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sabato 31 dicembre 2016

Fotografia Kirlian e Biofotonica... (oltre il ghost hunting)

La fotografia Kirlian è un insieme di tecniche fotografiche che danno origine ad un metodo usato per catturare il fenomeno delle scariche elettriche coronali.
Prende il nome da Semyon Kirlian che nel 1939 scoprì per puro caso che, se un oggetto su una lastra fotografica viene collegato a una sorgente ad alta tensione, sulla lastra fotografica si produce un'immagine.
La tecnica è anche nota come "Elettrografia", "elettrofotografia" o "fotografia di scarica coronale" (CDP), "visualizzazione a scarica di gas (GDV)", e soprattutto in Russia "Kirlianografia".

Cosa centra questo con il ghost hunting?
Come molti intendono oggi la ricerca, nulla, e proprio questo nulla dovrebbe fare riflettere.

I coniugi Kirlian condussero esperimenti in cui la pellicola fotografica veniva posta sulla sommità di una piastra conduttiva e un altro conduttore veniva collegato ad una foglia o ad altro materiale vegetale. I conduttori ricevevano energia da una fonte di energia ad alta tensione e ad alta frequenza, producendo immagini che mostravano una sagoma dell'oggetto circondato da un alone luminoso.
Questi esperimenti rimasero di nicchia, quasi sconosciuti fino al 1970, quando Lynn Schroeder e Sheila Ostrander pubblicarono un libro dal titolo: Psychic Discoveries Behind the Iron Curtain.
L'elettrografia ad alta tensione divenne così nota come fotografia Kirlian, utilizzata nell'ex blocco sovietico negli anni '70, ambiente che nominò il bagliore "aura Kirlian".
La classica fotografia Kirlian non necessita affatto di fotocamera, questo occorre tenerlo ben presente.
Il processo prevede l'utilizzo di un foglio di pellicola fotografica posto sopra una piastra di metallo conduttore.
L'oggetto da fotografare viene posto letteralmente sulla pellicola.
Si applica quindi alta tensione alla piastra metallica e la scarica coronale tra l'oggetto e la piastra ad alta tensione viene catturata dalla pellicola.
La pellicola sviluppata contiene una fotografia Kirlian dell'oggetto sottoposto ad esame.

La fotografia Kirlian non richiede l'uso di una fotocamera o di una lente perché è un processo di stampa a contatto.
È possibile utilizzare un elettrodo trasparente al posto della piastra ad alta tensione, permettendo di catturare la scarica coronale risultante con una fotocamera o una videocamera standard ma opportunamente preparata.

l'ultimo paragrafo da me scritto, reso in grassetto, dovrebbe essere tenuto in considerazione in quanto potrebbe essere utilizzato per creare attrezzatura utile alla nuova ricerca da intraprendere, “con un po' di immaginazione” ovviamente.
Kirlian riteneva che le immagini ottenute sfruttando la tecnica di sua creazione, potessero rappresentare un campo di energia, o aura, che alcuni ritengono circondare gli esseri viventi.
La scienza ufficiale ci rivela che la maggior parte delle variazioni dell'effetto corona si può spiegare con il tasso di umidità all'interno e sulla superficie del tessuto vivente.
In pratica essendo l'umidità un conduttore (acqua), la sua presenza favorisce gli effetti ripresi con la tecnica fotografica Kirlian.
Alcune testimonianze riferiscono di condensazioni biancastre umanoidi, che si paleserebbero con una diminuzione della temperatura e dell'umidità ambientale e si muoverebbero a determinata velocità. Se l'umidità cala di colpo ed appare la condensazione, è supponibile che l'essere sfrutti o si circondi, volontariamente o meno, di umidità a se circostante.
Se costui si scontrasse contro un ostacolo appositamente creato?
Se si posizionassero lastre e pellicole di grandezza pari a 2m x 2, veri e propri muri in grado di produrre, se urtati da un corpo conduttore, un effetto fotografico Kirlian?
Cosa potremmo osservare?
Sarebbe un buon metodo per scrutare l'invisibile?
Bene, passiamo oltre...

Conoscete i “Biofotoni”?

Il termine “biofotoni” indica il fenomeno di emissione di energia luminosa da parte dei tessuti viventi. Ogni cellula emetterebbe segnali specifici in relazione alla sua natura.
La teoria dei biofotoni è stata a lungo studiata e divulgata fisico Fritz Albert Popp, che riprese a sua volta studi del russo Gurwitsch (1922). Alla base di questa vi è la convinzione , avvalorata da numerosi esperimenti scientifici, che l’evento biologico alla base della vita ed anche degli scompensi che causano malattie, sia un evento fisico di natura informazionale, elettromagnetica (frequenze modulate).

Secondo Popp, l’elettromagnetismo ha un ruolo fondamentale nella sfera biologica degli esseri viventi così come Heinsenberg afferma che la forza alla base della vita è quella elettromagnetica, in quanto capace di modificare l’energia cinetica a livello atomico e molecolare.
L’emissione di biofotoni da parte di tutti gli esseri viventi, consente di comprendere il passaggio di informazioni sia dentro la cellula sia tra cellula e cellula; nozioni indispensabili per avviare i processi del metabolismo che regolano la crescita, la rigenerazione, la differenziazione e tutti i processi cellulari e genetici degli esseri viventi, persino la loro morte.

Il corpo umano è costituito da miliardi di cellule che comunicano fra loro attraverso un preciso linguaggio in codice, i biofotoni, tramite il quale si ordinano e costituiscono gli organi, espletando poi tutte le funzioni che rendono possibile la vita fisica e mentale.
Secondo lo scienziato, questi biofotoni nascono dal nucleo cellulare che, quando la cellula è sana, funziona come una “stazione ricetrasmittente”, emettendo o ricevendo un campo elettromagnetico ,informazioni che viaggiando alla velocità della luce coordinerebbero ogni singola cellula dell'organismo.
Le interruzioni tra questi scambi di informazioni, dovuti a tossine, virus ed altri agenti estranei, determinerebbe l'origine della malattia vera e propria.

Molti ricercatori dell'ignoto dovrebbero andare oltre con le ipotesi, immaginare di poter sfruttare queste radiazioni cellulari, portatrici di informazioni in grado di interagire anche con la materia esterna, nelle ricerche sul regno spiritico.
Come?
In base a quali criteri?
Principalmente la ricerca parte dal presupposto che, se il presunto spirito è un essere vivente, allora anche se invisibile potrebbe essere visibile ad un analisi basata sull'eventuale cattura dei biofotoni emessi.
Questo pensiero al di la della presunta natura dell'essere, ergo esulando dall'ipotesi dello spirito umano.

Anche se Kirlian è il più noto ricercatore sulla fotografia alla base della successiva ricerca sui biofotoni, o biofotonica, non è certo stato il primo, infatti Nicola Tesla, già nel 1890 aveva compiuto esperimenti pressoché identici negli Stati Uniti e qualche anno più tardi George de la Warr scoprì l'esistenza di deboli campi di radiazione elettromagnetica che circondavano diversi punti del corpo umano.
Secondo questo scienziato tali campi raggiungerebbero picchi di tensione fino a 70 millivolt.

Gli esperimenti in tal senso furono condotti in ambienti di nicchia ma dotati di menti brillanti e tecnologie, per quegli anni, molto innovative, tanto che secondo alcune indiscrezioni, nell'ex Unione Sovietica alcuni scienziati riuscirono a registrare le allucinazioni visive ed uditive di alcuni pazienti utilizzando, macchine fotografiche e magnetofoni opportunamente tarati e modificati per tali fini.

Nozioni queste da considerare e valutare in ambito di una ricerca più seria e professionale.

Contino Mario
Copyright, vietata ogni riproduzione non autorizzata.

mercoledì 7 dicembre 2016

Cosa è un fantasma?

Cosa è un fantasma?
Molti non si pongono neppure il problema e chi se lo pone si accontenta, troppo spesso, di risposte banali e limitate, rispecchianti l'immensa confusione che circonda questi fenomeni.

Non voglio assolutamente affermare di aver compreso la fenomenologia che si cela dietro l'avvistamento del presunto fantasma, non sarebbe vero ne corretto.
Voglio però esprimere un mio pensiero, basandomi sull'osservazione di alcun figure folkloristiche e sulla filologia del termine.

Fantasma:
Il termine fantasma, dal greco antico φάντασμα phàntasma, a sua volta da φαντάζω (phantàzo, "mostrare"; dalla radice φαν-, che esprime l'idea dell'apparire e del "mostrare"), aveva il significato di apparizione (intesa come manifestazione soprannaturale).

Attualmente, i dizionari di lingua italiana utilizzano la seguente definizione:
1) Ombra, figura visibile di persona defunta che appare in allucinazioni ai sopravvissuti - SIN spettro.
2) Immagine irreale creata dalla mente.

Sinceramente sono portato a valutare come più probabile la seconda definizione, principalmente perché derivante dal termine greco sopra esposto con significato di (mostrare-Apparire).
Da ciò l'idea che il termine fantasma sia oggi utilizzato in maniera troppo generica, ad esempio l'apparizione del “caro defunto”, potrebbe essere intesa come fantasma ma anche come altro, in relazione allo specifico caso.

Potrebbe la mente umana creare l'ologramma del caro defunto?
Credo di si.
Potrebbe un essere X manifestarsi con l'aspetto del caro defunto?
Credo sia possibile.
Potrebbe il caro defunto sussistere nella dimensione X ed apparire nella nostra per X motivi?
Si, possibile anche questa ipotesi, anche se ritengo sia la meno probabile delle 3.

Dei 3 punti sopra citati, solo il primo caso è, a mio avviso, riconducibile al termine FANTASMA in senso stretto, ergo un essere creato dalla nostra mente, al quale il creatore o i creatori donano un primo “carattere” psicosomatico.
Anche riferendoci solo ed esclusivamente a questo specifico caso, occorre valutare la vasta mole di esseri che, creatisi nel corso dei secoli, hanno potuto sviluppare capacità tali da potersi rendere autonomi.
L'esempio migliore al quale mi viene naturale far riferimento è il Tulpa tibetano.

Tecnicamente il Tulpa è un’eggregora avente origine in un profondo atto di meditazione, ovviamente intesa così come vuole il mondo buddhista. Una eggregora è un’entità incorporea, creata attraverso speciali metodi di meditazione, se in modo volontario, oppure creatasi dal pensiero collettivo in maniera più o meno involontaria.
Il termine Tulpa può essere tradotto anche come  cosa evocata o fantasma.
Esso è definito nei testi buddhisti indiani come qualsiasi apparizione di origine illusoria-mentale. Si tratta dunque di un pensiero (immateriale) materializzato, ossia che ha preso forma fisica, in poche parole una cosiddetta “forma-pensiero”.
Il Samaññaphala Sutta elenca la possibilità di creare un “corpo fatto di mente” (Manomayakaya), in grado di viaggiare in regni celesti utilizzando il continuum del flusso mentale (bodhi).
Il filosofo buddhista Vasubandhu definisce come siddhi o nimrita i poteri psichici sviluppati attraverso la disciplina buddhista di concentrazione e di saggezza (samadhi).

Quindi un uomo creatore, che crea qualcosa che spesso neanche lui riesce a comprendere per via dei suoi sensi limitati, che a volte si slega dal creatore e prende vita propria.
Questo, secondo il mio modesto parere, potrebbe essere il fantasma, o una delle sue forme.

Mario Contino
Copyright, vietata ogni riproduzione non autorizzata.

giovedì 1 dicembre 2016

Antichi astronauti - Ipotesi e riflessioni

E se fossimo noi gli “antichi astronauti”?
Se fossimo noi gli alieni?

Domande assurde, così replicherebbero in molti, non degnandosi neppure di tentare una risposta.
A mio avviso la questione non solo non è assurda ma potrebbe spiegare una parte, se pur piccola, dei fenomeni ad oggi ritenuti di origine paranormale.

CHI SONO GLI ANTICHI ASTRONAUTI?
La teoria degli antichi astronauti è data dall'insieme delle teorie che ipotizzano un contatto tra civiltà extraterrestri e antiche civiltà umane, quali Sumeri, Egizi ecc..
Queste teorie sono divenute popolari negli anni sessanta e settanta con la pubblicazione dei libri di Erich von Däniken e Peter Kolosimo, autore di titoli quali: Non è terrestre (1968) e Astronavi sulla preistoria (1972), volumi di cui consiglio l'attenta lettura.
I sostenitori delle teorie sugli antichi astronauti affermano che vi sia stata un'influenza diretta “aliena” nello sviluppo della civiltà e della specie umana, giungendo a mettere in discussione la teoria evolutiva di Darwin e sostenendo che la specie umana sarebbe stata creata da entità superiori “aliene” tramite ingegneria genetica”.
Esisterebbero numerosi siti archeologici che testimonierebbero il contatto tra la specie umana e visitatori extraterrestri, alcuni dei quali costruiti con tale perfezione da suggerire l'utilizzo di mezzi tecnologicamente troppo evoluti per la specie umana, ergo creati direttamente dagli “alieni” (molte piramidi ed altri antichissimi monumenti),

Per quanto questa teoria possa sembrare affascinante e semplice nella sua complessità, ho deciso di ragionare in maniera differente, forse esagerando nell'uso della fantasia, ma tutto sommato mi piace farlo.

SUPPONIAMO.
Supponiamo che in un momento X della storia umana, qualcuno sia riuscito a creare un passaggio in grado di collegare due punti distanti non solo nello spazio ma anche nel tempo, un wormhole.
In questo contesto non ci importa sapere come, ipotizziamo che la segretissima organizzazione “Tizio Caio &C.” lo abbia fatto.
Questa ipotesi, assurda, azzardata, folle forse, potrebbe spiegare in modo più razionale la teoria degli antichi astronauti, ciò in quanto gli “alieni” in questione potremmo riconoscerli in noi stessi.

Da quel primo passaggio, da quel preciso punto, tutto potrebbe essere cambiato.
Teoricamente potrebbero essersi create numerose realtà alternative che prima non sussistevano o sussistevano in una specie di stato di inerzia in un'enorme memoria virtuale che pur pronta ad accoglierle non le attivava, semplicemente perché non vi era il motivo di farlo.
Universi paralleli in pratica, ed in ogni universo nuove possibilità di viaggi temporali e nuovi possibili universi.
Ipotizziamo adesso il passaggio da universo ad universo, tra l'una e l'altra dimensione, ergo nuove dimensioni createsi come risposta a tale atto.

Fantascienza?
Forse si, ma io ci rifletterei sopra non poco.

Gli antichi astronauti ritrovati su pitture rupestri o in altre opere pittoriche, somigliano in maniera sorprendente ai nostri astronauti, con tanto d casco e tuta, ergo potremmo essere stati noi quegli astronauti intravisti.

INTRAVISTI COME?

Parlare di “Alieni” non è affatto semplice e bisogna tener conto di moltissimi fattori.
Molti esseri differenti potrebbero essere definiti “Alieni” in relazione alla vita umana ed alle sue possibilità psicofisiche.
Come già detto anche un uomo del 2016 che viaggiasse in dietro nel tempo di soli 500 anni, sarebbe definibile “Alieno”.
In relazione a questo, non è da escludere che l'uomo sia stato creato da una civiltà Aliena differente dalla razza umana, così come sostengono molti ricercatori che addirittura indicherebbero in un pianeta orbitante intorno la Stella “Sirio” l'origine di questi ingegneri.
Ma sono loro gli antichi astronauti?
Io non credo proprio, se lo fossero non riuscirei proprio a capire il perché di una latitanza durata secoli, secoli umani, forse solo mesi o anni per loro.
É invece più probabile l'arrivo di esseri umani provenienti dal futuro, in maniera volontaria o per sfortunato evento.

COME?
Esistono numerose possibilità e tante leggende che sembrerebbero spingere in questa direzione.
Ipotizziamo che uno dei tanti aerei scomparsi nel famoso “Triangolo delle Bermuda” sia semplicemente entrato in un wormhole naturalmente creatosi e l'equipaggio sia giunto, salvandosi, in un era remota.
Certamente sarebbero stati accolti come Dei, o come Demoni, sicuramente memorizzati come uomini al volante di veicoli, così come lo sono gli Antichi Astronauti.
Questi avrebbero potuto portare con loro diversi attrezzi e tecnologia che, sembrerebbe aver lasciato traccia in reperti definiti “Fuori dal Tempo” - OOPART (acronimo derivato dall'inglese Out Of Place ARTifacts, «manufatti, reperti fuori posto»)

Cosa ne pensate?
A voi i dibattito.

Mario Contino
Copiright, vietata ogni riproduzione non autorizzata

lunedì 21 novembre 2016

"Dominion - Le Origini Aliene del Potere” - Recensione libro.

SCHEDA:
Editore: Verdechiaro Edizioni - Nexus Edizioni
Data pubblicazione: Ottobre 2016
Autore: Piero Ragone

RECENSIONE
A cura di: Mario Contino 

Ho letto con piacere il libro del ricercatore Piero Ragone: “Dominion - Le Origini Aliene del Potere”.
Dal titolo ho avuto l'impressione che potesse trattarsi dell'ennesimo libro basato sul complottismo, genere che personalmente ritengo fine a se stesso.
Con mio stupore, e positivo piacere, ho invece potuto leggere un libro ricco di fascino e molto interessante, una ricerca che tocca il complottismo solo di striscio, quanto basta per far riflettere ma mai eccedendo nell'ideologia classica alla base dello stesso.

Lo definirei un libro di Storia...

Una storia nuova, o meglio sarebbe definirla, riscoperta, ritrovata, come la “verità” che prima o poi viene sempre a galla, in modi inattesi, questa volta tramite il lavoro di Piero Ragone... Forse.

Non sappiamo quando effettivamente ha avuto origine la storia dell'umanità, al di là delle date convenzionalmente ed universalmente accettate dal mondo accademico, possiamo però ipotizzare un passato molto più “movimentato” di quanto oggi si possa immaginare, certamente molto differente di quello che normalmente ci viene insegnato sui banchi di scuola.
Allo stesso tempo il libro lascia spazio, argomentando a dovere, all'idea di una realtà ben più estesa, al di là dei confini del nostro piccolo pianeta che apparirebbe per ciò che è, l'ultimo arrivato ed il meno importante nello scenario ipotizzato.

Sarà, questa nuova presunta storia, parte della verità che molti studiosi in tutto il mondo ricercano?
Sarà questo il segreto gelosamente custodito da “maestri”, “guru”, e società segrete o iniziatiche in ogni tempo?

Dominion – Le origini Aliene del potere”, un libro che potrà meglio ordinare le vostre idee su questi argomenti.

Personalmente ritengo doveroso consigliarne l'attenta lettura.

sabato 12 novembre 2016

pugliafolklore

Dal "Giornale di Puglia"
BARI - Inaugurato un nuovo portale web che si prefigge lo scopo di divulgare in tutto il mondo il meraviglioso folklore pugliese. Il folklore è l'insieme delle credenze popolari, leggende ed antiche tradizioni, facenti parte della cultura contadina propria delle varie zone di appartenenza; una mole di informazioni da studiare, raccogliere, preservare e divulgare al fine di far conoscere la vera “anima” territoriale.

Pugliafolklore.it (www.pugliafolklore.it), questo il nome del sito internet ideato e gestito da Mario Contino, studioso ed esperto del folklore mondiale, fondatore dell'Associazione Italiana Ricercatori del Mistero (www.associazioneairm.it) e del blog “universo del Mistero”, autore di diverse pubblicazioni librarie e di molti articoli giornalistici presenti anche su riviste di settore di importanza nazionale quali: “Misteri d'Italia”, “Enigmi”, “Italia Misteriosa” ecc.

Alla domanda “Perchè ha ideato il portale pugliafolklore”, Contino dichiara: A mio avviso il folklore, non solo pugliese, dovrebbe essere introdotto nelle scuole. È una materia ricca di fascino, mistero, magia a volte, ciò che stuzzica l'immaginazione e l'ingegno dei giovani studenti, rendendo le ore di lezione più leggere.

A differenza dei romanzi fantasy, però, il folklore racchiude in sè verità storiche che contribuiscono ad arricchire la società di nozioni spesso difficili da ricordare in relazione ai normali canoni di studio. Ho deciso di creare il portale “pugliafolklore.it” al fine di far conoscere un lato della mia Puglia poco noto, meritevole di attenzione, in grado di richiamare un turismo culturale attento e destagionalizzato, a di là del classico turismo da “movida” estiva o da spiaggia".

Allora ben venga il folklore, lì dove è inteso come Contino ha spiegato e trattato con serietà di intenti, al di là dei troppi usi ed abusi che molti gruppi di pseudo ricercatori e trasmissioni radiotelevisive fanno di questa materia.

Come già accade in Scozia, nel Regno Unito, negli Usa ed in tante altre parti del mondo, il folklore può realmente lanciare un turismo diversificato e destagionalizzato in grado, forse, di risanare sia l'immagine che parte dell'economia della nostra Puglia.

Siamo certi che con Mario Contino, tra i pochi veri esperti di folklore pugliesi, il portale “pugliafolklore” possa diventare un vero punto di riferimento in ambito nazionale, e non solo, per tutti gli appassionati della materia.

www.pugliafolklore.it

lunedì 17 ottobre 2016

"LA MISTERIOSA GIOVINAZZO" - MISTERI D'ITALIA n° 11 ottobre 2016


Molte volte ho parlato, nei miei articoli, di Giovinazzo, l'antica città romana “Natiolum” oggi posta a pochi chilometri dal capoluogo Bari ed a pochi minuti dall'aeroporto (Bari-Palese) e dalle uscite autostradali della A-14 Adriatica.
Questo nuovo articolo lo scrivo poiché la mia Puglia ha da offrire moltissimo al visitatore, vengono però quasi sempre presentati i soliti noti “Castel del Monte” e company, che certamente meritano tutta l'attenzione di cui godono ma non possono essere gli unici centri sponsorizzati in una terra dove cultura, mistero ed antiche tradizioni folcloristiche sono impresse su ogni sasso, su ogni monumento, in un atmosfera unica che tra le note scatenate ed ipnotiche della “Pizzica” salentina ed i profumi tipici della buona cucina di un tempo, rapiscono ogni visitatore attento.

Giovinazzo ed i suoi misteri, inizierò a descrivere uno dei siti più belli ed importanti custoditi nel cuore di questa cittadina: L'Istituto Vittorio Emanuele II^ ed il mistero dello “spirito” che ad esso sarebbe legato.
Si tratta di un ex Convento dei frati Domenicani, risalente al 700, poi riutilizzato nel corso degli anni a vari fini, soprattutto come orfanotrofio e scuola professionale per bambini-ragazzi disagiati.
A seguito di miei personali studi, venni a conoscenza di alcune leggende che riguardavano strane ombre intraviste da alcuni testimoni che per vari motivi si trovarono a spostarsi all'interno dei lunghi corridoi della struttura, un tempo luogo di alcuni uffici pubblici e di sedi associative di diverso genere.
Decisi di chiedere autorizzazione alla Provincia di Bari che gestiva l'istituto, grazie anche all'interessamento dell'allora Consigliere Provinciale Nicola De Matteo, che aveva l'incarico di dirigere la struttura, fummo autorizzati ad effettuare un indagine che fu strutturata, principalmente, al fine di poter mostrare l'edificio sia dal punto di vista storico architettonico che folcloristico culturale.
Visitammo l'intera struttura, i piani superiori, gli antichi dormitori, i bagni, l'infermeria, le sale mense, i sotterranei che durante le guerre funsero da rifugio antiaereo.
Con un po' di malinconia, pensando alle delusioni, alle sofferenze ma soprattutto alle speranze di tutti i ragazzi che da quell'istituto trassero un reale aiuto per il proseguo della loro vita, terminammo il sopralluogo quasi all'alba, felici del lavoro svolto ma consci che durante i sopralluoghi non si verificarono episodi visibili riconducibili a presunti fenomeni paranormali.
Durante l'analisi del materiale video-fotografico ottenuto anche grazie all'ausilio di tecnologia in grado di fornire immagini Termiche, Infrarosse ed Ultraviolette, non riscontrammo nulla di anomalo, fu solo dall'analisi della traccia audio che capimmo di essere stati accompagnati, lasciatemi passare il termine, dal probabile spirito di un bambino.
Durante le ricerche tramite metafonia, ma meglio sarebbe dire EVP (Electronic Voice Phenomena), alla domande: “Quanti anni hai?” posta dal ricercatore ad un ipotetica entità invisibile ma senziente, ottenemmo una risposta chiara e coerente alla domanda fatta, ossia “Nove”, pronunciata da una voce metallica ma ben riconducibile a quella di un bambino.
Qualche giorno dopo ci fu riferito che all'interno della struttura, li dove era stato ottenuto l'audio, morì a causa di un incidente un bambino di 9 anni, un informazione che ci fece restare senza parole.
Da quel giorno anche le testimonianze di quanti dichiararono di aver visto ombre o sentito passi potevano trovare un certo filo logico e l'Istituto poté entrare di diritto tra i luoghi Pugliesi più misteriosi, da visitare non solo per la sua stupefacente bellezza storico-architettonica ma anche per prender parte allo strano gioco della vita nel quale, a volte, alcuni fenomeni inspiegabili possono riportarci tutti un po' bambini e ricordarci di quanto, in realtà, siamo piccoli in questo mondo.

Altro luogo molto interessante e ricco di fascino e mistero sono i Dolmen di S. Silvestro, riconosciuti come tra i più grandi ed importanti d'Europa, scoperto nel 1961, casualmente, durante dei lavori in quell'area.
Probabilmente il sito funerario, tra i più completi e ben conservati, risale all'Età del Bronzo ed un tempo sorgeva su una piccola altura.
La realizzazione di questo Dolmen fu eseguita con il sistema del “Trilitismo”, due grandi lastroni di pietra verticali fissati nel terreno, coperti da un terzo lastrone del medesimo materiale; al suo interno è composto da una camera circolare “Tholos”, da un corridoio “Dromos” e dalla cella di deposizione dei resti umani.
Dagli studi effettuati sarebbero non solo emersi numerosi resti di sepolture con alcuni oggetti appartenenti al corredo funebre ma si è scoperto che l'intero sito sorgeva su un luogo di sepoltura antecedente, ancora più antico.
Potrei continuare a citare studi e documenti relativi a questo splendido posto, che meriterebbe ben altra visibilità ed onore, invece vi pongo una precisa domanda.
I dolmen erano costruiti solo a scopo funerario?
Personalmente credo ci sia molto di più, nulla era lasciato al caso, il luogo dove questi monumenti dovevano sorgere era scelto con molta perizia.
Antichi monumenti erano realizzati in modo tale da fungere come antenne, per ricevere e trasmettere paricolari energie irradiate dal cielo verso la terra e viceversa, è ad esempio il caso dei Menhir, che venivano realizzati su zone colme di tali radiazioni, su punti conosciuti come nodi geomagnetici.
Il dolmen era invece realizzato su zone neutre della griglia di Hartmann.
Per chi non avesse mai sentito parlare di nodi geomagnetici o di griglia di Hartman, posso brevemente accennare che si tratta di una teoria che fa capo a studi di Hernest Hartman (Mannheim, 10 novembre 1915 – Katzenbach, 23 ottobre 1992 - è stato un medico e scrittore tedesco): egli sostiene che la Terra sia ricoperta da una specie di griglia formata da particolari strisce, in direzione Nord-Sud ed Est-Ovest.
All'incrocio di queste strisce, nei cosiddetti "nodi di Hartmann", si verificherebbero una serie di effetti misurabili scientificamente, per lo più dannosi, ad esempio la scarsa crescita della vegetazione, l'eccessivo affaticamento muscolare, la maggiore incidenza di determinate patologie, ecc.
Per chi volesse approfondire lo studio consiglio una breve ricerca in rete: potrà trovare molto materiale sul tema che è direttamente collegato alla “radioestesia”.
Tornando dunque ai Dolmen, il loro posizionamento era sempre in funzione di una corrente energetica positiva, con direzione Nord-Ovest Sud-Est. Potremmo pensare al dolmen come ad un'antenna atta a recepire determinate energie ancestrali ritenute positive e addirittura terapeutiche, le leggende in merito a ciò sono innumerevoli in tutto il mondo.
Teorie affascinanti e spesso sconosciute, così come sembrerebbe esserlo il Dolmen di San Silvestro, in Giovinazzo, nella cui area sarebbero stati avvistati numerosi fenomeni luminescenti di ignota natura, purtroppo mai documentati, che accrescono il fascino del luogo.

Un altro luogo custode di una bellissima leggenda ormai nota solo a pochi anziani o rari ragazzi che prestano ancora ascolto alla saggezza dei nonni, è il Cimitero comunale.
La leggenda in questione è quella della “Processione bianca” o “Corteo pallido”.
Una testimone venne a trovarmi nella sede giovinazzese dell'Associazione Italiana Ricercatori del Mistero e mi raccontò di aver assistito ad un fenomeno da lei definito “sorprendente” , di seguito vi narrerò brevemente ciò che mi descrisse.
Abitando non troppo lontano dal Cimitero, all'epoca dei fatti, la signora assistette al passaggio di una processione di spettri che si dirigevano proprio verso il luogo di “eterno riposo”, o almeno questo dovrebbe essere un Campo Santo. Sarebbero state tutte dame, signore di ogni età e dall'aspetto normalissimo, quasi allegro.
Una di loro, avendo visto che la signora stava assistendo al tutto, si sarebbe staccata dallo spettrale corteo per suggerire alla “fortunata” testimone, del resto immobilizzata in un misto di terrore e stupore, di non raccontare nulla dell'accaduto per 7 giorni, pena disastrose conseguenze.
A seguito di questa dichiarazione, avviando ricerche atte a scovare altri testimoni, abbiamo potuto riscontrare, soprattutto in alcuni anziani, il ricordo della leggenda descritta proprio come: “La processione bianca dei fantasmi”, nei pressi del Cimitero.
In Giovinazzo si verificherebbe in alcuni giorni non ben definiti ma comunque in Autunno ed in Primavera, probabilmente nel periodo degli Equinozi, ossia fine Marzo e Fine Settembre, ciò non esclude che l'affascinante fenomeno possa manifestarsi in altri periodi dell'anno.
Se bene molti resteranno stupiti nell'apprendere di questa leggenda in Giovinazzo, la stessa è narrata, similmente, in molte parti del mondo, li dove anche le università prestano maggiore importanza verso il mondo dell'ignoto, padre di interrogativi millenari che se presi seriamente in considerazione potrebbero portare a scoperte sorprendenti.

Dopo aver trattato di tali interessantissimi luoghi, dopo aver illustrato leggende antichissime e quasi dimenticate, qualcuno potrebbe ancora dubitare della possibilità di “dichiarare” Giovinazzo” città pugliese del Mistero?
Se così fosse sarà meglio continuare a citare altre leggende ed avvenimenti utili a far comprendere che, così come Torino è divenuta famosa quale Città Esoterica per eccellenza, e frequentata per tal giudizio da turisti provenienti da tutto il mondo, stesso onore meriterebbe Giovinazzo, culla di segreti ancora avvolti in un aria di magia e mistero.

Nella nostra cittadina sacro e profano si intrecciano nell'antichissima opera dei Cavalieri Templari, che tra storia e mistero hanno lasciato orme visibili ancora oggi e leggende vive nei cuori dei giovinazzesi.
Mi riferisco soprattutto alla festività patronale della Madonna SS. Di Corsignano, la cui venerazione sarebbe legata proprio all'arrivo di un “Cavaliere Crociato”, in fuga dalla “Terra Santa”, che avrebbe trasportato qui la Sacra Icona. Ovviamente, nel centro storico, non mancano simboli riconducibili alla presenza dei “Poveri Cavalieri di Cristo”.
L'esoterismo è lo studio di ciò che è nascosto, un linguaggio che, agli iniziati, a coloro che posseggono le giuste chiavi interpretative, rivela verità importanti e spesso scomode, per questo occultate in simboli e testi all'apparenza comuni ma ricchi di valore per gli appassionati della materia.
Proprio questo occorrerebbe osservare nel centro storico, una miriade si simboli che celano un antica sapienza ancora non del tutto compresa. Così l'antica iscrizione dantesca posta sulla facciata laterale di “Palazzo Saraceno” (Temer si dee di sole quelle cose c'hanno potenza di fare altrui male; De l'altre no, che non son paurose) non potrebbe non far pensare al famoso e discusso esoterismo di Dante, il “sommo poeta” che all'interno della Divina Commedia sembrerebbe aver celato importantissimi messaggi.
Percorrendo le vie del borgo antico è possibile osservare, tra le varie icone cristiane, croci templari (croci patenti) che sembrano far compagnia a maschere apotropaiche poste nell'architettura dei alcune architravi degli ingressi principali di alcune abitazioni. Queste maschere avevano un importantissimo significato esoterico-folkloristico, era credenza che le stesse servissero ad allontanare gli spiriti demoniaci.

Tra queste ultime è possibile scorgere anche i lineamenti del Bafometto, volto barbuto dotato di corna, il “Dio Cornuto” della cui venerazione furono accusati proprio i Cavalieri Templari.

Queste ed altre leggende, custodite in questa cittadine cullata dal mare e protetta dai robusti ulivi secolari, attendono ogni visitatore che sappia armarsi di curiosità, osservare il mondo con gli occhi del fanciullo.

domenica 2 ottobre 2016

Presentazione libro "Sagato, risveglio di un drago" - Sala San Felice (Giovinazzo - BA), 22/10/2016 ore 20.00


Sul "giornale di Puglia" si annuncia la prossima presentazione del mio libro "Sagato, Risveglio di un drago".
Sala San Felice, Giovinazzo, sabato 22 ottobre 2016. Ore 20.00 circa.

Link all'articolo originale:
 
GIOVINAZZO - Sarà presentato per la prima volta in Puglia il romanzo fantasy scritto da Mario Contino ed intitolato “Sagato, risveglio di un drago” (Augh edizioni 2016).

La presentazione si terrà il giorno 22 Ottobre 2016 presso la “Sala San Felice” nella splendida cittadina di Giovinazzo (Ba), a partire dalle ore 20,00 circa.

Contino non è nuovo alle cronache giornalistiche per via dei suoi studi sul folclore mondiale che lo hanno portato a fondare “l'Associazione Italiana Ricercatori del mistero” (www.associazioneairm.it) ed a collaborare con TV e giornali nazionali, è anche autore di altre pubblicazioni di successo presenti sul mercato librario nazionale.

Questo libro, ci racconta l'autore, nasce dal desiderio di riportare un pizzico di mistero e magia tra i più giovani, ormai poco inclini al godere delle meraviglie dell'immaginazione, un modo dunque per mostrare i suoi studi sotto forma di racconto adatto a tutti e di più scorrevole lettura.

LA TRAMA- “Sagato ha sedici anni ed è ospite dell’Istituto Mirus, un orfanotrofio nel regno di Rocford, situato al di sotto della superficie terrestre. Un giorno, inaspettatamente, nell’istituto si reca in visita il Maestro Acerus per scegliere alcuni giovani da introdurre nell’Accademia dei Draghi Supremi, accessibile soltanto ai figli dei nobili. Tre sono i selezionati: la vigorosa Estalia, il forte Mark e, con grande stupore di tutti, l’inesperto Sagato, esile, immaturo e ancora digiuno di magia, a differenza degli altri. Da quel momento, la vita di Sagato cambierà radicalmente: duri addestramenti e ardui duelli forgeranno il suo corpo e la sua mente, fino alla circostanza tanto temuta, lo scontro con il Drago nero Donair, inviato dal negromante Falceus per uccidere il saggio e magnanimo Re Nemesus. Nell’eterna lotta tra il Bene e il Male si snodano le vicende di questo romanzo fantasy, il cui simpatico protagonista, Sagato, narra la sua rocambolesca trasformazione in guerriero e il suo percorso di crescita, dalla scoperta di valori autentici come la lealtà, l’amicizia, l’amore alla consapevolezza di sé e del proprio potere.”

Un romanzo dal gusto retorico in grado di insegnare valori ormai quasi dimenticati, semplicemente un libro da non perdere, da leggere e custodire gelosamente nella propria libreria.
Alcune recensioni suggeriscono che il racconto in essere si pone bene quale punto di partenza per un eventuale film o animazione, chissà, forse un giorno potremmo avere l'onore di raccontare di aver partecipato alla presentazione di un libro divenuto qualcosa di diverso ma altrettanto importante.

L'autore, rimanendo con i piedi per terra, insiste nel suggerire di leggere il libro due volte, prima con la mente e poi con il cuore, poiché, come scritto nella prefazione del romanzo: “Solo a quel punto il messaggio esoterico sarà rivelato... forse”.
 

lunedì 19 settembre 2016

Monopoli ed i suoi misteri - "Misteri d'italia" n. 10 Settembre 2016

Monopoli è un'antichissima cittadina che, come altre storiche realtà, cela agli occhi del visitatore molti più tesori di quanti non ne mostri apertamente.
Del resto è a tutti nota la celeberrima frase “se si vuol nascondere qualcosa basti metterla in bella mostra”, e tante sono le “perle” in mostra in questa graziosa città.

Inizierò a narrarvi dei misteri monopolitani spostandomi alla periferia del paese, nell’entroterra si cela uno dei più interessanti insediamenti rupestri della regione, sconosciuto purtroppo anche agli stessi pugliesi che spesso vanno fuori territorio alla ricerca di luoghi simili.

Il villaggio rupestre detto dei SS. Andrea e Procopio, dal nome di una delle chiese rupestri più
affascinanti che io abbia mai visto, presente nel sito stesso, si estende su ambi i lati della
lama detta “dell’Assunta”, nei pressi dell’antica Via Traiana.
Era situato in posizione strategica, risultava invisibile al nemico essendo costruito al di sotto del piano di calpestio in un dislivello naturale, facilmente raggiungibile grazie all’antica Via Romana sopracitata.
Il sito, costruito in modo da esser protetto dai venti umidi provenienti dal mare ed ottenere una buona illuminazione solare giornaliera, conservava un microclima mite e costante.
Dell’antichissimo villaggio rupestre oggi sono visibili molte grotte utilizzate in passato come abitazioni, punti di ritrovo comune, stalle ecc..
Molto grazioso risulta l'antico frantoio ipogeo, perfettamente conservato e che custodisce ancora le tipiche strutture utili alla lavorazione delle olive ed un antica vasca di decantazione dell’olio, ben visibili anche gli antichi calendari del periodo ricavati nella roccia allo scopo di scandire lo scorrere del tempo.

All’interno del complesso, ma in posizione più decentrata rispetto al centro urbano, è situata la chiesa nota come cripta dei SS. Andrea e Procopio, così come si evince dal testo in latino inciso sull’ingresso principale della stessa:

"Hoc templum fabricare fecerunt Johannes, Alfanus abbas, Petrus, Paulus, in onore sancti Andree
apostoli et sancti Procopii martiris per manus Johannis diaconi atque magistri et dedicatum est per
manus domini Petri archiepiscopi secundo die intrante mense novembre. Hoc scripta fieri fecit
Iaquitnus presbiter, filius suprascripti magistri per manus Radelberti presbiteri"

Sotto l’incisione sopracitata è visibile una stupenda “Croce Patente”, simbolo che conferma le ipotesi di un utilizzo del sito da parte dell’antico ordine dei Cavalieri Templari.
All’interno della cripta sono presenti altre Croci Patenti insieme a Croci Cristiane classiche (Croci Latine) e
bellissimi affreschi egregiamente conservati , raffiguranti varie figure tra cui:
S. Eligio;
S. Antonio, il cui affresco e quasi totalmente andato perduto e riconoscibile per via dell’immagine di una campanella (La leggenda vorrebbe che il Santo la suonasse per scacciare via i demoni)
S. Giorgio a cavallo, figura molto diffusa in ambiente crociato a maggior prova di un interessamento del sito da parte dell’antico ordine cavalleresco.
I Santi Medici;
L’annunciazione;
La Vergine in trono;
S. Leonardo;
SS. Pietro e Paolo.
La chiesa è interamente affrescata anche se alcune immagini sacre sono state deturpate nel viso, non dalla naturale erosione ma dalle incursioni Turche.
Gli antichi invasori, credevano che creando quel danno ai volti dei santi, li avrebbero privati del loro mistico potere.
Soffermandoci brevemente sulla struttura architettonica, possiamo notare come la “Cripta” sia in realtà una Chiesa costituita da due sale parallele con relative absidi ed una iconostasi comune dedicata a S. Andrea apostolo, fondatore della Chiesa di Costantinopoli e S. Procopio, protettore delle armate bizantine.
In questo caso i due Santi sono entrambi appartenenti al culto orientale.

Ho voluto precisare la loro appartenenza orientale in quanto la Chiesa rupestre risulta essere un chiaro esempio della confusione che in quegli anni fu causata dallo scisma tra Chiesa Cattolica d’Oriente e d' Occidente,
la divisione era avvertita solo a livello di alte sfere Ecclesiastiche e non dal popolo contadino.

Nel sito non potrebbe passare inosservata l’immagine del Cristo in Croce sulla cui sommità è visibile una rara rappresentazione di Dio Padre nell’atto di dare supporto al figlio, affresco quindi che intende centrare l’attenzione sul rapporto paterno tra Gesù Cristo e Dio Padre.
Nell'insieme si tratta di un sito archeologico spettacolare, chi lo visita può definirsi fortunato, potrà dire di aver fatto un salto nella storia ma spostiamoci adesso in città per descrivere una leggenda tra le più interessanti d'Italia: “La leggenda della dama col tamburo”

Insieme all'Associazione Italiana Ricercatori del Mistero (www.associazioneairm.it), mi sono recato presso il Castello Carlo V sito proprio in Monopoli, per indagare sulla leggenda sopra citata e ad esso legata.
Abbiamo indagato sul famoso spettro che da anni infesterebbe l'antico maniero, terrorizzando le
notti dei cittadini più sensibili.
Se è vero che ogni Castello che si rispetti ha il suo bel “fantasma” all'interno, quello che dimorerebbe
nel maniero monopolitano dovrebbe essere senza dubbio uno tra i più bizzarri, non è facile parlare
di spettri cercando di rimanere seri e razionali e nel caso specifico, lo spettro, suonerebbe
anche uno strumento musicale di sua proprietà, non presente fisicamente all'interno della fortezza.

Le leggende popolari parlano di una dama che apparirebbe percuotendo il suo tamburo creando un
suono ritmico e ben udibile, sono decine le testimonianze, soprattutto tra i pescatori che la notte si
trovano nelle vicinanze del maniero, che confermerebbero gli strani avvenimenti.
Qualcuno afferma che il famoso spettro faccia la sua apparizione sul balconcino che si affaccia sul
mare, una dama rimasta nella nostra dimensione attendendo invano il ritorno del marito, morto nelle
acque antistanti la fortezza, che nella speranza di facilitare il rientro dell'uomo amato suonerebbe con cadenza straziante il suo tamburo.
Altre voci vorrebbero le apparizioni non all'interno del maniero ma nei pressi del vicino molo, forse per spaventare le tante coppiette che si apparterebbero nelle vicinanze in cerca di intimità e preservare la castità delle giovani ragazze.
Qualunque sia la causa che possa spingere il presunto spettro ad apparire, ci siamo mobilitati per svelare l'arcano che da secoli circonda questo antico ed affascinante luogo, armati come sempre di utili attrezzature, spirito di ricerca e tanta pazienza.

In via eccezionale, abbiamo avuto accesso a zone del castello non aperte al pubblico in quanto
ancora interessate da scavi (all'epoca dei fatti)
Durante le registrazioni, sono emerse alcune anomalie, voci dubbie di difficile interpretazione ma
non appartenenti a nessuno dei presenti in loco.
Sono state fatte domande precise rivolgendosi ad un ipotetica entità senziente , domande ripetute anche in
latino, visto che il sito è stato sede di un convento, purtroppo nessun suono di tamburo è stato captato durante le indagini, ma sono state comunque registrate alcune voci anomale, non riconducibili con certezza
al paranormale ma abbastanza interessanti.
La famosa dama con il tamburo non ha voluto farsi vedere ma forse ha lasciato il segno tangibile della sua presenza, sulla mia schiena.
Da troppa insistenza da parte mia verso questa ipotetica entità è probabilmente derivata un azione fisica di quest'ultima (non riferendomi per forza di cose alla dama citata nella leggenda), un graffio ben visibile ed al quanto doloroso apparso sulla schiena improvvisamente, senza logica causa naturale.
In fin dei conti me la sono cercata!
Così direbbero in molti.

Mi auguro che vogliate far visita a questi luoghi e perdervi, ritrovando voi stessi, nel loro stupendi misteri.

Mario Contino
Per:"Misteri d'italia" n. 10 Settembre 2016



giovedì 8 settembre 2016

Dio, Dei ed Elohim

Dio, Dei ed Elohim.

Devo ammettere di essere rimasto molto affascinato dagli studi del Dott. Mauro Biglino, studioso che ormai non necessita di alcuna presentazione in quanto le sue pubblicazioni hanno scosso il mondo intero, nel vero senso della parola, suscitando un piacevole senso di innovazione.
Il Dott. Biglino ha semplicemente (per quanto complicato sia in realtà il lavoro svolto) riportato la traduzione letterale dei libri citati nella Bibbia, ossia il significato dei termini ebraici quanto più possibile privo di interpretazioni personali imposte dalla teosofia.
Ne risulta una Bibbia differente, più autentica a mio avviso, che sembrerebbe narrare le vicende vissute dal popolo di Israele ed in relazione ad esseri superiori (Elohim) organizzati secondo una precisa gerarchia militare, in possesso di conoscenze e tecnologia di gran lunga superiori a quelle umane.
Per giunta questi esseri (non so se definirli “esseri” sia corretto, spero non offensivo) avrebbero una vita molto lunga ed in relazione alla vita umana potrebbero essere definiti immortali (Tenendo presente che ai tempi narrati nella Bibbia l'uomo era già vecchio a 40 anni.)
Secondo gli studi non esisteva un solo Elohim ma una “casta”, un gruppo che si spartiva diversi territori rimanendone a capo ma, sempre, facenti riferimento ad un capo al di sopra di essi, non più potente dal punto di vista psico-fisico ma da considerare quale “Generale” in campo.

A grandi linee questo è quello che io ho compreso dalla lettura dei libri del Dott. Biglino e che ritengo abbastanza veritieri, nulla mi suggerisce il contrario e la logica con il quale Biglino spiega la sua tesi e la supporta è “spiazzante” per la sua coerenza.
Vi è un “però” che trascende gli studi sopra citati.
Un mio dubbio personale che da sempre mi ronza in mente:
Il Dio dell'uomo ha un Dio”?
Da questo interrogativo ne scaturiscono molti altri, tutti degni di approfondimento, tutti gettati alla rinfusa nel calderone della religione o delle religioni.

DIO: Nella religione e nella cultura ebraico-cristiana, spirito perfettissimo, eterno, onnisciente e onnipresente, creatore di tutte le cose. Nelle religioni politeiste, essere immortale in cui vengono personificati gli elementi della natura o i caratteri e i valori fondamentali dell'uomo.

E chiaro che l'idea di “divinità” in questo caso trascende quella di “comandante supremo” quale invece sembrerebbe esser presente nella Bibbia.
Occorre quindi considerare che, accanto agli Elohim, erroneamente definiti Dei, o divinità solo in relazione alle limitate capacità della razza umana, possa esserci una o più divinità che rispondano alla più amplia idea relativa “all'Essere” o “Esseri” superiori, dal punto di vista spirituale, trascendentale.

La Grande Madre è una divinità femminile primordiale, presente in quasi tutte le mitologie il cui culto risale, probabilmente al Paleolitico.
Dea della natura e della spiritualità, poiché gli uomini osservavano e deducevano che vi fossero “forze”, “esseri”, al di la della comprensione umana, immateriali, alla base della creazione non solo della Terra ma dell'universo.
Non ho mai notato riferimenti ad esseri rapportabili agli Elohim nella ricerca antologica delle divinità, quindi io ipotizzo, magari errando, che:
  1. Esistono esseri spiritici alla base della creazione intesa nel senso materiale, ossia biologico-molecolare e psichico-spiritico.
  2. Esistono “forme di vita” in altre dimensioni e forse su altri pianeti nella nostra stessa dimensione. Credo che gli Elohim siano tra queste, ma che anche loro dipendano in qualche modo dagli esseri ipotizzati nel punto (1)
  3. L'uomo, partito quale essere naturalmente creato, sia stato poi modificato per qualche ragione che ignoro, a livello genetico.
Quindi una specie di invasione aliena avvenuta secoli fa e che ha decretato, probabilmente, diverse estinzioni di massa su questo pianeta, al fine di interrompere e ripulire il campo per il nuovo “esperimento” forse.
Queste ipotesi non contrastano tra loro, tutte potrebbero descrivere aspetti differenti di un panorama molto ampio, tanto e troppo più ampio della concezione umana che, percependolo in parte, lo semplifica mischiando e confondendo i vari tasselli.

Non solo Elohim, non solo “esseri” spiritici quali divinità o Dio in senso stretto, a ciò si aggiungono le forme pensiero e tutta una serie di altri esseri creati naturalmente ed operanti anche sul nostro pianeta e nella nostra dimensione, passando inosservati.
È facile confondersi ma ritengo necessario, per quanto possibile, evitare di focalizzarsi su un unica idea e pensare fuori dagli schemi, vecchi e nuovi che siano.
Un'altra domanda da porsi, dopo aver letto gli studi di Biglino, è la seguente: Oggi, che ruolo continuano ad avere i vari Elohim?
Già!
È evidente che nei secoli ci siano stati alcuni “passaggi di testimone”, del resto, come abbiamo detto, gli Elohim non sono immortali, tuttalpiù solo molto longevi e non vedo ragione per la quale una situazione di “dominazione” o comunque controllo da parte loro debba essere svanita nel nulla.
Non scendo in dettagli ed ipotesi, in complottismi e teorie varie fini a se stesso, sono certo che anche tra loro vi siano fazioni ed idee contrastanti, alcuni Elohim potrebbero essere più tolleranti, altri meno, altri forse menefreghisti, altri protettori della strampalata e difettosa razza umana, chissà!!!
Buona riflessione.

Mario Contino

mercoledì 31 agosto 2016

Gesù, ibrido o alieno?

PREMESSA AUTORE

Questo articolo lo scrivo a seguito di numerose riflessioni personali, non intendo offendere il Credo di qualcuno né l'altrui sensibilità, io stesso sono un Cristiano e ciò non mi ha mai impedito di pormi mille domande e cercare risposte alternative.
Non è un articolo che intende attaccare, screditare o contraddire la Chiesa o lo stesso Cristianesimo, solo un'interpretazione personale dei fatti narrati nei Vangeli e non solo.
Non ho l'obiettivo di profetizzare una qualche “nuova” verità, la verità non è tra le mie competenze attuali ed il fatto stesso di porsi domande è indice di ricerca della stessa...
Ancora poco visibile all'orizzonte.

Molti altri studiosi, più illustri del sottoscritto ed in epoche differenti, hanno affrontato questo argomento traendone considerazioni degne di nota, perché quindi dovrei occuparmi della questione?
Perché è qualcosa che sento di dover fare, dal profondo, al di là di ogni ragionevole dubbio.
Non importa cosa penseranno di me le masse, importa cosa io pensi di me stesso
Gesù Ibrido o Alieno?
Un titolo che è, evidentemente, uno dei più grandi interrogativi che l'umo può e deve porsi, perché da esso ne scaturiscono molti altri, tutti di primaria importanza non solo per definire la nostra storia ma per “programmare”, salvare forse, il nostro futuro.

Mario Contino

CHI È GESÙ?

Questa domanda se la pone ogni bambino Cristiano sin dalla tenerà età, quando a scuola, al Catechismo, in Chiesa o nell'ambiente famigliare si citano le storie, i miracoli, le Parabole dei Vangeli narranti la storia di Gesù Cristo.
Anche io mi sono posto l'interrogativo, in più occasioni, tante sono state le risposte fornitemi e di seguito citerò solo le più significative, quelle che io reputo tali, se pur scontate.
  • Il figlio di Dio (Dio, cosa o chi è Dio?)
  • Il Dio fattosi Uomo (Perchè, in che modo?)
  • Il Redentore (Perché? Non poteva semplicemente, Dio onnipotente, cancellare i peccati dell'uomo?)
  • L'Agnello di Dio che toglie i peccati dal mondo (Un sacrificio per salvare il mondo!)
  • Il Salvatore;
  • L'amico;
  • Il fratello;
  • Il Pastore;
In queste risposte è intrinseca la convinzione dell'esistenza storica di Gesù, a tal punto che non ci si pone il minimo dubbio a riguardo ed è giustissimo che sia così nell'ambito della “fede”, concetto quest'ultimo che dovrebbe allontanare ogni perplessità.
Quando domandai al mio Prete, durante una lezione di Catechismo, chi fosse Gesù in realtà, questi mi rispose con una frase che mi lasciò di stucco per la sua “complicata semplicità”:

Gesù è un uomo tanto importante da aver diviso in due la storia dell'umanità, ossia in (Prima di Cristo) e (Dopo di Cristo)”

Un uomo in primis, ovviamente davo per certo che Don Mario, mio omonimo che colgo l'occasione per salutare e ringraziare, credesse fermamente nella Divinità di Gesù.
Non mi rispose con le frasi scontate sopra riportate ma descrivendomi un “Dato di fatto” al quale si dà veramente poca importanza, la divisione formale della Storia.

É doveroso precisare che il sistema di datazione che si avvale dei termini (Prima o Dopo Cristo), è utilizzato in tutti i testi di Religione Cristiana e nella quasi totalità dei testi storici occidentali a partire dal XV secolo Dopo Cristo, periodo in cui venne comunemente adottato.
Il primo ad utilizzare la datazione Avanti Cristo (a. C) fu, nel 731 Dopo Cristo (d. C.), “San Beda il Venerabile”, oggi per convenzione è in uso in quasi tutti i Paesi del mondo ad esclusione di alcune nazioni tra le quali la Cina ed i paesi arabi.
In sintesi il sistema adotta una datazione che suddivide l'ordine cronologico degli eventi a partire dall'anno 0, nascita di Cristo, data ovviamente convenzionale ergo un sistema comunque sottoposto a numerosi limiti ma, ormai, divenuto praticamente non trascurabile.

Moltissimi studi sono stati condotti al fine di stabilire la veridicità storica della figura di Gesù, ossia per capire se sia realmente esistito quale “Uomo Vivente”o se invece possa essere stato una specie di personaggio protagonista di una o più storie fantastiche poi ritenute di valenza storica.
Ovviamente non mi dilungo neppure in questo argomento in quanto sarebbe inutile perdita di tempo riportare sunti di studi decennali, di differenti ricercatori, che si contraddicono in maniera tanto perfetta da creare un equilibrio, oserei proprio dire, “Divino”.

Ritorniamo quindi al quesito titolo di questo capitolo:
Chi è Gesù?
Sinceramente io posso solo dirvi chi potrebbe essere, o almeno chi è per me.
Ogni risposta sopra riportata nell'elenco fornitovi potrebbe essere considerata vera in relazione alla specifica definizione ed interpretazione dei termini, a mio avviso Gesù potrebbe essere stato un Ibrido Alieno o un alieno a tutti gli effetti, li dove per alieno si potrebbe intendere l'essere “divino” (Alino = Esterno, estraneo alla sfera umana, ergo divino) e per ibrido la sua metà umana quale discendente, figlio di Maria.
Ovviamente sono due ipotesi ugualmente valide, la prima è quella più plausibile secondo l'interpretazione classica, ossia Gesù metà uomo (Maria) e metà Alieno (Dio); La seconda ipotesi è che sia totalmente alieno ma la vedremo brevemente più avanti in quanto la reputo, se pur possibile, poco provabile anche nell'ambito delle ipotesi.

Nelle prossime pagine analizzeremo nel dettaglio la storia di quest'uomo – Dio sotto i differenti aspetti, senza essere dissacranti, cercando solo di reinterpretare l'evento sotto un ottica differente.
Il Messia era del resto già atteso dal popolo ebraico, c'è da considerare solo il motivo della sua venuta ed ad opera di chi questa è stata voluta.
Forse un input evoluzionistico, uno step da molti non superato, così come già avvenne innumerevoli volte nella travagliata ma mai casuale storia “dell'essere umano”

Alieno o Ibrido?

Per poter affrontare serenamente questo studio, occorre dare per certa l'esistenza di esseri definibili Alieni, al di là dell'eventuale natura, capaci di “mescolarsi alla specie umana” in differenti modi, spesso nel più classico e sottovalutato, ossia tramite la nascita di esseri ibridi aventi (nello specifico caso) madre umana.
Ovviamente occorre anche tener conto delle teorie che vorrebbero alcuni “alieni” tanto simili a l'uomo, nell'aspetto, da poter essere confusi con l'essere umano se non per piccole e spesso trascurabili caratteristiche fisico-intellettuali e spirituali.

Prenderemo come guida i Vangeli ufficiali, tralasciando per adesso gli apocrifi, ciò al fine di rendere più semplice e scorrevole la lettura e facilitare la comprensione dello studio.
Nel Vangelo di Luca è narrata la storia relativa alla nascita di Gesù, sin dall'annunciazione, ossia da quando l'Arcangelo Gabriele appare a Maria per annunciale la lieta novella.

Vangelo secondo Luca 1, 26
26 Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret,
27 a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
28 Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te».
29 A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo.
30 L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
31 Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
32 Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre
33 e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
34 Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?».
35 Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. [...]”

L'arcangelo Gabriele si presenta dunque alla giovane Maria per annunciare il lieto evento, come intuibile suscitando tensione e timore iniziale, incredulità poi, ed in fine rispetto.
Occorre spendere qualche parola proprio sulla figura degli Arcangeli ed in particolare su Gabriele.
Nelle religioni abramitiche, Gabriele (ebraico גַּבְרִיאֵל, Gavriʼel / latino Gabrielus, / arabo جبريل Jibrīl o Jibraeil), significa "[uomo] forte di Dio ('El)" oppure “Dio è Forte”.
Nella tradizione biblica è a volte rappresentato come “l'angelo della morte, ricordiamo quindi l'evento della liberazione del popolo ebreo dalla schiavitù egizia e soprattutto l'uccisione dei primogeniti maschi egizi ad opera dell'angelo della morte su volontà di Dio. Soprattutto è conosciuto come uno dei Messaggeri di Dio, laMano sinistra di Dio” ed anche come l'angelo del fuoco”
Secondo alcuni studiosi, fu in realtà “l'Arcangelo Gabriele” ad apparire sul Monte Sinai (solitamente" identificato col monte Oreb 2.285 metri di altezza, la seconda montagna più alta dell'Egitto dopo il Monte Caterina alto 2.637 m.) a Mosè, sotto forma di Rovo Ardente, sempre lui avrebbe poi seppellito il Patriarca alla fine della sua leggendaria e lunga vita.
Un messaggero dunque, un soldato, un “essere” obbediente a Dio, e pure secondo il Talmud Yoma 79a (uno dei testi sacri dell'ebraismo) Gabriele cadde una volta in disgrazia per non aver obbedito agli esatti comandi impartiti dall'Altissimo.
Un ufficiale sottoposto agli ordini del generale?
Ma ciò non induce forse all'idea di Arcangelo avente la stessa natura di Dio se pur gradi, competenze e ruoli inferiori?
Un alieno anch'egli?
Forse si, nulla lo esclude, e cosa annuncia Gabriele a Maria?
La nascita di un figlio che sarà concepito, come ormai noto a tutti, nella grazia di Dio, ossia senza peccato, senza cioè rapporto sessuale alcuno:
34 Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?»
Nessuna spiegazione esaustiva se non in forma allegorica, religiosa, del resto a quei tempi una via differente dalla “naturale” per concepire un bambino sarebbe stata impensabile, al di là di ogni immaginazione, miracolosa senza ombra di dubbio.

Cit. “Le vie del signore sono infinite”

Infinite in relazione all'umana concezione aggiungerei io, ergo reinterpretando oggi questo passaggio del Vangelo di Luca a cosa potremmo pensare immediatamente?
Alla fecondazione artificiale, al di fuori delle conoscenze umane al tempo ma, probabilmente non di quelle “divine”, li dove la mia personale concezione del termine mi porta a supporre l'esistenza di differenti esseri “alieni” (appartenenti ad altre dimensioni spazio-temporali) aventi non solo capacità psico-fisiche al di là dell'umana concezione ma anche conoscenze mediche molto più evolute.
Si! Io ritengo che i nostri creatori, il nostro Dio, i suoi Angeli, siano esseri alieni, del resto in base alle nostre conoscenze attuali degli stessi, pur restando nel campo della sola concezione religiosa, nulla potrebbe contraddire questa ipotesi in relazione al significato letterale dei termini.

Sui Dizionari di lingua italiana, alla parola “Alienocorrispondono le seguenti definizioni:
  1. Di altri, straniero, estraneo;
  2. Abitante di altri pianeti o galassie
Ergo questi esseri che abiterebbero il Paradiso, il Purgatorio o l'Inferno, non potrebbero benissimo rientrare nell'ambito dell'ipotesi da me riportata poc'anzi?
Tanto impensabile sarebbe supporre che le parole Inferno, Purgatorio e Paradiso siano modi allegorici per definire luoghi “estranei”, “esterni”, o più semplicemente alieni?
A mio avviso questa potrebbe essere non solo la spiegazione più semplice ma la più logica.

Chiaramente sono molti gli studiosi che hanno individuato nella Bibbia tracce indiscutibili di presenza “Aliena”, sembrerebbe addirittura che l'intero testo sacro altro non sia che la narrazione di un esperimento condotto su questo pianeta da esseri appartenenti ad altre galassie o dimensioni, gli ormai famosi Elohim di cui si discute in maniera egregia nei libri del Dott. Mauro Biglino, soprattutto in: “Il libro che cambierà per sempre le nostre idee sulla Bibbia” - “Il Dio alieno della Bibbia” - “Non c’è creazione nella Bibbia” - “La Bibbia non è un libro sacro”.
Una mole di informazioni preziosissime, ammetto che io stesso ho trovato questi volumi illuminanti per alcuni aspetti, anche se dissento su alcuni punti di vista, del resto è anche giusto che sia così.
In sintesi ho citato il Professor Biglino in quanto lo ritengo studioso autorevole i cui studi si allacciano perfettamente con il tema di questo mio articolo, ossia Gesù identificato quale essere Ibrido Alieno o del tutto alieno, probabilmente discendente proprio dagli Elohim che sarebbero i creatori della razza umana per mezzo dell'ingegneria genetica.

35 Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio.

Oggi esistono tecniche micro-invasive di fecondazione artificiale che ritengo, se pur all'avanguardia per l'umana scienza, estremamente primitive rispetto alle tecniche che questi Elohim avrebbero potuto utilizzare per l'evento della nascita di Gesù.
Dobbiamo pensare a qualcosa di estremamente più complesso, per farlo dobbiamo considerare le indagini, le testimonianze e le prove di centinaia di abdotti che avrebbero scoperto “impianti” alieni in diverse parti del loro corpo, senza però evidenze di cicatrici, ergo tecniche rigenerative totali di eventuali ferite o, cosa che reputo più plausibile se pur più “fantastica”, l'apporto spiritico: La materializzazione dell'oggetto nel punto esatto del ritrovamento.
Ecco dunque che un miracolo, un accadimento prodigioso ed inspiegabile, resta esattamente tale se pur in una nuova ottica di osservazione che, come reputo giusto, deve considerare fattori scientifici e spiritici in una nuova visione unica degli eventi.

Se la fecondazione artificiale potrebbe spiegare la nascita dell'essere quale ibrido alieno, vi è un ipotesi che potrebbe spiegare l'evento della nascita di Gesù partendo dal presupposto che Maria e Giuseppe siano entrambi solo genitori adottivi di un essere che è Dio a tutti gli effetti, ossia totalmente alieno secondo la visione proposta in questo articolo.
Un fenomeno tutt'oggi molto raro e poco conosciuto è la “falsa gravidanza” o “gravidanza isterica”, colpisci le donne come disturbo psicosomatico e si manifesta con tutti i sintomi che porterebbe una vera gravidanza.
Anche se spesso è associato ad ossessione che si manifesta soprattutto in donne sterili, non è detto che non possa colpire anche per altri fattori psichici legati allo stress.
A tal proposito occorre riallacciarsi alla narrazione della nascita, miracolosa, di Giovanni il Battista, nato proprio da madre (Elisabetta moglie di Zaccaria e cugina di Maria) ritenuta sterile.

Ciò che ora ci si chiederà è come possa nascere un bambino da una “falsa gravidanza”, l'unica risposta plausibile è la seguente:
Non è possibile, ergo il bambino dovrebbe essere stato posto vicino alla madre in secondo momento, ed i presenti dovrebbero essere stati ingannati nei sensi a tal punto da non rendersi conto di quanto stesse realmente accadendo.
Il bambino in questo caso potrebbe essere stato anche del tutto alieno, originario di un altra galassia, di un altro pianeta o dimensione, in poche parole Divino.

L'inganno dei sensi non è poi cosa impossibile e da escludere.
Oggi esistono molte classificazioni di avvistamenti UFO o Alieni, molti rapporti citano proprio sensazioni di smarrimento, perdita di coscienza e addirittura vuoti di memoria che coprono un lasso di tempo che varia da pochi minuti ad ore o interi giorni.
Gli Abdotti, in questo caso, non ricordano assolutamente nulla del tempo trascorso con le presunte entità aliene ed in molte occasioni la manipolazione psichica è tale che l'abdotto non ricorda neppure il rapimento, per egli la vita non è mai stata mutata da questi esseri e solo eventi traumatici successivi o ipnosi regressiva sono in grado di riportare alla mente gli strani eventi.

Ibrido o alieno puro non ha poi tanta importanza dal momento che non è provabile una simile ipotesi in maniera maggiore dell'altra.
Ciò che conta è che nella vita di Gesù, che reputo comunque di primaria importanza, così come il massaggio che ha cercato di tramandare e la via che ha cercato di tracciare, molte sono le evidenze di possibili incontri con esseri alieni ed i messaggi che a costoro farebbero riferimento, mi riferisco a quanto riportato nei Vangeli che di seguito analizzeremo.

La Strana Cometa

La stella di Betlemme è quel fenomeno astronomico che, secondo il racconto del Vangelo secondo Matteo (2,1-12.16), guidò i Magi a fare visita a Gesù appena nato.

Vangelo secondo Matteo 2,1-12
1 Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del Re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: 2 «Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo».
3 All'udire queste parole, il Re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme.
4 Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia.
5 Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:
6 E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele».
7 Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella
8 e li inviò a Betlemme esortandoli: «Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo».
9 Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino.
10 Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia.
11 Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.
12 Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.
Matteo 2,16
Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi.

Da quando è possibile apprendere dal Vangelo sopra riportato, questi “magi” (maghi) seguirono una stella legata ad una precisa profezia, la cosa che mi sorprende è il passo nel quale si accenna al “soffermarsi” della stella su uno specifico luogo, la dimora in cui nacque Gesù.
Il punto focale del dibattito è da rintracciarsi nell'eventuale natura della “stella”.
Anticamente fior di filosofi e teosofi hanno dibattuto su questo specifico passaggio del Vangelo, trovandosi spesso in disaccordo sul vero significato da attribuire all'astro, se cioè da intendersi in modo metaforico o reale.
Vi è soprattutto da considerare la vicenda secondo l'antica concezione che l'uomo aveva delle stelle, secondo alcuni, tra i quali Platone, queste erano essenzialmente di natura “spiritica”, esseri viventi a tutti gli effetti.
L'identificazione delle stelle con gli spiriti portò al parallelismo “Spirito = Angelo” , perciò diversi padri della chiesa, fra cui Giovanni Crisostomo (o Giovanni d'Antiochia, II^ Patriarca di Costantinopoli, Arcivescovo e teologo bizantino, venerato come Santo dalla Chiesa Cattolica e Ortodossa) , non videro alcuna contraddizione nel fatto che una stella, cioè un Angelo di Dio, scendesse in terra a guidare i Magi sino alla stalla di Gesù suo figlio.

Questa teoria fu al centro di numerose controversie intellettuali per molti secoli, fino a quando San Gerolamo prese forti posizioni in merito, contrastando l'idea che le stelle potessero essere Angeli e nel 553 il II^ Concilio di Costantinopoli,escluse definitivamente che i pianeti o le stelle potessero avere un'anima.
Ergo come bisognava interpretare il Vangelo alla luce delle nuove “Direttive”?

Bisogna considerare che anticamente la Stella di Betlemme non era intesa come una Cometa con la classica scia (o coda), tant'è vero che nelle antiche raffigurazioni è rappresentata come una stella “comune”.

La comune effigie a forma di cometa e la dicitura "stella cometa" risalgono all'ingegno di Giotto il quale, impressionato dal passaggio della Cometa di Halley ne1301, decise di ritrarre la stella di Betlemme come una cometa dalla lunga coda, opera presente nella Cappella degli Scrovegni a Padova.
A partire dal XV secolo il particolare disegno ebbe una grandissima fortuna e fu apprezzato su larga scala in quanto la “cometa” con la sua scia contribuiva all'idea di “movimento” dell'astro, espressa nel Vangelo.

Nel testo del Vangelo di Matteo, come è possibile leggere, non ci sono riferimenti ne al numero dei magi ne al fatto che questi potessero essere Re, anche perché il loro viaggio sembra essere descritto come solitario e privo di scorte, dei sovrani che trasportassero beni tanto preziosi come minimo sarebbero stati seguiti da numerosi soldati.
La cometa, o l'astro visto che Matteo utilizza il termine ἀστὴρ – astér, non restò visibile per tutto il viaggio ma solo all'inizio e, in seguito, a segnalazione del luogo della natività.
I “magi” o “maghi” erano quasi certamente una casta di sacerdoti (astrologi zoroastriani) molto importante, proveniente da Babilonia, che tra l'altro era sita a Oriente rispetto a Gerusalemme.

In sintesi degli astrologi avrebbero mai confuso una stella con una cometa?
A mio avviso no, tanto è che probabilmente, a mio avviso, fu l'iniziale comparsa dello strano “astro” a convincerli a partire, sulla scia della profezia.
È risaputo che le antiche profezie possono avverarsi o, non di rado, spinte a realizzarsi da fattori terzi per motivi X.
Cosa sarebbe potuto essere, dunque, l'astro, la stella di Betlemme?
Potrebbe essere, a mio avviso, un UFO.
Oggi esiste una vera e propria scienza, anche se molti si ostinano a definirla pseudo scienza, che studia, ricerca, classifica ogni fenomeno inerente all'ufologia e ad eventuale esseri “Alieni”, ad esempio in Italia è molto attivo il CUN (Centro Ufologico Nazionale).
UFO è l'acronimo dell'espressione inglese Unidentified Flying Object o Unknown Flying Object, ovvero oggetto volante non identificato, sigla che oggi fa erroneamente riferimento a fenomeni intesi ad ampio raggio, mentre in realtà la United States Air Force, che ha coniato il termine nel 1952, ha inizialmente definito UFO quegli oggetti che rimangono non identificati in seguito alle verifiche di esperti nel campo tecnico scientifico.
A questo punto del discorso è essenziale capire cosa potrebbe celarsi dietro questo termine, ergo riportare una basilare classificazione degli “oggetti volanti non identificati” più comuni, in tal modo potremmo capire quale di questi potrebbe avvicinarsi alla “stella di Betlemme” descritta nei Vangeli.

Preferisco far riferimento alla classificazione delle osservazioni di UFO creata dal famoso ufologo e ricercatore francese Jacques Vallèe.

Secondo il primo sistema elaborato nel 1966, delle 5 tipologie di osservazione del fenomeno Ufo, la nostra “stella misteriosa” rientrerebbe nella quinta classificazione:
Osservazione di un oggetto insolito di apparenza indistinta, che appare come un oggetto che non è interamente solido o materiale.
  • a- Diametro apparente ampio, sorgente luminosa non definita
  • b- Oggetto simile ad una stella, immobile durante lunghi periodi
  • c- Oggetti simili a stelle che attraversano il cielo, eventualmente secondo traiettorie particolari
In sintesi un oggetto luminoso simile ad una stella che si sposta nel cielo seguendo traiettorie particolari e che, soprattutto, sosterebbe per periodi più o meno lunghi in prossimità di un luogo X (ad esempio per segnalare quest'ultimo a tre o più antichi osservatori del cielo)

Una fonte luminosa simile ad un astro è più che possibile, se poi esaminiamo, come abbiamo fatto, il racconto del Vangelo seguendo punti differenti di osservazione, ossia alla luce delle odierne concezioni e dell'ufologia, ecco che un altro “miracolo” si trasforma in un evento più che normale, per quanto possa essere lecito parlare di normalità in campo Ufologico.
Perché un UFO avrebbe accompagnato, o condotto, i Magi da Gesù?
Perché una profezia doveva avverarsi per poter, nuovamente, probabilmente, ipoteticamente, controllare un popolo in tumulto.

Conoscenza superiore, Gesù insegna al Tempio

Non è un mistero, si fa per dire, che Gesù avesse conoscenze al di la dell'umana concezione, del resto questa “verità” è comunemente accettata come certa e scontata in relazione della rispettabilissima visione religiosa del Cristo figlio di Dio o, più esattamente, Dio fattosi uomo.

Vangelo secondo Luca 2, 41-50
41 I suoi genitori si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua.
42 Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo l’usanza;
43 ma, trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo rimase a Gerusalemme senza che i genitori se ne accorgessero.
44 Credendo che egli fosse nella comitiva fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti.
45 Non avendolo trovato tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
46 Dopo tre giorni lo trovarono nel Tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava.
47 E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
48 Al vederlo restarono stupiti e sua Madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io ti cercavamo angosciati”.
49 Ed egli rispose: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?
50 Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
51 Scese dunque con loro e venne a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua Madre custodiva tutti questi fatti nel suo cuore.
52 E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

Certamente grande sorpresa dovettero provare i “maestri” del tempio nel trovarsi di fronte un fanciullo tanto erudito, ciò però mi porta a pormi una precisa domanda:
Nel rispetto del tema di questo articolo, come mai questa intelligenza superiore?

Sia ben chiaro che, come già detto, ogni prodigio è ben accettato a livello religioso e ciò è un dato di fatto meritevole di rispetto, io però interpreterò questa capacità sopra umana in maniera un po' differente, riporterò quindi 2 ipotesi che potrebbero spiegare quanto riportato nel Vangelo.

I^ Ipotesi
Alcuni recenti studi hanno condotto all'ipotesi affascinante, per quanto inquietante, di un contatto telepatico tra uomini ed entità Extraterrestri.
In parole povere si sostiene che, a livello inconscio ma, eccezionalmente, anche a livello cosciente, alcuni uomini di grande potere ed intelletto siano in realtà “aiutati” da altre intelligenze superiori, in maniera naturale o addirittura artificiosa, ossia grazie a tecnologie impiantate all'interno della mente umana che funzionerebbero in modo simile a trasmettitori radiofonici, ponendo in continuo e costante contatto l'uomo e l'entità aliena “controllante” (preferisco il verbo controllare e non corrispondere); del resto Gesù vuole eseguire il “volere” di Dio, non consigliarsi con lui sul da farsi.
Alcuni grandi conquistatori del passato sarebbero dunque stati soggetti Abdotti e poi controllati al fine di raggiungere uno scopo preciso?
Molto probabile nel rispetto dell'ottica Ufologica, se Gesù fosse stato in realtà un prescelto, così come in realtà lo è stato, è probabile che la conoscenza possa essere stata suggerita telepaticamente.
L'ipotesi seguente però la reputo più meritevole di considerazione, analizziamola insieme.

II^ Ipotesi
L'intelletto è un dono, così si vocifera in ambito religioso, per i Cristiani è uno dei doni dello Spirito Santo e viene accolto con la Cresima (Doni dello Spirito Santo: Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà, Timore di Dio).
A mio avviso l'uomo è da considerarsi munito di una forma di intelligenza al di là della sua coscienza “standard”, una possibilità a volte appena sfruttata in piccolissima percentuale e che, invece, potrebbe portarlo a livelli di comprensione al di la di ogni immaginazione.
Probabilmente, nel corso dei secoli, uomini come Alber Einstein o Nikola Tesla hanno ampiamente dimostrato, con la loro vita ricca di ingegno e scoperte, che la capacità intellettiva umana è di norma sottosviluppata, o forse sottovalutata ed ancora non sfruttata nel suo pieno potenziale.
L'uomo è un “essere” strutturato per essere “Ad immagine e somiglianza di Dio” ma nel processo di “Costruzione” qualcosa è andato storto. É possibile che la razza umana sia stata creata per evolvere gradualmente ed adattarsi a nuovi piani di realtà, questo processo ha forse previsto dei passaggi precisi per ampliare la percezione umana contemporaneamente ad una maggiore presa di coscienza di se stesso e della realtà nel quale è immerso e di cui è parte integrale.
Probabilmente alcuni “step” non sono stati superati ed il risultato è oggi sotto gli occhi “chiusi” di tutti noi.
Gesù, considerandolo come un essere Alieno Ibrido, ipotizzando che la discendenza aliena sia di natura più spirituale che materiale, forse ha avuto accesso ad una fonte maggiore di informazioni dall'ipotetico registro universale che potremmo pure definire Dio dal punto di vista di Super Coscienza.
Ragion per cui la connessione tra la sua mente, il “registro universale” e la coscienza collettiva umana che supera le barriere spazio-temporali di una singola dimensione, hanno avrebbero dato a Gesù una conoscenza che sarebbe giusto, in relazione all'umana, considerare divina. Torneremo più avanti su questo discorso in merito ad altri importantissimi eventi da considerare e “leggere” sotto differente ottica.

Il battesimo di Gesù, il primo miracolo

Nel vangelo di Luca è riportato, nel capitolo 3, l'opera di Giovanni Battista, ossia l'atto dello “battezzare” le folle con l'acqua in attesa della venuta del Cristo, che avrebbe invece battezzato con lo Spirito Santo.
Giovanni Battista è una figura importantissima la cui vita è costantemente intrecciata con quella di Gesù, la sua nascita è “miracolosa” almeno quanto quella del Cristo e per molti aspetti simile.
Fu infatti sempre l'Arcangelo Gabriele ad informare Zaccaria che sua moglie, ormai in età avanzata e sterile, avrebbe avuto un figlio e che quest'ultimo avrebbe preceduto il Messia.
Giovanni Battista è presente anche nel Corano col nome di Yaḥyā come uno dei massimi profeti che precedettero Maometto.
Ho voluto specificare questo passaggio per un motivo molto semplice, un grande progetto, un piano di cambiamento su scala globale della storia umana, richiede meticolosità e pianificazione strategica, nessun dettaglio deve essere tralasciato e forse è proprio ciò che è successo.
Per preparare le genti alla venuta del salvatore occorre un grande profeta che prepari la via.

Torniamo adesso al punto focale del capitolo, ossia il momento nel quale Gesù riceve il Battesimo da Giovanni.

Vangelo secondo Luca 3, 21-22
21Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì
22 e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo:
«Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto».

Il cielo si aprì?
Questa espressione è spesso utilizzata per descrivere uno squarcio di cielo sereno in mezzo le nubi, dal quale traspare la luce solare visibile sotto forma di raggio per effetto dell'umidità spesso elevata che contraddistingue questa condizione meteorologica.

Supponiamo che effettivamente vi fu un'anomalia climatica come sopra riportata, dalla quale poi, a seguito dello squarcio del cielo, fu udito il messaggio divino, non è possibile che un UFO potesse creare la particolare condizione?
Per i presenti dell'epoca, per le loro conoscenze scientifiche e la loro cultura, un evento che oggi classificheremmo come di stampo ufologico, sarebbe stato percepito come un grande e magnifico miracolo.

Ricercando in internet si possono trovare una grande quantità di testimonianze secondo le quali non solo gli UFO sfrutterebbero le nuvole per camuffarsi o, per scopi energetici legati al vapore acque, ma da essi sarebbero partiti in più occasioni messaggi rivolti ai testimoni, fortuiti o meno che fossero.
Alcuni di questi testimoni sembrerebbero propensi a credere che la voce fosse di origine psichica e che dunque fosse udita mentalmente e non grazie all'uso dell'apparato uditivo; altri sostengono che le voci, se pur metalliche e non comuni come timbro vocale, fossero in realtà udite nel vero senso della parola e trasmesse dall'oggetto volante attraverso particolari apparecchi di comunicazione acustica.
In ogni caso è essenziale porsi la domanda seguente:
Possibile che un UFO, o meglio sarebbe dire il suo equipaggio, si sia reso protagonista della storia narrata nel Vangelo?
Gesù, dotato della conoscenza superiore già citata, poteva essere a conoscenza anticipatamente di quanto sarebbe avvenuto?
A mio avviso, qualunque fosse la causa dell'evento (ricordiamoci che questo articolo non esclude affatto la causa divina identificata nell'ambito religioso ma semplicemente vaglia altre ipotesi), è certo che Gesù ne fosse a conoscenza, sicuramente era a conoscenza di fatti passati e futuri.

La colomba come la si spiega?
La colomba dello Spirito Santo è uno dei simboli più diffusi nell'iconografia cristiana e forse tra i più trascurati.
A mio avviso è il simbolo più importante dell'intero Testo sacro ed importantissimo al fine dell'attuale studio tema di questo mio articolo.
Nell'antico testamento, in un testo del Profeta Osea (Os 7,11) Israele è paragonato a un'ingenua colomba e nel Salmo 67 nell'uso liturgico cattolico;(cfr. Sal 67,14), la colomba dalle ali argentee e dorate è simbolo del popolo di Israele.

Salmo 67, 13-15
13 «Fuggono i re, fuggono gli eserciti,
anche le donne si dividono il bottino.
14 Mentre voi dormite tra gli ovili,
splendono d'argento le ali della colomba,
le sue piume di riflessi d'oro».
15 Quando disperdeva i re l'Onnipotente,
nevicava sullo Zalmon.

Nella Genesi (8, 11) è una colomba a portare a Noè il rametto d'ulivo, mostrandogli così la fine del Diluvio universale e l'inizio di una nuova era di pace tra Dio e gli uomini.

Possiamo dedurre, o ipotizzare se questo termine vi aggrada maggiormente, che la “colomba” simboleggi l'opera del divino (o degli alieni) nei confronti del suo popolo (o di tutta l'umanità) ed in riferimento ad un netto cambiamento (passaggio tra vecchia e nuova epoca, o alleanza).
Non è tutto, se poniamo a confronto il racconto del diluvio universale con la storia di Gesù, troveremo similitudini sconcertanti.
  1. Nel Diluvio Dio cancella i peccati dell'umanità proprio con l'inondazione (Acqua) – Gesù riceve il battesimo che altro non è se non acqua versata sulla fronte per cancellare il peccato, lavarlo via.
  2. Il diluvio quanto dura? Dura 40 giorni e 40 notti. Bene dopo il battesimo cosa fa Gesù? Va 40 giorni, e 40 notti, nel deserto.
  3. Dopo il Diluvio Dio crea una nuova alleanza che, a mio avviso cessa e si rinnova con l'opera di Gesù Cristo, da cui parte una nuova era per l'umanità.
Tutto questo soffermandosi solo sulla figura della colomba, sarà un caso che anche l'inizio della storia e la fine del Medioevo siano attribuite a tale Cristoforo Colombo? Questa è un altro discorso.
Ciò che conta e che se questi Alieni si siano serviti di “prescelti” fabbricandoli come ibridi in modo tale da avere più controllo e renderli più forti rispetto al resto dell'umanità, allora abbiamo solo sfogliato la prima pagina di questo nuovo libro di storia. Per adesso concentriamoci sul tema dell'articolo, già abbastanza delicato.

I 40 giorni nel deserto, le tentazioni

Vangelo di Luca (Luca 4, 1-13)
"Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dalla regione del Giordano. Poi, sempre sotto l'azione dello Spirito, andò nel deserto e rimase là quaranta giorni, mentre Satana lo assaliva con le sue tentazioni. Per tutti quei giorni non mangiò nulla e alla fine ebbe fame.
Allora il diavolo gli disse: “Se tu sei il Figlio di Dio comanda a questa pietra di diventare pane”.
Ma Gesù gli rispose: “No, perché nella Bibbia è scritto: ‘Non di solo pane vive l'uomo’”.
Il diavolo allora condusse Gesù sopra un monte e in un solo istante gli fece vedere tutti i regni della terra. Gli disse: “Vedi, tutti questi regni, ricchi e potenti, sono miei: a me sono stati dati e io li do a chi voglio. Ebbene, se ti inginocchierai davanti a me saranno tutti tuoi”.
Gesù rispose di nuovo: “No, perché nella Bibbia è scritto: ‘Adora il Signore, che è il tuo Dio: a lui solo rivolgi la tua preghiera!’”
Alla fine il diavolo condusse Gesù a Gerusalemme, lo mise sulla punta più alta del Tempio e gli disse: “Se tu sei il Figlio di Dio bùttati giù di qui. Perché nella Bibbia è scritto: ‘Dio comanderà ai suoi angeli di proteggerti. Essi ti sosterranno con le loro mani perché tu non inciampi contro alcuna pietra’”.
Gesù gli rispose per l'ultima volta: “Ma la Bibbia dice anche: ‘Non sfidare il Signore, tuo Dio’”.
Il diavolo allora, avendo esaurito ogni genere di tentazione, si allontanò da Gesù, in attesa di un altro momento propizio".

Prima di discutere dell'accaduto narrata nel Vangelo sopra citato, è d'obbligo comprendere cosa potrebbe celarsi dietro allo “Spirito Santo”
Solitamente noi cristiani siamo abituati, sin dalle prime lezioni di Catechismo, a conoscere il nostro Dio sotto un aspetto unico e contemporaneamente trino, quindi un Dio che è contemporaneamente un unico Dio ma anche Padre, Figlio e Spirito Santo.
Secondo alcuni teosofi più avvezzi alla riflessione al di la di schemi imposti, questa divisione nella trinità è solo concettuale e non di fatto.
Dio, quale essere perfetto e, contemporaneamente imperfetto, quale tutto e nulla, quale Alfa ed Omega, potrebbe essere interpretato come un essere che:

Riflette e contempla (mente – Dio Padre)
Agisce (Spirito santo)
Parla all'uomo (Figlio – Gesù – Verbo)

A questo punto devo però considerare questa opinione in relazione alla tesi che intendo illustrare in questo articolo, ergo dovrei citare:
Dio Padre (Civiltà aliena – governo o monarca assoluto con potere decisionale al di la di ogni discussione)
Spirito Santo (Un insieme di lavoratori alle dipendenze del “monarca”, che seguono l'esperimento “vita umana” rimanendo in forma incorporea il più delle volte, ossia spiritica)
Figlio (L'uomo – divinità o meglio Uomo-Alieno; Ibrido, risultato dell'evoluzione tanto Dio quanto Uomo)

Secondo alcune teorie basate su interpretazioni di testi sacri di antiche civiltà precristiane, soprattutto messicana preispanica, l'uomo sarebbe più volte stato creato e distrutto al fine di modellarlo nel fisico e nello spirito, ben 5 razze precederebbero l'attuale, razze di giganti, di esseri mostruosi, di esseri incorporei, il tutto per giungere, in un futuro che appare attualmente molto lontano all'orizzonte, a quella che sarà o sarebbe dovuta essere la razza dell'unione universale, in grado di muoversi tra i vari mondi (universi) e comprenderli.
Certamente Gesù potrebbe essere stato il primo passo in avanti verso la nuova evoluzione umana, che necessita però di passaggi graduali, di insegnamenti che devono apportare la giusta informazione sia allo spirito che al fisico (DNA) al fine di generare la corretta mutazione genetica.

Detto questo è possibile che il Vangelo, in alcuni capitoli, non narri effettivamente le vicende legate alla vita di Gesù ma le riformuli arricchendole di significati “ESOTERICI” In grado di tramandare la verità che tutti cercano nei posti giusti, ma nel modo sbagliato. (Mia convinzione che ritengo meritevole, se nel caso, di critica)
Ecco quindi che lo “Spirito Santo” guida Gesù nel deserto, ossia in un posto isolato dal resto del mondo, privato, li dove solo egli avrebbe potuto, se nel caso, conoscere Dio (La sua parte divina o aliena) senza turbare la delicata psiche umana, inadatta a metabolizzare una verità della simile portata.
Resta nel deserto per 40 giorni, un numero che nella Bibbia rappresenta sempre morte atta alla rinascita, alla trasformazione o resurrezione in una nuova consapevolezza di vita.
Il diluvio universale dura 40 giorni e 40 notti, la morte spazza via l'intera umanità tranne i prescelti da Dio, che nell'oscurità dell'Arca rinascono a nuova vita, ossia vengono ricreati sotto una nuova consapevolezza, una nuova alleanza.
Durante i giorni del diluvio, i prescelti, Noè compreso, vengono messi a dura prova, al fine di testare la loro capacità psichica di sopportazione alle tentazioni materiali, questo fattore è probabilmente indice di evoluzione spirituale, allo stesso modo Gesù viene tentato da Satana nel Vangelo sopra citato.
Satana è dunque da considerarsi in un modo differente, a mio avviso, che senso avrebbe far tentare l'uomo da egli se non quello di testare continuamente il grado evolutivo spirituale umano?
Satana quindi sempre alle dipendenze di Dio, che si muove per suo volere, un soldato, un generale o un ricercatore a capo di un determinato laboratorio che studia determinati aspetti comportamentali umani.

Miracoli, ipotesi e riflessioni.

Cosa è il miracolo?
Si definisce miracolo, dal latino «miraculum» con significato di: cosa meravigliosa, in teologia, un evento straordinario, al di sopra delle leggi naturali e che dunque si considera operato da Dio in maniera diretta o indiretta.
I testi sacri dell'Induismo si possono ritrovare vari esempi di miracoli, tra i quali la materializzazione di un ponte sull'oceano per lasciare che gli eserciti di Rama lo attraversino. Altro esempio di “evento miracoloso” è identificabile con il racconto del salvataggio divino di Prahlada alla cui vita si era attentato diverse volte con il fuoco, tramite il calpestamento ad opera di elefanti ecc., questo per precisare che non solo le religioni filo ebraiche contemplano il “miracolo”.

Essendo, questo articolo, incentrato sullo studio della figura di Gesù Cristo, è doveroso puntualizzare cosa la Chiesa Cattolica intende con il termine “Miracolo” e come procede, a grandi linee, per attestarne il fatto.
Secondo la procedura attuale, risalente a norme stabilite nel 1983, l'inchiesta compiuta dalla Chiesa per accertare la verità del miracolo si basa, soprattutto nei casi di guarigione inspiegabile che poi identificano la percentuale maggiore dei fatti ritenuti miracolosi, su un' analisi dei fatti da parte di una commissione medica nominata dalla Congregazione per le cause dei santi composta da specialisti sia credenti sia non credenti. Questo gruppo di ricerca altamente qualificato, ha l'importantissimo compito di verifica se il caso in esame soddisfi o meno i sette criteri definiti dal Cardinale Prospero Lambertini, poi divenuto Papa Benedetto XIV, nel De servorum beatificatione et beatorum canonizatione (1734).

Molto importante è soffermarsi sul punto: La guarigione deve dimostrarsi permanente, e ciò richiede un periodo d'osservazione convenzionalmente stabilito in 20 anni.
In caso di responso positivo, si valuta poi se le circostanze dell'evento sono compatibili con un intervento divino, ad esempio se la persona guarita miracolosamente stava pregando o era in pellegrinaggio in un santuario o se un parente a sua insaputa aveva fatto queste cose per chiedere a Dio la guarigione miracolosa. Se queste circostanze non dovessero sussistere allora l'evento verrebbe archiviato come caso di regressione spontanea.
Inutile chiedersi: Ma Dio non potrebbe operare di sua volontà senza che qualcuno lo implori pregando?
In tal caso non sarebbe comunque un miracolo?
A mio avviso si ma evidentemente è un fatto non considerato in quanto di difficile attribuzione al fine di un analisi scientifica.
Uno dei miracoli più discussi, anche per via della sua unicità, rientra nella casistica di ricrescita di arti mutilati o amputati.
Sarebbe ampiamente documentato il caso di ricrescita di una gamba di un uomo amputata tre anni prima, e seppellita nel campo dell'ospedale, a Calanda in Spagna, nel Seicento (nella bibliografia Vittorio Messori, Il Miracolo, Rizzoli 1998)
Per adesso accenniamo solo a questo evento ma più avanti ci ritorneremo per interpretarlo in maniera differente e contestualizzarlo.
Soffermiamoci sui miracoli che avrebbe compiuto Gesù, gli unici ai quali la dottrina cristiana impone di credere come atto di fede.
Il Nuovo Testamento riferisce anche di miracoli operati dagli Apostoli, attribuendoli esplicitamente al potere concesso loro da Gesù, perché potessero testimoniare la loro fede e annunciare la verità al mondo.

Il primo miracolo compiuto da Gesù fu quello della trasformazione dell'acqua in vino alle nozze di Cana, ritengo doverlo citare poiché è da questo momento in poi che si apre, effettivamente, quella che potremmo definire, magari impropriamente e non me ne vogliano i teologi, vita miracolosa ufficiale.

Giovanni 2,1-11
1 Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. 2 Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. 3 Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». 4 E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». 5 La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà».
6 Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. 7 E Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le giare»; e le riempirono fino all'orlo. 8 Disse loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono. 9 E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo 10 e gli disse: «Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po' brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono». 11 Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lu
i.

Questo appena riportato, insieme al miracolo della moltiplicazione del pane e dei pesci, furono fatti per sfamare il prossimo o comunque sopperire ad un bisogno.
Come potremmo spiegare la trasformazione dell'acqua in vino o la moltiplicazione del cibo se non come evento miracoloso?
Non lo facciamo affatto.
Non è mai stata mia intenzione screditare un miracolo, tutt'altro, io intendo far comprendere come un fatto definito miracoloso possa restare assolutamente tale anche alla luce di una differente interpretazione.
Prima dell'analisi riporterò di seguito il miracolo della moltiplicazione del cibo.

Matteo 14,13-21
13 Udito ciò, Gesù partì di là su una barca e si ritirò in disparte in un luogo deserto. Ma la folla, saputolo, lo seguì a piedi dalle città. 14 Egli, sceso dalla barca, vide una grande folla e sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
15 Sul far della sera, gli si accostarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». 16 Ma Gesù rispose: «Non occorre che vadano; date loro voi stessi da mangiare». 17 Gli risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci!». 18 Ed egli disse: «Portatemeli qua». 19 E dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba, prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla. 20 Tutti mangiarono e furono saziati; e portarono via dodici ceste piene di pezzi avanzati. 21 Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

Potremmo parlare di una vera e propria materializzazione del cibo, sotto gli occhi di tutti ma da tutti o quasi non percepita se non nel momento dell'atto del bere (per il vino) del nutrirsi (per il pane ed i pesci).
Non vi sono descrizioni che potrebbero attestare un evento “magico” ed è proprio questo il fascino del miracolo, il tutto sembrerebbe avvenire nel modo più semplice e naturale possibile, quasi senza rendersi conto dell'intervento Divino.
In molti affermano che la storia di Gesù sia un falso, una favola, semplice narrazione fatta poi passare per verità, io non sono d'accordo.
Credo che un romanzo fantasy dovrebbe stupire con racconti di fasci luminosi, trasformazioni avvenute tra fulmini e fiamme, cori angelici ad ogni miracolo e cieli che si spalancano per mostrare la luce a quanti brancolano nel bui.
Evidentemente i Vangeli non sono formulati in questo modo.
La narrazione, a mio avviso, potrebbe descrivere quanto percepito e non quanto realmente avvenuto, d'altronde si sa che la mente umana è debole ed influenzabile.
Acqua – Vino (il ricordo è di una sostanza in giare prima, una sostanza differente in giare dopo.
5 pani e 2 pesci prima, cibo per sfamare un esercito dopo.
Ma nel mezzo cosa avviene?
Non vi è una narrazione che spieghi in che modo questo cibo si sarebbe moltiplicato o quest'acqua tramutata in vino, ciò, a mio modesto parere, perché i presenti non sono stati coscienti in quei frangenti, quando cioè le potenze hanno operato.
Abbiamo accomunato divinità ad Alieni e spiriti ad alieni, ossia in entrambi i casi ad esseri appartenenti a piani dimensionali differenti ed operanti nella nostra dimensione per capacità propria naturale o tecnologia a noi ignota.
É lecito supporre che questi “scambi” siano avvenuti in un momento di incoscienza dei presenti dovuta alla precisa voontà di questi esseri di restare celati alle masse e quindi far scaturire l'idea del miracolo?
Possibilissimo a mio avviso, ma andiamo oltre ed occupiamoci delle più interessanti, almeno in base al concetto che voglio sostenere, miracoli sulle guarigioni.

Giovanni 9,1-12
1 Passando vide un uomo cieco dalla nascita 2 e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?». 3 Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio. 4 Dobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può più operare. 5 Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo». 6 Detto questo sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco 7 e gli disse: «Va' a lavarti nella piscina di Sìloe (che significa Inviato)». Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. 8 Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, poiché era un mendicante, dicevano: «Non è egli quello che stava seduto a chiedere l'elemosina?». 9 Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». 10 Allora gli chiesero: «Come dunque ti furono aperti gli occhi?». 11 Egli rispose: «Quell'uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: Va' a Sìloe e lavati! Io sono andato e, dopo essermi lavato, ho acquistato la vista». 12 Gli dissero: «Dov'è questo tale?». Rispose: «Non lo so» […]

Giovanni poi continua il capitolo con le vicende che videro il povero, cieco sanato, alle prese con vari interrogatori, a noi però interessa, adesso, soffermarci sul fatto miracoloso.
Fango sugli occhi fatto con terra e saliva.
Come potrebbe guarire un cieco dalla nascita solo con del fango sugli occhi se non fosse per un intervento divino?
Ancora una volta io affermo che ciò non sarebbe possibile.
Analizzando però l'intervento divino come opera di esseri “alieni”, allora posso anche supporre un intervento medico di altissima precisione e derivante da tecnologie e conoscenze assolutamente fuori dalla portata umana dell'epoca ma anche attuale, perché ricordiamo che circa 2000 anni sono solo pochi secondi della storia umana su questo pianeta e che la vita stessa del nostro pianeta non è che un battito di ciglia nella storia dell'universo.
Ecco quindi che, ipotizzando una civiltà aliena alla base stessa di quello che potremmo definire “progetto uomo”, si è portati a supporre che questi Angeli, guidati dal loro superiore (Dio), possano avere mezzi per intervenire praticamente per ogni problema fisico che potrebbe colpire l'essere umano, determinando così il “miracolo” in relazione all'umana cognizione della vita.
Questo discorso possiamo rapportarlo per tutti gli altri miracoli aventi per oggetto la guarigione per mezzo divino.

Uno dei miracoli più sorprendenti tra quelli citati nei Vangeli, è certamente la resurrezione di Lazzaro, non la guarigione da una patologia ma qualcosa che supera di gran lunga ogni immaginazione, la morte sconfitta e nuova vita.
Come già fatto, riporterò il paragrafo relativo alla narrazione poiché è necessario comprendere se questo fatto poss essere realmente avvenuto tal quale o essere invece una narrazione esoterica, ossia inserita volutamente al fine di tramandare un dato messaggio, o forse una combinazione di entrambe le ipotesi.

Giovanni 17,1-45[...]17 Venne dunque Gesù e trovò Lazzaro che era già da quattro giorni nel sepolcro. 18 Betània distava da Gerusalemme meno di due miglia 19 e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria per consolarle per il loro fratello. 20 Marta dunque, come seppe che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. 21 Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! 22 Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà». 23 Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». 24 Gli rispose Marta: «So che risusciterà nell'ultimo giorno». 25 Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26 chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?». 27 Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo».

28 Dopo queste parole se ne andò a chiamare di nascosto Maria, sua sorella, dicendo: «Il Maestro è qui e ti chiama». 29 Quella, udito ciò, si alzò in fretta e andò da lui. 30 Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. 31 Allora i Giudei che erano in casa con lei a consolarla, quando videro Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono pensando: «Va al sepolcro per piangere là». 32 Maria, dunque, quando giunse dov'era Gesù, vistolo si gettò ai suoi piedi dicendo: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». 33 Gesù allora quando la vide piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente, si turbò e disse: 34 «Dove l'avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». 35 Gesù scoppiò in pianto. 36 Dissero allora i Giudei: «Vedi come lo amava!». 37 Ma alcuni di loro dissero: «Costui che ha aperto gli occhi al cieco non poteva anche far sì che questi non morisse?».38 Intanto Gesù, ancora profondamente commosso, si recò al sepolcro; era una grotta e contro vi era posta una pietra. 39 Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, già manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni». 40 Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?». 41 Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. 42 Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». 43 E, detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». 44 Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare».45 Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di quel che egli aveva compiuto, credettero in lui.
Il tema della resurrezione dalla morte è il fondamento stesso del credo Cristiano in quanto il fedele si addormenta, muore, nella fede e nella speranza della resurrezione.
Ecco dunque che Gesù conferma, in questo capitolo, ciò che è parte di questo credo, la vittoria sulla morte eterna da parte di chi dimostra di avere fede, infatti prima di tutto chiede a Marta:
Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26 chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?
Un atto di fede vero e proprio dal quale, probabilmente deriverà il miracolo successivo, poiché cosa sarebbe accaduto se Marta avesse risposto in maniera differente?
Non ci è dato saperlo e vano sarebbe supporlo, ciò che conta è l'evento in se, un cadavere resuscitato dopo 4 giorni dalla sua morte.
Se fosse stato un racconto ideato al fine di stupire, sarebbe stato certamente scritto seguendo una linea logica e Lazzaro sarebbe resuscitato il terzo giorno, perché il quarto?
Forse perché Gesù sarebbe resuscitato il terzo giorno e dunque utilizzare la stessa linea temporale avrebbe causato problemi?
Certo questi interrogativi provengono da un idea che tende a non credere nell'effettiva sussistenza non del fatto narrato ma del fatto narrato nel modo in cui normalmente è riportato nel Vangelo.
Del resto anche Pietro venne si Crocifisso come Gesù ma a testa in giù, in modo tale da non creare confusione tra le due figure.
Con ciò, come già più volte specificato, non posso ne voglio negare un eventuale realtà di fatto del racconto, anzi, è però mia intenzione pormi, in questo contesto, ogni possibile interrogativo.

Lo stato di “morte apparente” potrebbe ricollegarsi con la storia del miracolo di Lazzaro?
La morte apparente è la perdita di coscienza e sensibilità generale, uniti alla immobilità del corpo con una solo apparente cessazione dell’attività cardiaca e della respirazione: l’individuo sembra, effettivamente, morto. Questa manifestazione clinica può dipendere da diversi fattori patologici tra i quali letargia isterica, commozione cerebrale ecc.
Proprio per essere certi di non trovarsi difronte a un caso di morte apparente, la legge ha prescritto che i cadaveri siano tenuti in osservazione per almeno 24 ore. Inoltre, si deve accertare la totale assenza di attività elettrica tramite elettrocardiogramma.
Alla luce di ciò sembrerebbe improbabile che Lazzaro possa essere stato colto da questa condizione, visto che la sua morte sarebbe stata tale per 4 giorni, o meglio sarebbe cessata al quarto giorno.
Vi è però un caso che è balzato tempo fa alle cronache grazie alla condivisione rapida su differenti portali web, un evento di morte apparente dalla quale la vittima si sarebbe ripresa dopo ben 3 giorni.
Lyudmila Steblitskaya si sarebbe svegliata pochi minuti prima dell’autopsia, dopo ben tre giorni trascorsi in obitorio al freddo il fatto sarebbe avvenuto nel 2011.
Certo la morte apparente potrebbe essere stata la base del miracolo di Lazzaro, secondo alcuni indotta addirittura da droghe ma questo tipo di argomentazione ricade nel complottismo del quale evito di occuparmi.
Si potrebbe risanare un corpo e addirittura rivivificarlo?
Questa ipotesi, un po alla Frankenstein a qualcuno suonerà improponibile, invece a mio avviso potrebbe essere possibile, del resto la scienza attualmente sembra essere impegnata proprio in una ricerca che punta non solo a bloccare o ritardare il più possibile il decesso ma a salvaguardare l'individuo in stato comatoso tanto a lungo da poter dar lui un ulteriore speranza, per quanto possa essere etica o meno questa pratica. Se la nostra scienza ha compiuto passi da gigante in tal direzione, cosa avrebbe potuto fare una scienza evoluta più della nostra a tal punto da essere base per la nostra stessa creazione?

I miracoli dunque possono essere quasi sempre spiegati come intervento di una probabile civiltà più evoluta a tal punto da essere considerata “divina” in relazione alla specie umana, l'esempio riportato all'inizio di questo capitolo è, a mio avviso, lampante in tal direzione.
Quel miracolo della gamba riapparsa dopo l'amputazione non è forse il chiaro esempio di come una scienza medica più evoluta abbia operato con successo e senza lasciar cicatrici sul soggetto?
A voi rispondere a tale quesito.

Messaggi criptati nei Vangeli

Analizzeremo alcuni passi dei Vangeli, questi versetti sono, a mio avviso ma anche secondo altri illustri ricercatori del settore, caratterizzati da ammissioni più o meno dirette della natura “aliena” di Gesù, quanto segue sarà però la mia sola opinione personale in merito.

Vangelo di Giovanni 8, 23
E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo.

Bene, ora molti diranno che si tratta di un riferimento al regno dei cieli e dunque al Paradiso, a mio avviso un testo sacro, e soprattutto parole tanto chiare, non dovrebbero poi discostarsi troppo dal significato letterale delle stesse.
Gesù, in parole povere, informa i presenti della sua provenienza “aliena”, dicendo loro in modo semplice e naturale di non appartenere al loro mondo.
Alcuni affermano che, in tal caso, Gesù sarebbe stato più chiaro in merito, ma io mi chiedo come potesse essere più specifico rivolgendosi a uomini la cui cognizione dello spazio, dell'universo e del loro stesso pianeta era, tutto sommato, pari a zero?
É chiaro dunque che il Cristo si sia limitato a questa semplice dichiarazione, conscio che già così come formulata sarebbe stato di difficilissima interpretazione per l'epoca.

Anche la narrazione della resurrezione di Gesù potrebbe essere vista in chiave ufologica, abbiamo già ipotizzato una probabile tecnologia medica in grado di rimediare ad ogni danno fisico fino alla morte stessa, magari ricostruendo un corpo ed agendo in modo tale da riconnettere ad esso ciò che qualcuno definisce anima.

Giovanni 20, 11-18
[11]Maria invece stava all'esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro [12]e vide due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. [13]Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto». [14]Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. [15]Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo». [16]Gesù le disse: «Maria!». Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: «Rabbunì!», che significa: Maestro! [17]Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma và dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro». [18]Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore» e anche ciò che le aveva detto.

Dunque Maria di Màgdala, recatasi al sepolcro, notò due individui in bianche vesti nei pressi del luogo dove invece avrebbe dovuto trovare Gesù, si preoccupò ovviamente e scoppiò in lacrime.
I due esseri in Bianche vesti ricordano in maniera eccezionale la figura di due medici appena dopo un operazione ma la cosa che più mi sorprende è l'ordine di Gesù, non riconosciuto da Maria (fatto non trascurabile), che chiede di non essere toccato perché ancora non salito al padre.
In un operazione scientifica, forse sarebbe stato logico attuare una sorta di purificazione, una vera e propria sterilizzazione alla quale potrebbe essere stato sottoposto Gesù prima di poter salire sull'astronave madre e raggiungere “il padre”.
Da considerare che, per i cristiani, la resurrezione non è da considerarsi spirituale ma materiale, corpo ed anima risorgerebbero nel giorno del giudizio finale.
Questa concezione è certamente in linea con le convinzioni religiose secondo le quali, dopo la morte, l'anima umana resterebbe in attesa del giudizio in una condizione di “stallo”, probabilmente senza neppure percepire il tempo che è evidentemente fattore umano.
In questo passo infatti Gesù risorto sarebbe proprio in carne, il corpo sotto il sudario sarebbe quello “rigenerato” con il quale il Cristo si sarebbe poi rivolto a Maria.
Rigenerazione completa dei tessuti fino alla riattivazione del processo vitale del corpo fisico, unito ad un reinnesto di una coscienza mai sperduta nell'etere ma integra nella sua individualità, darebbero di un miracolo uno strumento medico efficacissimo in grado di garantire, effettivamente, l'immortalità su questo piano fisico, già attenuta su quello spirituale, a mio modesto parere.

Il Padre Nostro

Questa preghiera dovrebbe essere l'unica riconosciuta come “insegnata” direttamente da Gesù ai suoi discepoli, anche in essa potremmo riscontrare interessanti riferimenti ad un fattore “alieno” caratteristico del Cristo, anche in questo caso preciso che il ragionamento che intendo esporre è semplicemente una mia interpretazione del testo.

Testo: Padre Nostro (testo Cattolico)

Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non indurci in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.

Analizziamo i tratti in grassetto, tenendo presente che, comunque, Gesù si riferirebbe al Padre Nostro, inteso come di Ibridi ed Umani, se relazioniamo il tutto al tema dell'articolo, ergo da ciò il giusto peso da dare alla parola Fratelli, con la quale gesù si si sarebbe rivolto agli uomini in diverse occasioni.
  • Che sei nei cieli:
Se il testo è stato tradotto correttamente, allora si deve notare, per ragion di logica, il plurale del termine “cieli”.
Perché non cielo?
In quegli anni le conoscenze astronomiche dovevano essere tali da dover rendere logico l'uso del termine al singolare, infatti Alla terra si contrappone il cielo, non i cieli.
Se però sostituiamo alla parola cieli il termine universi otteniamo quanto segue:
Padre nostro che sei negli universi. (teoria dei multiversi)
Con questa semplice sostituzione la frase appare più chiara ed i legittimi dubbi svaniscono magicamente nel nulla, ciò in quanto, probabilmente, è esattamente ciò che Gesù ha voluto suggerire ad uomini non pronti ad apprendere una simile verità.
Questo è a mio avviso il messaggio criptato più importante, la chiave per un interpretazione differente della vita di Gesù ed i suoi insegnamenti.
  • Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.
Qui debbo ricollegarmi agli studi del Dott, Mauro Biglino, secondo i quali i termini presenti nella Bibbia e tradotti con Dio, inteso come Divinità unica ed onnipotente (divinità quale concetto del Theos greco), sarebbero in realtà errori interpretativi e/o forzature. Secondo il sopracitato professore, nella bibbia si descrivono vicende aventi come protagonisti esseri superiori (il termine alieno potrebbe essere corretto a mio avviso), organizzati secondo schemi gerarchico-militari, conquistatori se vogliamo.
Gesù sembra rivolgersi proprio ad un grande Generale quando pronuncia la frase sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra, un essere temuto e rispettato sia in questo universo che su questo pianeta.

Ancora una volta quindi, a mio modesto parere, un probabile riferimento ad una natura Aliena, o Ibrida di Gesù, che ripeto, non contrasta affatto, in questa mia analisi, con il concetto di divinità, se questo stesso concetto lo rapportiamo e contestualizziamo.

Conclusioni

In questa breve ricerca ho volutamente evitato, per quanto possibile, di far riferimento alle varie Teorie del Complotto, ciò che mi interessa è far suscitare a tutti voi un “sano” interrogativo sui Vangeli.
Questa mia ricerca non punta a screditare ma a riscoprire, forse noi stessi, in un panorama tanto più ampio della vista concessaci.

Mario Contino
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