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mercoledì 29 giugno 2016

Il Simbolo- breve riflessione

Il simbolo è da sempre considerato un “qualcosa” di magico, riprodotto per diversi motivi ma sempre, e sottolineo sempre, per segnalare un PENSIERO immateriale sul piano fisico e materiale.
Più avanti capiremo meglio questa mia affermazione, per adesso cerchiamo di concentrarci sul tema dell'articolo, cosa è il “simbolo”?

Dal Dizionario di lingua italiana:
  1. Elemento concreto, oggetto, animale o persona, a cui si attribuisce la possibilità di evocare o significare un valore ulteriore, più ampio e astratto rispetto a quello che normalmente rappresenta
  2. Nel linguaggio scientifico, segno grafico convenzionale cui corrispondono valori, qualità, concetti, relazioni, elementi ecc
  3. Nella logica filosofica, segno convenzionale atto a esprimere elementi di un linguaggio simbolicamente formalizzato.

Certo fior di filosofi ed occultisti hanno scritto interi trattati sull'importanza del “linguaggio simbolico”, basta citare R. Guenon che ne tratta in maniera approfondita nel suo libro intitolato “Simboli della scienza sacra” ma, a mio modesto parere, occorre pensare al simbolo in maniera più ampia, al di là della classica logica del “mondo esoterico-simbolico” legato a questa o quella filosofia, che pur rimane importantissima ma di per se limitativa concettualmente.

Oggi viviamo in un mondo fatto di simboli, questo è un dato di fatto, ciò che non ci si chiede mai è il motivo, il perché dell'uso di loghi, lettere, numeri, forme geometriche ecc., quasi come se l'uso della parola fosse troppo limitato in relazione a ciò che in realtà si potrebbe o si vorrebbe esprimere.
Pongo un piccolo esempio:
Potrei pronunciare la parola CROCE, il mio interlocutore capirebbe il concetto espresso.
Potrei disegnare una CROCE sul muro e, la sola vista, slegata da contesti, aprirebbe un intero mondo di ipotesi, deduzioni, dubbi, interrogativi.
Quel SIMBOLO ha espresso qualcosa di tanto grande da dover essere considerata indefinita poiché al di la di significati religiosi, filosofici, scientifici e chi più ne ha più ne metta.

Proprio questo è il simbolo, per questo va slegato da ogni contesto filosofico culturale ed analizzato per ciò che è, qualcosa che trascende l'umana sfera, poiché SUGGERITO da un IO superiore che è da intendersi, probabilmente, come al di là della coscienza collettiva terrestre, sfiorando l'idea di coscienza universale o multiversale.

Poiché i simboli comunemente adottati, vedesi la croce, la stella a 5 punte, la runa algiz ecc.. sono stati considerati in maniera differente a seconda del contesto socio-culturale di riferimento, allora occorre risalire alla genesi per potersi avvicinare al reale valore del “segno” in essere.
Oggi il “pentalfa” è considerato negativo e simbolo di magia, solo perché la società filo cristiana ha deciso di classificarlo in tal modo ma, in contesti settoriali quale la massoneria o il paganesimo esso perde qualsiasi significato negativo.
Basti pensare che a Natale si adotta il simbolo della stella quale annunciatrice di buona novella, che l'idea di stella fu considerata alla pari di quella degli angeli e che la scia alla “stella di Betlemme” (poiché i Vangeli non fanno espliciti riferimenti a Comete) è un invenzione piuttosto recente, successiva all'opera di Giotto che, impressionato dal passaggio della Cometa di Halley ne1301, decise di ritrarre la stella cometa dalla lunga coda nella sua immagine di natività, opera presente nella Cappella degli Scrovegni a Padova.
Quale è quindi il vero significato del Pentalfa?
Se ci limitiamo ad interpretarlo allora cadremo in errore, diremmo che rappresenta Satana, Il Dio celato, La magia, L'uomo ecc ecc..
In realtà credo rappresenti...
Scopritelo da voi, sedetevi comodamente vicino all'immagine del simbolo, svuotate la mente, percepitelo con i vostri sentimenti e non con la vostra mente razionale, poiché influenzata dal vostro contesto sociale, ciò ovviamente vale per ogni simbolo.

I simboli LEGANO quindi l'immateriale al materiale, nella geometria sacra legata alle “onde di forma” ed alla “Radioestesia”, si stabilisce che determinate figure concentrano determinate forze-pensiero, non solo umane.
Ergo è probabile che l'uso di determinati simboli favorisca la riuscita in uno specifico intento, poiché veicola determinate forze in grado di manifestare sul piano materiale effetti del pensiero specifico che potrebbe entrare in RISONANZA con chi osserva il simbolo stesso.
In parole povere inconsciamente i simboli possono convincere, mutare il pensiero, di un tot numero di menti che a quel simbolo prestano attenzione consciamente ma, e soprattutto, inconsciamente.

L'importanza del simbolo è fondamentale poiché è chiaro che da questi tutti noi dipendiamo, probabilmente in maniera maggiore di quanto noi stessi comprendiamo.

Mario Contino
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