essere naturale (uomo o animale) da parte di un essere “sovrannaturale” (spirito).
Al di la dell'assoluta inadeguatezza dell'aggettivo sovrannaturale, non riesco proprio a vedere cosa di sia di fuori dal naturale nella realtà spiritica, riporterò alcuni brevi esempi di atteggiamento che varie teosofie adottano nel rapportarsi con questo problema, comunque ritenuto sempre reale e lesivo.
Nella cultura e nella Religione Islamica vi è il concetto di Jjinn, spiriti ritenuti in grado di possedere un uomo, un po' come i Demoni Cristiani anche se con questi, a livello teosofico-culturale, nulla avrebbero a che fare.
Un Jinn potrebbe acquisire il controllo sul corpo di un uomo solo se questo non fosse in grazia di Dio.
Discutendo con un amico Musulmano sui fenomeni legati all'eventuale azione dei Jinn, questi mi ha spiegato come i sintomi della possessione variano molto in base alla tipologia di spirito, in linea di massima quando uno di questi “esseri” entrerebbe nella persona lo farebbe parlare con parole incomprensibili, potrebbero manifestarsi sintomi come febbre, convulsioni ed altri malanni non giustificabili razionalmente ed inguaribili con la medicina tradizionale.
Mi ha spiegato come la lettura del Corano sia talvolta già sufficiente ad esorcizzare i Jinn e liberare il posseduto e come, in base a questa religione, le anime dei defunti non abbiano il “potere” di possedere un uomo.
In base alla Cabala Ebraica, Dybbuk sarebbe l'anima della persona trapassata e fuggita dalla Gaenna che si muterebbe in uno spirito maligno e potrebbe rendersi responsabile della possessione di un uomo, per liberare il posseduto occorrerebbe un formale esorcismo.
Sia chiaro che sia per l'Islam che per la religione Ebraica non esiste il concetto di “uomo ordinato dal superiore al fine di esercitare il ruolo di esorcista”, ciò in quanto non esiste una vera gerarchia religiosa ed ogni vero credente, se adeguatamente istruito a tal fine, può ricoprire tale ruolo.
Il mio amico Jibrail, studente Islamico a Medina, mi narrava di come alcuni suoi “fratelli” avessero liberato un terzo ragazzo dall'azione di un Jinn che gli procurava febbre alta ed inspiegabile, guarigione avvenuta dopo la lettura di alcuni versi del Corano che, per giunta, causarono al “posseduto” una serie di spasmi violenti.
Ritorniamo un attimo al fulcro del discorso e dunque alla visione Cristiana del fenomeno.
La Chiesa Cattolica reputa il Sacramento del Battesimo un esorcismo che ogni prete può impartire a differenza dell'esorcismo ufficiale che invece spetta, come già accennato, ad un sacerdote ordinato dal Vescovo.
Qualcosa non torna, se il Battesimo è un esorcismo non dovrebbe forse sottostare alle stesse norme previste per il “grande esorcismo”?
Assolutamente si, quindi i casi sono 2, o il Battesimo non è da considerarsi un esorcismo o l'esorcismo, qual tale in ogni sua forma, può essere da tutti praticato, come già avviene per l'Islam e la religione Ebraica.
Il Battesimo è il primo Sacramento imposto al Cristiano, con questo rito non solo si diviene membri della Chiesa, si viene mondati dal peccato originale commesso da Adamo e dunque liberati dall'azione del demonio e dei suoi seguaci.
Sembrerebbe un esorcismo vero e proprio in quanto, secondo questa ideologia, ogni uomo non battezzato sarebbe di per se soggetto all'azione del male.
Nella credenza popolare un bambino non battezzato non dovrebbe guardarsi allo specchio in quanto potrebbe essere posseduto dal demonio, se l'infante dovesse morire senza aver ricevuto il Sacramento non potrebbe raggiungere il Paradiso.
La cosa che mi stupisce è che per tale Sacramento ilCatechismo prevede condizioni in cui neanche i Preti sono necessari:

Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1256:

I ministri ordinari del Battesimo sono il vescovo e il presbitero, e, nella Chiesa latina, anche il diacono [Cf Codice di Diritto Canonico, 861, 1; Corpus Canonum Ecclesiarum Orientalium, 677, 1].

In caso di necessità, chiunque, anche un non battezzato, purché abbia l'intenzione richiesta, può battezzare utilizzando la formula battesimale trinitaria. L'intenzione richiesta è di voler fare ciò che fa la Chiesa quando battezza. La Chiesa trova la motivazione di questa possibilità nella volontà salvifica universale di Dio [Cf 1Tm 2,4 ] e nella necessità del Battesimo per la salvezza [Cf Mc 16,16; Concilio di Firenze: Denz. -Schönm., 1315; Nicolò I, Risposta Ad consulta vestra: ibid., 646; Codice di Diritto Canonico, 861, 2].”

Concentriamoci però sull'esorcismo da tutti riconosciuto, culturalmente, qual tale, ossia quello cui la collettività fa riferimento nel momento in cui si discute di “possessione demoniaca” (sulla possessione in essere servirebbero intere pubblicazioni per dissipare la confusione creatasi nel corso dei secoli).
A differenza di un tempo, oggi la Chiesa Cattolica pone molta attenzione nel determinare ogni singolo caso, prima di dichiarare la presenza di un azione demoniaca occorre infatti accertarsi che lo sfortunato credente non sia affetto da disturbi psicofisici, malattie come la schizofrenia causano spesso sintomi che un tempo erano automaticamente ricondotti all'azione del maligno.
Il sacramentale dell'esorcismo è disciplinato da un apposito rituale, “De exorcismis et supplicationibus quibusdam” adottato nel 1998 in sostituzione del precedente datato (1614).
Il sacerdote esorcista deve indagare sulla storia del suo “paziente”, soprattutto sul momento in cui sono iniziati i sintomi della possessione. La prassi investigativa potrebbe essere riassunta nei tre punti di seguito riportati:
Interrogatorio iniziale della persone e dei famigliari;
Studio degli esami medici e, se nel caso, nuovi approfondimenti clinici per escludere patologie;
Preghiere di guarigione e di liberazione.
Secondo la Chiesa cattolica ogni Vescovo può conferire, in conformità al canone 1172, il ministero in modo permanente o temporaneo ad un sacerdote riconosciuto, per qualità morali e spirituali, degno di tale ruolo, ai laici non sarebbe neppure concesso di usare la formula dell'esorcismo contro satana e gli angeli ribelli.
Quanta confusione in questa religione, o forse dovrei dire “nelle leggi di questo Stato”...
In Realtà il Cristo avrebbe lasciato ad ogni suo discepolo il potere di guarire dalle malattie ed allontanare gli spiriti maligni con particolari preghiere (esorcismi) e l'imposizione delle mani.
Ovviamente a tal proposito sarebbe stata necessaria una fede oltre misura che avrebbe innescato i meccanismi alla base della buona riuscita dell'esorcismo o del miracolo.
Tali presupposti di fede potrebbero essere espressi nei due comandamenti che Gesù Cristo avrebbe fornito ai discepoli:

- "Tu amerai il signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutti i tuoi pensieri, e con tutte le tue forze"
- "Tu amerai il prossimo tuo come te stesso"

Sono molti i teologi che in passato, all'interno dei loro studi, non hanno affatto escluso per i laici tali possibilità operative.
Brognoli, professore di teologia presso Bergamo, nel suo libro Manuale Exorcizorum pubblicato nel 1951 scrive quanto segue:

- "Ogni Cristiano che ha la fede può esorcizzare. Voler impedire ai laici di esercitare questa funzione e sottometterli a certe condizioni esorbiterebbe dal potere episcopale".

In Marco 16, 16-20 possiamo leggere quanto segue:

- "Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano”.

Il messaggio mi pare chiaro, il Cristo si riferisce esplicitamente e senza lasciare spazio ad interpretazioni ad ogni Cristiano (suo seguace) che sia stato Battezzato e che abbia fede, non fa alcun riferimento ad una gerarchia ecclesiastica con potere di decidere chi o come debba esercitare la funzione di esorcista, ne tanto meno fa riferimento al sacerdozio quale sacramento indispensabile a tal fine.Esistono poi altre pratiche che contribuiscono alla confusione generale sull'esorcismo, l'esorcismo breve di Papa Leone XIII rappresenta un esempio più che valido di quanto appena detto.
Pur essendo autorizzato al fedele in sola forma di preghiera privata, in realtà si tratta di un un esorcismo a tutti gli effetti creato dal Papa a seguito di una visione nella quale Gesù concedeva a Satana un periodo di maggiore attività.
Personalmente ritengo valida l'osservazione di quanti sono propensi a credere che ogni fedele degno di tale appellativo possa cimentarsi con la pratica esorcistica, restano però da valutare altri 5 punti indispensabili al fine di avere un più ampio quadro sulla delicata questione:
  1. Occorre determinare concettualmente cosa si debba intendere con il termine “FEDE”
  2. Occorre capire che gli esorcismi non sono così come li si vede/ascolta nei film
  3. Occorre comprendere, se pur con tutti i limiti del caso, che uno spirito non agisce solo sul piano materiale ma anche su quello spirituale, li dove l'uomo comune non ha tante difese.
  4. Occorre determinare la tipologia di spirito e non fare di tutta l'erba un fascio
  5. Occorre assumersi piena responsabilità delle proprie azioni
Andrò a discutere questi punti separatamente in articoli differenti, superficialmente posso accennare che:
Punto 1) La fede non è solo un concetto astratto basato sulla credenza religiosa sulla figura di Gesù Cristo. In realtà potremmo definire il concetto di fede come massima espressione di una volontà profonda in grado di sprigionare energie inimmaginabili ed aprire canali tra l'uomo e la divinità.
In Matteo 17, 20 leggiamo:
- “Ed egli rispose: Per la vostra poca fede. In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile.”
Probabilmente è questa la fede qui si dovrebbe sempre far riferimento, il potere di cambiare la realtà, di spostare le montagne, di elevarsi dall'attuale status di uomo o, forse, di viverlo pienamente.

Punto 2) La formula dell'esorcismo prevede, per logica, un dialogo diretto tra l'uomo e lo spirito. Importante è anche la lingua utilizzata a tal fine, alcune lingue ormai definite “morte”, quale l'Aramaico ad esempio, potrebbero essere più valide in quanto lingue “insegnate” all'uomo e dotate, se vogliamo, di autorità. Il latino è una lingua di derivazione, così come il greco antico, lingue invece come l'antico Ebraico potrebbero essere, per energia vibratoria dovuta a particolare sonorità e, probabilmente alla presenza di suoni subliminali all'interno della cadenza, giocare un ruolo chiave al fine esorcistico-rituale.
Citando un antica leggenda folkloristica:
- “Ai tempi in cui esistevano Draghi e cacciatori di draghi, questi ultimi avevano il grande dono di saper capire e parlare il linguaggio delle leggendarie bestie. Il drago non poteva che assecondare ed ascoltare colui che gli si rivolgeva utilizzando la sua stessa lingua.

Punto 3) Durante un rituale esorcistico, ma non solo, ci si trova a confrontarsi con un eventuale spirito su un piano spirituale oltre che fisico.
Pongo un esempio chiarificatore: Se prendessi uno squalo e lo ponessi su un peschereccio, avrei un pericolo limitato in quanto esso sarebbe nel mio territorio naturale, se invece dovessi lottare con l'animane in mare aperto, nell'acqua intento, sarà certamente sopraffatto ammenochè non avessi un addestramento e strumenti tali da permettermi un simile duello ad armi pari, o quasi.
L'esorcista vero, chi intende confrontarsi con il mondo spiritico conscio di doversi confrontare anche su un piano spirituale, deve possedere le giuste conoscenze per poterlo fare con rischi ridotti, mai inesistenti.

Punto 4) Non esistono solo Angeli, Demoni e spiriti dei defunti. In realtà l'uomo medio, me compreso, non ha la minima idea del numero delle specie di “essere spiritico” che potrebbero esistere, stilare una precisa classificazione sarebbe pressoché impossibile. L'occultismo potrebbe fornirci un valido aiuto ma anche qui ci sarebbe da dibattere sul sapere “commerciale2 e non sul sapere “effettivo2 da apprendere su testi antichi o comunque traduzioni non alla portata di tutti. Lo studio del folklore, se attento, può divenire essenziale per avere un idea generale sulle possibili forme spiritiche e sulla loro eventuale natura. Sempre il mio amico Jibrail mi narrava come, secondo la cultura islamica, i Jinn avrebbero una vita simile a quella umana, avrebbero la loro religione, le loro famiglie, le loro discendenze, un argomento troppo vasto per esser trattato in questo contesto.

Punto 5) Colui che, per un qualsiasi motivo, decide di intraprendere un rapporto con il “mondo spiritico” di qualsiasi natura, deve assumersi piena responsabilità di questa sua decisione, accettarne le conseguenze.
Non giocate a fare gli spiritisti, gli esorcisti, gli stregoni o come altro vogliate definirvi.
Se si apre un portone non è detto che si sia in grado di chiuderlo, quindi non apritelo se non sentite in voi un desiderio ardente e profondo, serio, valido. Un esorcista deve essere perfettamente consapevole di tutto ciò.
Ho voluto discutere questi 5 punti perché, se pur convinto che tutti abbiano il potenziale per portare avanti un rito esorcistico, sono altrettanto conscio della rarità di uomini pronti fisicamente, psicologicamente e culturalmente per tale attività.

Dunque, potrei dedurre, anzi voglio convincermi, che la scelta della Chiesa cattolica sia dovuta proprio a questo fattore, alla consapevolezza che la società, i fedeli, buona parte dei preti e company, non siano affatto pronti per cimentarsi con la realtà spiritica.
Questo mio articolo intende solo essere alla base di ulteriori riflessioni e studi, esula dal voler offendere qualcuno o imporre una qualunque opinione.
Spero possa esservi utile.

Articolo di Mario Contino
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