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sabato 30 gennaio 2016

Terra Cava - Agharta tra leggende ed ipotesi

Viaggio al centro della terra, chi non ha mai sentito in vita sua le storie sorprendenti narrate da J. Verne nel suo famosissimo romanzo?
Sembrerebbe assurdo credere che possa esistere un mondo all'interno del nostro mondo, o meglio, un pianeta all'interno del nostro pianeta...
Forse non è così assurdo.

La terra è una sfera legermente chiacciata ai poli con una superficie di circa 510.100000 Km quadrati, il 70% della quale è ricoperta dalle acque.
Stando alla teoria più accreditata nel mondo accademico, il suo nucleo sarebbe composto da una sfera solida di ferro e nickel, rivestito da un mantello di ferro e nickel fusi (magma) e ricoperto da un ulteriore manto di roccia solida.
Secondo i teorizzatori della "Terra Cava", esisterebbe al centro della terra un mondo sotterraneo composto da oceani ed isole, accessibili tramite una complessa rete di gallerie o da un accesso più ampio posto sotto i poli, al centro stesso dei poli, da sempre calato per motivi attualmente ignoti ma che in qualche modo potremmo collegare alle teorie del complotto.

Gia Platone citava, in alcuni suoi scritti, gallerie sia strette che larche in grado di condurre ad enormi corsi di acqua sotterranei, affermando che: "Dio siede al centro, sull'ombellico della terra".
Riferimenti questi che ricorrono anche nell'Antico Testamento:
Libro di Giobbe:" Egli (Dio) si stende a Nord sopra lo spazio vuoto e sostiene la terra sul nulla"
Certo ciò potrebbe essere interpretato in vari modi e dunque non possiamo certo basarci su tale frase per avvalorare la tesi sulla Terra cava, certo questi ed altri riferimenti bibblici sono però da tenere almeno in considerazione in tal'ambito.

Molto più chiara e con riferimenti diretti è l'antichissima teosofia buddista.
Questa cita un mondo chiamato Agharta, una specie di paradiso sotterraneo governato dal Dio onniscente Rigdan-jyepo ed "abitato" da migliaia di persone, un po' come il mondo che tutti noi conosciamo.
Anche in questo caso si citerebbero collegamenti tra i "due mondi" tramite cunicoli sotterranei.

In Europa i conquistadores spagnoli riportarono dell'esistenza di un favoloso continente ricco d'oro, dalla straordinaria vegetazione lussureggiante, che gli indigeni sudamericani chiamavano Eldorado ed al quale si accedeva attraverso grotte e cuniculi segreti, che sia un altro riferimento alla misteriosa Agharta?
Anche alcune popolazioni dell'Amazzonia conoscerebbero l'esistenza di una terra all'interno del pianeta. I Macuxí membri di una di queste popolazioni, avrebbero raccontato a due esploratori inglesi che, attraverso una caverna che occorreva percorrere per circa 15 giorni, era possibile accedere all'interno del pianeta. Durante il cammino si giungerebbe in un punto in cui il peso si annullerebbe e tutto parrebbe volare, poi il peso si riacqusterebbe man mano così come lo si era perso. Dall'altro lato del mondo il sole sarebbe rosso e non tramonterebbe mai. Gli abitanti sarebbro molto alti e benevoli con chi rispetterebbe le loro precise direttive.
Questa storia risalirebbe d una confessione rilasciata agli esploratori agli inizi del 900 ma della quale, come del resto per le altre presunte testimonianze, non vi è alcuna certezza della fonte.

Nel 1692 il Dott. Edmund Halley, colui che nominò l'ormai famosissima cometa e, ai tempi, reale astronomo inglese, dichiarò la sua convinzione nell'esistenza della Terra Cava in un discorso alla Royal Society di Londra.
Il dottore avrebbe affermato che sotto la crosta terrestre esisterebbero 3 pianeti dalle dimensioni di Marte, Venere e Mercurio.
Nel corso dei secoli e con idee simili ma divergenti per alcuni punti, altri illustri professori sembrarono voler avvalorare la tesi di Halley.
Leonardo Eulerio (matematico svizzero) prima e Sir John Leslie (matematico scozzese) dopo, furono propensi a valutare come plausibile l'ipotesi di una terra cava il cui sole interno era dato da una particolare radiazione fornita da un "Sole interno" (due Soli inteni per Leslie).

Qualcuno tanto ostinato da arrivare a dichiarare che all'interno della nostra terra esisterebbero ben 5 sfere concentriche (o sottopianeti se vogliamo) aventi il centro in comune, fu l'americano Capitano di fanteria "John Claves Symmes" che nel Maggio del 1818 cercò di ottenere l'approvazione degli uomini più importanti di allora al fine di poter organizzare una vera e propria spedizione di ricerca.
Purtroppo non ebbe mai l'appoggio politico adeguato per poter accedere a finanziamenti pubblici, nè finanziatori privati vollero rischiare in quella che dovette sembrare una folle e spericolata impresa in grado di portare enormi vantaggi o ridurre in miseria.
Nonostante i molti convegni in giro per l'America e la pubblicazione di un libro nel 1826 (Theory of Concentric Spheres) Symmes non affrontò mai la sua spedizione e morì nel 1828.

Sebbene il già citato J. Verne è senzaltro l'autore di uno dei romanzi più conosciuti al mondo ed inerenti la teoria della Terra Cava, occorre citare doverosamente lo scrittore inglese Edward George Bulwer Lytton, autore del volume "The Coming Race, testo di fantasia a detta dello stesso autore che narra le vicende di un ragazzo capitato per caso nella "Terra Cava" durante l'esplorazione di una grotta.
Nel romanzo, che oggi definiremmo forse Fantasy senza leggere tra le righe, si descrivono gli abitanti del mondo sotterraneo, i Vril-ya, dotati di poteri e conoscenze pressochè sbalorditivi se relazionati ai comuni esseri umani.

Secondo alcuni studiosi della materia, anche il regime nazista era ossessionato dalla ricerca dell'ingresso, o gli ingressi, alla terra cava, tanto da aver addirittura avviato una campagna di ricerca in varie miniere al fine di individuare il mondo descritto da Lytton e gli altri autori.
Senza contare che gli uomini (o super uomini) citati da Lytton, sarebbero stati descritti come possessori di poteri "paranormali" e desiderosi di "conquistare" il mondo di superficie, il che in qualche modo si intrecciava con i desideri del regime nazista.
Sembrerebbe che Adolf Hitler fosse tanto convinto della veridicità delle leggende in merito alla Terra Cava, da finanziare una spedizione di ricerca in Antartide, la quale si concluse con un insuccesso, almeno ufficialmente e stando a quanto riferisce l'ammiraglio Donitz durante il processo di Norimberga.

Tutte teorie, più o meno affascinanti, proposte da scienziati, filosofi, militari e scrittori forse vicini a società iniziatiche di varia natura ma nulla di provato.

Nel 1906 William Reed pubblicò il suo lavoro dal titolo: Phantom of the Poles, che offriva diverse prove scientifiche derivanti dall'esperienza degli esploratori artici.
Egli sosteneva che i poli fossero "forati" e che all'interno la terra era cava, con continenti interi, oceani ed altre meraviglie.
Qualche anno più tardi fù invece Marshal B. Garden, nel 1913, a riportare alle cronache la teoria della Terra Cava con un libro dal titolo "A Journes to the Earth's Interior; or Have the Poles Really Been Discovered?".
Questo autore, concordando in linea di massima con William Reed, sosteneva che il mondo sotto la nostra superficie era illuminato e riscaldato da un Sole, responsabile anche delle aurore boreali.
Secondo Marshal le aperture ai poli avevano diametro di circa 2240 Km e le acque degli oceani aderirebbero alla crosta passando dalle aperture per via della forza gravitazionale, così che una nave che arrivasse all'ingresso potrebbe continuare a veleggiare ritrovando situazioni analoghe a quelle in superficie.
Ancora solo teorie che l'autore, o il ricercatore, sperava venissero avvalorate in un suo prossimo futuro da splorazioni aeree o sottomarine.

In effetti fu il Contrammiraglio Richard E. Byrd della Marina degli Stati Uniti che in due missioni nel 1947 e nel 1956 atte all'attraversata dei poli, avrebbe segnalato ampie zone prive di ghiacci non presenti sulle mappe.
Stando ad alcune teorie egli scoprì proprio gli ingressi alla "Terra Cava" ma gli fù proibito di parlarne ed il tutto divenne segreto militare e di Stato, ergo ancora una volta si ricade nelle più classiche delle teorie del complotto.
Richard Byrd è senza dubbio la persona di maggior spicco che ha potuto riportare una testimonianza diretta riguardo all'esistenza di questo continente interno. Come già accennato in vita non poté mai rivelare ufficialmente ciò che aveva visto ma riuscì a trasmetterci la sua esperienza, grazie alle pagine del suo diario lasciato al Centro di Ricerche Polare Byrd (Università di Stato di Columbus - Oiho).

"Devo scrivere questo diario di nascosto e in assoluta segretezza riguardo il mio volo antartico del 19 Febbraio 1947. Verrà un tempo in cui la razionalità degli uomini dovrà dissolversi nel nulla e si dovrà allora accettare l'ineluttabilità della verità. Io non ho la libertà di diffondere la documentazione che segue forse non verrà mai alla luce ma devo comunque fare il mio dovere e riportarla qui, con la speranza che un giorno tutti possano leggerla, in un mondo in cui l'egoismo e l'avidità di certi uomini non potranno più sopprimere la verità."
L'aereo di Byrd si era infatti imbattuto in una sorta di area paradisiaca, con animali, laghi ed una flora lussureggiante, nascosta tra i ghiacci antartici. Ad un certo punto si accorse anche di essere seguito da due mezzi volanti sconosciuti che avvicinandosi presero il comando del suo velivolo, pur avendo i comandi che non gli rispondevano più Byrd si sentiva stranamente al sicuro. Ricevuto un messaggio di benvenuto mediante la radio, dopo sette lunghissimi minuti il suo aereo venne fatto atterrare. Grazie ad una sorta di piattaforma volante Byrd venne condotto in una città scintillante al cospetto di un Maestro.
"L'abbiamo lasciata entrare qui perché lei è di nobile carattere e ben conosciuto sul mondo di superficie ammiraglio" - "Il nostro interessamento cominciò esattamente subito dopo l'esplosione delle prime bombe atomiche, da parte della vostra razza, su Hiroshima e Nagasaki, in Giappone. Fu in quel momento importante che spedimmo sul vostro mondo di superficie i nostri mezzi volanti. Noi non abbiamo mai interferito prima d'ora nelle guerre e nelle barbarie della vostra razza, ma ora dobbiamo farlo in quanto voi avete imparato a manipolare un tipo di energia, quella atomica, che non è affatto per l'uomo. I nostri emissari hanno già consegnato dei messaggi alle potenze del vostro mondo e tuttavia esse non se ne curano. Ora voi siete stato scelto per essere testimone qui, che il nostro mondo esiste, non ci sarà difesa nelle vostre armi, non ci sarà certezza nella vostra scienza".

Diario dell'Ammiraglio Byrd - data 11 Marzo 1947: "Ho appena avuto un incontro di stato maggiore al pentagono ho riportato interamente la mia scoperta e il messaggio del Maestro. E' stato tutto doverosamente registrato, il presidente ne è stato messo al corrente. Vengo trattenuto per diverse ore, 6 ore e 38 minuti per l'esattezza. Sono accuratamente interrogato dal Top Secret Forces e da un équipe medica, è un travaglio! Vengo posto sotto stretto controllo attraverso i mezzi di sicurezza nazionale degli Stati Uniti d'America . Mi viene ordinato di tacere su quanto appreso, per il bene dell'umanità. E' incredibile. Mi viene rammentato che sono un militare e che quindi devo obbedire agli ordini."

La teoria della Terra Cava, ripresa da studiosi e scrittori, da ricercatori indipendenti e complottisti, conosciuta ormai in lungo ed in largo sul nostro pianeta, venne poi ripresa nel 1959 da Ray Palmer, direttore della rivista Flying Saucer, che nell'ambito delle teorie ufologiche cercò di trovare un nesso tra il fenomeno dei "Dischi Volanti" ed il mondo sotto la superficie.
Che i dischi volanti provenissero non dallo spazio ma da sotto i nostri piedi?
Che provenissero dalla famosa Agharta?
Queste le domande che certamente attanagliarono Palmer e che, francamente, trovo molto sensate.

Nel 1974 Brinsley Le Poer Trench, allora uno dei massimi esperti in fatto di UFO, pubblicò un libro dal titolo "Secret of The Ages: UFO from Inside the Earth", nel quale si ritiene che il mondo interno (ritenendo quindi certa l'esistenza della Terra Cava) possa essere stato colonizzato dagli abitanti di Atlantide sfuggiti all'immenso cataclisma causa dell'estinzione della loro progredita civiltà.
Si ipotizza che siano proprio questi ultimi i "costruttori" dei Dischi Volanti che di norma si attribuiscono a civiltà Extra Terrestri e non Intra-Terrestri.

Per quanto riguarda l'aspetto degli ipotetici abitanti di questo mondo sotterraneo, alcuni li definirebbero simili all'uomo, altri come esseri piccolissimi, altri ancora come creature dall'aspetto mostruoso, non di rado come giganti.
Esistono poi, come già accennato, coloro che ritengono questi "esseri" discendenti di abitanti di civiltà antiche e tecnologicamente e spiritualmente molto più avanzate della nostra, Atlantide, Lemurie ed altre ancora misteriose e sconosciute.
Esseri molto simili all'uomo ma dotati di capacità fisiche ed intellettive molto più sorprendenti.
Parrebbe che le loro donne abbiano un aspetto a dir poco stupendo e che di tanto in tanto ci siano state unioni tra queste e gli uomini della nostra specie (l'essere umano di superficie) dalle quali si siano generati "Super-uomini" che avrebbeo sempre ricoperto, se pur mescolandosi con il genere umano, ruoli di spicco nella società, spesso autori di scoperte e ricerche che avrebbero contribuito al progredire della razza umana.

In India vi è una antica credenza che narra di una stirpe di esseri rettiliani (uomini serpente) che vivrebbero nelle città sotterranee di Patala e Bhogavati. Tale popolo sarebbe in guerra con il regno di Agharta. "I Naga", questo il nome degli esseri citati, secondo quanto asserito da W.M. Mott nel saggio The Deep Dwellers, sarebbero una specie tecnologicamente molto avanzata, mossa da un estremo disprezzo nei confronti degli esseri umani.

Ergo un mondo sotterraneo abitato da civiltà differenti ed addirittura in contrasto tra loro?
Alieni, Antiche civiltà, Esseri dalle sembianze umanoidi ma tanto somiglianti ai giganti biblici o agli gnomi folkloristico...
roppa confusione, quanto dovrebbe essere popolato l'interno della terra?

Molto più plausibile è l'ipotesi che grazie a particolari campi magnetici e condizioni fisiche generali, all'interno del nostro pianeta si generino passaggi interdimensionali in grado di collegare il nostro pianeta, la nostra dimensione, con dimensioni X.
Ergo diverse dimensioni per diverse specie, diversi esseri con comportamenti e sembianze differenti.
Ovviamente quest'ultima è una mia personalissima ipotesi ma tendenzialmente credo esista troppa confusione in merito ad agharta e l'idea della "porta" interdimensionale ordinerebbe un po le cose facendo incastrare diversi tasselli nel puzzle.

Per adesso, ritengo che questa sia una delle teorie, delle leggende, che maggiormente meriterebbero attenzione.



Articolo di Mario Contino
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1 commento:

  1. Hai ragione io ci credo.. ma nessuno ci crede... ma io so.. ci deve essere qualcosa d'altronde il nucleo e solo una teoria..non si sono spinti oltre per sapere la verità. .. o molto probabilmente non vogliono sapere la verità. .sono tutti chiusi nelle loro abitudini quotidiane.. vanno avanti seguendo i principi della società e non si rendono conto di cosa ci sia fuori dal guscio. . D'altronde si sentono protetti da un sistema fatto di burattini a comando che dicono ciò che loro dicono perché per loro è la legge della società e non la legge della verità la verità che tutti devono sapere ...

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