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lunedì 17 ottobre 2016

"LA MISTERIOSA GIOVINAZZO" - MISTERI D'ITALIA n° 11 ottobre 2016


Molte volte ho parlato, nei miei articoli, di Giovinazzo, l'antica città romana “Natiolum” oggi posta a pochi chilometri dal capoluogo Bari ed a pochi minuti dall'aeroporto (Bari-Palese) e dalle uscite autostradali della A-14 Adriatica.
Questo nuovo articolo lo scrivo poiché la mia Puglia ha da offrire moltissimo al visitatore, vengono però quasi sempre presentati i soliti noti “Castel del Monte” e company, che certamente meritano tutta l'attenzione di cui godono ma non possono essere gli unici centri sponsorizzati in una terra dove cultura, mistero ed antiche tradizioni folcloristiche sono impresse su ogni sasso, su ogni monumento, in un atmosfera unica che tra le note scatenate ed ipnotiche della “Pizzica” salentina ed i profumi tipici della buona cucina di un tempo, rapiscono ogni visitatore attento.

Giovinazzo ed i suoi misteri, inizierò a descrivere uno dei siti più belli ed importanti custoditi nel cuore di questa cittadina: L'Istituto Vittorio Emanuele II^ ed il mistero dello “spirito” che ad esso sarebbe legato.
Si tratta di un ex Convento dei frati Domenicani, risalente al 700, poi riutilizzato nel corso degli anni a vari fini, soprattutto come orfanotrofio e scuola professionale per bambini-ragazzi disagiati.
A seguito di miei personali studi, venni a conoscenza di alcune leggende che riguardavano strane ombre intraviste da alcuni testimoni che per vari motivi si trovarono a spostarsi all'interno dei lunghi corridoi della struttura, un tempo luogo di alcuni uffici pubblici e di sedi associative di diverso genere.
Decisi di chiedere autorizzazione alla Provincia di Bari che gestiva l'istituto, grazie anche all'interessamento dell'allora Consigliere Provinciale Nicola De Matteo, che aveva l'incarico di dirigere la struttura, fummo autorizzati ad effettuare un indagine che fu strutturata, principalmente, al fine di poter mostrare l'edificio sia dal punto di vista storico architettonico che folcloristico culturale.
Visitammo l'intera struttura, i piani superiori, gli antichi dormitori, i bagni, l'infermeria, le sale mense, i sotterranei che durante le guerre funsero da rifugio antiaereo.
Con un po' di malinconia, pensando alle delusioni, alle sofferenze ma soprattutto alle speranze di tutti i ragazzi che da quell'istituto trassero un reale aiuto per il proseguo della loro vita, terminammo il sopralluogo quasi all'alba, felici del lavoro svolto ma consci che durante i sopralluoghi non si verificarono episodi visibili riconducibili a presunti fenomeni paranormali.
Durante l'analisi del materiale video-fotografico ottenuto anche grazie all'ausilio di tecnologia in grado di fornire immagini Termiche, Infrarosse ed Ultraviolette, non riscontrammo nulla di anomalo, fu solo dall'analisi della traccia audio che capimmo di essere stati accompagnati, lasciatemi passare il termine, dal probabile spirito di un bambino.
Durante le ricerche tramite metafonia, ma meglio sarebbe dire EVP (Electronic Voice Phenomena), alla domande: “Quanti anni hai?” posta dal ricercatore ad un ipotetica entità invisibile ma senziente, ottenemmo una risposta chiara e coerente alla domanda fatta, ossia “Nove”, pronunciata da una voce metallica ma ben riconducibile a quella di un bambino.
Qualche giorno dopo ci fu riferito che all'interno della struttura, li dove era stato ottenuto l'audio, morì a causa di un incidente un bambino di 9 anni, un informazione che ci fece restare senza parole.
Da quel giorno anche le testimonianze di quanti dichiararono di aver visto ombre o sentito passi potevano trovare un certo filo logico e l'Istituto poté entrare di diritto tra i luoghi Pugliesi più misteriosi, da visitare non solo per la sua stupefacente bellezza storico-architettonica ma anche per prender parte allo strano gioco della vita nel quale, a volte, alcuni fenomeni inspiegabili possono riportarci tutti un po' bambini e ricordarci di quanto, in realtà, siamo piccoli in questo mondo.

Altro luogo molto interessante e ricco di fascino e mistero sono i Dolmen di S. Silvestro, riconosciuti come tra i più grandi ed importanti d'Europa, scoperto nel 1961, casualmente, durante dei lavori in quell'area.
Probabilmente il sito funerario, tra i più completi e ben conservati, risale all'Età del Bronzo ed un tempo sorgeva su una piccola altura.
La realizzazione di questo Dolmen fu eseguita con il sistema del “Trilitismo”, due grandi lastroni di pietra verticali fissati nel terreno, coperti da un terzo lastrone del medesimo materiale; al suo interno è composto da una camera circolare “Tholos”, da un corridoio “Dromos” e dalla cella di deposizione dei resti umani.
Dagli studi effettuati sarebbero non solo emersi numerosi resti di sepolture con alcuni oggetti appartenenti al corredo funebre ma si è scoperto che l'intero sito sorgeva su un luogo di sepoltura antecedente, ancora più antico.
Potrei continuare a citare studi e documenti relativi a questo splendido posto, che meriterebbe ben altra visibilità ed onore, invece vi pongo una precisa domanda.
I dolmen erano costruiti solo a scopo funerario?
Personalmente credo ci sia molto di più, nulla era lasciato al caso, il luogo dove questi monumenti dovevano sorgere era scelto con molta perizia.
Antichi monumenti erano realizzati in modo tale da fungere come antenne, per ricevere e trasmettere paricolari energie irradiate dal cielo verso la terra e viceversa, è ad esempio il caso dei Menhir, che venivano realizzati su zone colme di tali radiazioni, su punti conosciuti come nodi geomagnetici.
Il dolmen era invece realizzato su zone neutre della griglia di Hartmann.
Per chi non avesse mai sentito parlare di nodi geomagnetici o di griglia di Hartman, posso brevemente accennare che si tratta di una teoria che fa capo a studi di Hernest Hartman (Mannheim, 10 novembre 1915 – Katzenbach, 23 ottobre 1992 - è stato un medico e scrittore tedesco): egli sostiene che la Terra sia ricoperta da una specie di griglia formata da particolari strisce, in direzione Nord-Sud ed Est-Ovest.
All'incrocio di queste strisce, nei cosiddetti "nodi di Hartmann", si verificherebbero una serie di effetti misurabili scientificamente, per lo più dannosi, ad esempio la scarsa crescita della vegetazione, l'eccessivo affaticamento muscolare, la maggiore incidenza di determinate patologie, ecc.
Per chi volesse approfondire lo studio consiglio una breve ricerca in rete: potrà trovare molto materiale sul tema che è direttamente collegato alla “radioestesia”.
Tornando dunque ai Dolmen, il loro posizionamento era sempre in funzione di una corrente energetica positiva, con direzione Nord-Ovest Sud-Est. Potremmo pensare al dolmen come ad un'antenna atta a recepire determinate energie ancestrali ritenute positive e addirittura terapeutiche, le leggende in merito a ciò sono innumerevoli in tutto il mondo.
Teorie affascinanti e spesso sconosciute, così come sembrerebbe esserlo il Dolmen di San Silvestro, in Giovinazzo, nella cui area sarebbero stati avvistati numerosi fenomeni luminescenti di ignota natura, purtroppo mai documentati, che accrescono il fascino del luogo.

Un altro luogo custode di una bellissima leggenda ormai nota solo a pochi anziani o rari ragazzi che prestano ancora ascolto alla saggezza dei nonni, è il Cimitero comunale.
La leggenda in questione è quella della “Processione bianca” o “Corteo pallido”.
Una testimone venne a trovarmi nella sede giovinazzese dell'Associazione Italiana Ricercatori del Mistero e mi raccontò di aver assistito ad un fenomeno da lei definito “sorprendente” , di seguito vi narrerò brevemente ciò che mi descrisse.
Abitando non troppo lontano dal Cimitero, all'epoca dei fatti, la signora assistette al passaggio di una processione di spettri che si dirigevano proprio verso il luogo di “eterno riposo”, o almeno questo dovrebbe essere un Campo Santo. Sarebbero state tutte dame, signore di ogni età e dall'aspetto normalissimo, quasi allegro.
Una di loro, avendo visto che la signora stava assistendo al tutto, si sarebbe staccata dallo spettrale corteo per suggerire alla “fortunata” testimone, del resto immobilizzata in un misto di terrore e stupore, di non raccontare nulla dell'accaduto per 7 giorni, pena disastrose conseguenze.
A seguito di questa dichiarazione, avviando ricerche atte a scovare altri testimoni, abbiamo potuto riscontrare, soprattutto in alcuni anziani, il ricordo della leggenda descritta proprio come: “La processione bianca dei fantasmi”, nei pressi del Cimitero.
In Giovinazzo si verificherebbe in alcuni giorni non ben definiti ma comunque in Autunno ed in Primavera, probabilmente nel periodo degli Equinozi, ossia fine Marzo e Fine Settembre, ciò non esclude che l'affascinante fenomeno possa manifestarsi in altri periodi dell'anno.
Se bene molti resteranno stupiti nell'apprendere di questa leggenda in Giovinazzo, la stessa è narrata, similmente, in molte parti del mondo, li dove anche le università prestano maggiore importanza verso il mondo dell'ignoto, padre di interrogativi millenari che se presi seriamente in considerazione potrebbero portare a scoperte sorprendenti.

Dopo aver trattato di tali interessantissimi luoghi, dopo aver illustrato leggende antichissime e quasi dimenticate, qualcuno potrebbe ancora dubitare della possibilità di “dichiarare” Giovinazzo” città pugliese del Mistero?
Se così fosse sarà meglio continuare a citare altre leggende ed avvenimenti utili a far comprendere che, così come Torino è divenuta famosa quale Città Esoterica per eccellenza, e frequentata per tal giudizio da turisti provenienti da tutto il mondo, stesso onore meriterebbe Giovinazzo, culla di segreti ancora avvolti in un aria di magia e mistero.

Nella nostra cittadina sacro e profano si intrecciano nell'antichissima opera dei Cavalieri Templari, che tra storia e mistero hanno lasciato orme visibili ancora oggi e leggende vive nei cuori dei giovinazzesi.
Mi riferisco soprattutto alla festività patronale della Madonna SS. Di Corsignano, la cui venerazione sarebbe legata proprio all'arrivo di un “Cavaliere Crociato”, in fuga dalla “Terra Santa”, che avrebbe trasportato qui la Sacra Icona. Ovviamente, nel centro storico, non mancano simboli riconducibili alla presenza dei “Poveri Cavalieri di Cristo”.
L'esoterismo è lo studio di ciò che è nascosto, un linguaggio che, agli iniziati, a coloro che posseggono le giuste chiavi interpretative, rivela verità importanti e spesso scomode, per questo occultate in simboli e testi all'apparenza comuni ma ricchi di valore per gli appassionati della materia.
Proprio questo occorrerebbe osservare nel centro storico, una miriade si simboli che celano un antica sapienza ancora non del tutto compresa. Così l'antica iscrizione dantesca posta sulla facciata laterale di “Palazzo Saraceno” (Temer si dee di sole quelle cose c'hanno potenza di fare altrui male; De l'altre no, che non son paurose) non potrebbe non far pensare al famoso e discusso esoterismo di Dante, il “sommo poeta” che all'interno della Divina Commedia sembrerebbe aver celato importantissimi messaggi.
Percorrendo le vie del borgo antico è possibile osservare, tra le varie icone cristiane, croci templari (croci patenti) che sembrano far compagnia a maschere apotropaiche poste nell'architettura dei alcune architravi degli ingressi principali di alcune abitazioni. Queste maschere avevano un importantissimo significato esoterico-folkloristico, era credenza che le stesse servissero ad allontanare gli spiriti demoniaci.

Tra queste ultime è possibile scorgere anche i lineamenti del Bafometto, volto barbuto dotato di corna, il “Dio Cornuto” della cui venerazione furono accusati proprio i Cavalieri Templari.

Queste ed altre leggende, custodite in questa cittadine cullata dal mare e protetta dai robusti ulivi secolari, attendono ogni visitatore che sappia armarsi di curiosità, osservare il mondo con gli occhi del fanciullo.

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