Striga e Strega

Le streghe
Terrore di molti bambini in tutto il mondo, causa di tante notti insonni, hanno lasciato una traccia indelebile nella cultura odierna ed hanno contribuito a scrivere alcune delle pagine più insanguinate e vergognose della nostra storia, mi riferisco agli anni in cui le inquisizioni ingiuste e meschine portarono a rogo centinaia e forse migliaia di donne innocenti, di ogni credo ed età.

La leggenda, di provenienza medioevale ed intrisa di fanatismo religioso, le vorrebbe quali le amanti di Satana, donne che per ottenere poteri inimmaginabili erano disposte a tutto, perfino a vendere la loro anima al demonio. Si narra che queste donne erano dedite all’omicidio di fanciulli per potersi poi cibare delle loro carni ed ottenere il consenso del diavolo.
I loro poteri sono descritti in centinaia di modi differenti, sarebbero state in grado di controllare le forze della natura ed a loro si dovevano i periodi di carestia o le disastrose inondazioni dei campi, avevano anche la cattiva fama di portare malattie e pestilenze di ogni sorta.
Era credenza che le streghe avessero la facoltà di trasformarsi in ogni animale, dal più grande e pericoloso predatore al più piccolo ed insignificante insetto, si racconta che potessero vivere centinaia di anni ed apparire sempre come fanciulle aggraziate e di bell’aspetto, all’apparenza perfino indifese, tutto per adescare le ignare vittime.

Il loro potere più spaventoso, quello anche più citato nel folklore, sarebbe stata la facoltà di volare sulla groppa della loro fedele scopa ed osservare dall’alto i villaggi presi di mira, questo dono gli veniva conferito dal diavolo stesso ed era possibile grazie ad unguenti speciali che puntualmente venivano applicati sulle scope, grassi creati con erbe magiche e sostanze ricavate dall'omicidio e la lavorazione dei corpi umani delle loro vittime.

Anche in Italia i racconti sulle streghe presero il sopravvento, la città di Benevento ha la fama di essere il luogo in cui queste maghe oscure si radunavano per dar vita ad orge rituali e sprigionare in questo modo grandi quantità di magia detta “sessuale”. Ovviamente non solo Benevento è legata alla tradizione dell’antica stregoneria, le streghe si trovavano un po’ in tutta Italia, soprattutto in zone periferiche a prevalenza contadina, zone interne dell’appennino, delle Prealpi e della Pianura Padana, molte storie sulla stregoneria sono narrate  in Sicilia, in Sardegna ed in Puglia, in quest'ultima regione sono note con il nome di Masciare o Macare.

Cosa era in realtà la stregoneria?
La maggior parte delle storie che si conoscono sulle streghe, narrano di rituali terribili ed immondi che puntualmente sfociavano in omicidi ed orge.
La realtà è ben differente ed è stata distorta un po’ dall’immaginario collettivo un po’ dall’influenza di una religione nascente quale il Cristianesimo, dedita a demonizzare ogni culto che non fosse affine ad i suoi dogmi.
Le streghe o gli stregoni, in realtà, altro non erano che persone in grado di curare con le erbe o che si cimentavano nell’osservazione dei fenomeni naturali per apprenderne gli insegnamenti e sfruttarli a loro vantaggio, degli attenti osservatori in poche parole.
La loro colpa più grande era quella di appartenere alla così detta “Antica Religione”, essi credevano nelle forze della natura e le adoravano, la loro Dea madre era Diana.
Certamente, in una situazione favorevole di contatto diretto con la natura, pratiche religioso-meditative e predisposizione genetica, non dovettero mancare episodi di manifestazione di dote “paranormale” legati a chiaroveggenza, psicocinesi ecc.. situazioni che non fecero che peggiorare la già scarsa reputazione di questi uomini (descritti quasi sempre come eremiti, asociali per quanto potesse valere il concetto di società civile).
Entrando momentaneamente nell’ottica di un popolo terrorizzato dalle storie sul demonio e sui terrificanti poteri donati ai suoi seguaci in cambio della loro anima, possiamo ben comprendere il terrore che queste persone provassero per ogni pratica che per un qualsiasi motivo uscisse dai canoni del “normale e dell’abitudinario”.

L’inquisizione, in quegli anni, condannò a morte moltissime donne accusandole di stregoneria e di pratiche demoniache, innocenti fanciulle vennero torturate e seviziate fino all’estorsione di confessioni false e dettate solo dall’atroce sofferenza.
Non solo Donne e uomini appartenenti all’antica religione, ma ogni persona che per un qualche motivo venisse additata come legata alla magia subiva la stessa terribile sorte.

Non mi dilungherò sulle tecniche di tortura utilizzate da un inquisizione che definire “Santa”, come si fece, risulterebbe il più infimo dei peccati in relazione agli stessi dogmi professati dalla Chiesa, del resto il fanatismo legato a quegli anni oscuri è a tutti noi noto.

Un termine fonicamente simile a strega è la parola “striga”, sebbene la generale confusione tenda a definirli sinonimi, striga come genesi di strega, in realtà si devono intendere relativi ad esseri totalmente differenti.

Il termine che tutti noi conosciamo deriva dal latino strix, presente anche in Romania come  striga ma è in Albania che il folklore cita maggiormente quest'essere dai lineamenti prettamente femminili.
Le descrizioni citano una strega-vampiro, o meglio una donna dotata di straordinari poteri ed in grado di trasformarsi in falena (da cui strega), impegnata nottetempo a succhiare il sangue alle sue vittime, soprattutto bambini indifesi (da cui vampiro).
Mentre il termine Strega identifica un essere umano che per sua scelta intraprende un percorso iniziatico al fine di ottenere il controllo sugli elementi naturali, il termine Striga potrebbe essere meglio accostato ad esseri come le Lamie.
Le lamie dell'antichità greca erano figure in parte umane e in parte animalesche, rapitrici di bambini; fantasmi seduttori che adescavano giovani uomini per poi nutrirsi del loro sangue e della loro carne.
Secondo il mito originale, Lamia era il nome della bellissima regina della Libia che conquistando le simpatie di Zeus, ebbe in dono dal Dio la facoltà di levarsi gli occhi dalle orbite e rimetterli a proprio piacere (forse avrebbe potuto chiedere qualcosa di differente ma avrà avuto i suoi motivi). In fine ebbe una relazione con il padre degli dei da cui nacquero figli, ciò provocò la furia di Era che si vendicò uccidendo la prole ritenuta impura.
L'unica figlia ad essere risparmiata fu Scilla. Lamia, consumata dal dolore, iniziò a sfogarsi divorando i bambini delle altre madri, dei quali succhiava il sangue. Questo atteggiamento corrose il suo fisico ed il suo spirito, mutandola un essere di orribile aspetto, capace di cambiare forma e apparire attraente per sedurre gli uomini, allo scopo di berne il sangue ed ucciderli
Nella tradizione della Cappadocia invece si crede che Lamia fu la prima sacerdotessa del culto di Lilith.
Viste le similitudini concettuali tra striga e strega non è del tutto errato ricercare nella prima l'origine del secondo termine, si deve però ammettere la forzatura messa in atto al fine di poter adattare un fenomeno, o un essere, alla situazione nascente ad alla necessità di eliminare quelle streghe che altro non erano se non sacerdotesse di culti pagani, almeno originariamente.

Un altra figura paragonabile con la striga era quella della “succubus”.
Secondo la leggenda i succubi erano entità demoniache che assorbivano l'energia dell'uomo per alimentarsi, spesso portando alla morte la vittima. Secondo altre versioni, questi esseri, quasi sempre identificati come femminili, spingevano l'uomo al peccato con le loro tentazioni, superstizione che nel medioevo rispose all'interrogativo sulle incontrollate eiaculazioni notturne (polluzioni) che colpivano i giovani in età pre-adolescenziale.

Mario Contino.
Copyright, vietata ogni riproduzione non autorizzata

Commenti