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sabato 31 dicembre 2016

Fotografia Kirlian e Biofotonica... (oltre il ghost hunting)

La fotografia Kirlian è un insieme di tecniche fotografiche che danno origine ad un metodo usato per catturare il fenomeno delle scariche elettriche coronali.
Prende il nome da Semyon Kirlian che nel 1939 scoprì per puro caso che, se un oggetto su una lastra fotografica viene collegato a una sorgente ad alta tensione, sulla lastra fotografica si produce un'immagine.
La tecnica è anche nota come "Elettrografia", "elettrofotografia" o "fotografia di scarica coronale" (CDP), "visualizzazione a scarica di gas (GDV)", e soprattutto in Russia "Kirlianografia".

Cosa centra questo con il ghost hunting?
Come molti intendono oggi la ricerca, nulla, e proprio questo nulla dovrebbe fare riflettere.

I coniugi Kirlian condussero esperimenti in cui la pellicola fotografica veniva posta sulla sommità di una piastra conduttiva e un altro conduttore veniva collegato ad una foglia o ad altro materiale vegetale. I conduttori ricevevano energia da una fonte di energia ad alta tensione e ad alta frequenza, producendo immagini che mostravano una sagoma dell'oggetto circondato da un alone luminoso.
Questi esperimenti rimasero di nicchia, quasi sconosciuti fino al 1970, quando Lynn Schroeder e Sheila Ostrander pubblicarono un libro dal titolo: Psychic Discoveries Behind the Iron Curtain.
L'elettrografia ad alta tensione divenne così nota come fotografia Kirlian, utilizzata nell'ex blocco sovietico negli anni '70, ambiente che nominò il bagliore "aura Kirlian".
La classica fotografia Kirlian non necessita affatto di fotocamera, questo occorre tenerlo ben presente.
Il processo prevede l'utilizzo di un foglio di pellicola fotografica posto sopra una piastra di metallo conduttore.
L'oggetto da fotografare viene posto letteralmente sulla pellicola.
Si applica quindi alta tensione alla piastra metallica e la scarica coronale tra l'oggetto e la piastra ad alta tensione viene catturata dalla pellicola.
La pellicola sviluppata contiene una fotografia Kirlian dell'oggetto sottoposto ad esame.

La fotografia Kirlian non richiede l'uso di una fotocamera o di una lente perché è un processo di stampa a contatto.
È possibile utilizzare un elettrodo trasparente al posto della piastra ad alta tensione, permettendo di catturare la scarica coronale risultante con una fotocamera o una videocamera standard ma opportunamente preparata.

l'ultimo paragrafo da me scritto, reso in grassetto, dovrebbe essere tenuto in considerazione in quanto potrebbe essere utilizzato per creare attrezzatura utile alla nuova ricerca da intraprendere, “con un po' di immaginazione” ovviamente.
Kirlian riteneva che le immagini ottenute sfruttando la tecnica di sua creazione, potessero rappresentare un campo di energia, o aura, che alcuni ritengono circondare gli esseri viventi.
La scienza ufficiale ci rivela che la maggior parte delle variazioni dell'effetto corona si può spiegare con il tasso di umidità all'interno e sulla superficie del tessuto vivente.
In pratica essendo l'umidità un conduttore (acqua), la sua presenza favorisce gli effetti ripresi con la tecnica fotografica Kirlian.
Alcune testimonianze riferiscono di condensazioni biancastre umanoidi, che si paleserebbero con una diminuzione della temperatura e dell'umidità ambientale e si muoverebbero a determinata velocità. Se l'umidità cala di colpo ed appare la condensazione, è supponibile che l'essere sfrutti o si circondi, volontariamente o meno, di umidità a se circostante.
Se costui si scontrasse contro un ostacolo appositamente creato?
Se si posizionassero lastre e pellicole di grandezza pari a 2m x 2, veri e propri muri in grado di produrre, se urtati da un corpo conduttore, un effetto fotografico Kirlian?
Cosa potremmo osservare?
Sarebbe un buon metodo per scrutare l'invisibile?
Bene, passiamo oltre...

Conoscete i “Biofotoni”?

Il termine “biofotoni” indica il fenomeno di emissione di energia luminosa da parte dei tessuti viventi. Ogni cellula emetterebbe segnali specifici in relazione alla sua natura.
La teoria dei biofotoni è stata a lungo studiata e divulgata fisico Fritz Albert Popp, che riprese a sua volta studi del russo Gurwitsch (1922). Alla base di questa vi è la convinzione , avvalorata da numerosi esperimenti scientifici, che l’evento biologico alla base della vita ed anche degli scompensi che causano malattie, sia un evento fisico di natura informazionale, elettromagnetica (frequenze modulate).

Secondo Popp, l’elettromagnetismo ha un ruolo fondamentale nella sfera biologica degli esseri viventi così come Heinsenberg afferma che la forza alla base della vita è quella elettromagnetica, in quanto capace di modificare l’energia cinetica a livello atomico e molecolare.
L’emissione di biofotoni da parte di tutti gli esseri viventi, consente di comprendere il passaggio di informazioni sia dentro la cellula sia tra cellula e cellula; nozioni indispensabili per avviare i processi del metabolismo che regolano la crescita, la rigenerazione, la differenziazione e tutti i processi cellulari e genetici degli esseri viventi, persino la loro morte.

Il corpo umano è costituito da miliardi di cellule che comunicano fra loro attraverso un preciso linguaggio in codice, i biofotoni, tramite il quale si ordinano e costituiscono gli organi, espletando poi tutte le funzioni che rendono possibile la vita fisica e mentale.
Secondo lo scienziato, questi biofotoni nascono dal nucleo cellulare che, quando la cellula è sana, funziona come una “stazione ricetrasmittente”, emettendo o ricevendo un campo elettromagnetico ,informazioni che viaggiando alla velocità della luce coordinerebbero ogni singola cellula dell'organismo.
Le interruzioni tra questi scambi di informazioni, dovuti a tossine, virus ed altri agenti estranei, determinerebbe l'origine della malattia vera e propria.

Molti ricercatori dell'ignoto dovrebbero andare oltre con le ipotesi, immaginare di poter sfruttare queste radiazioni cellulari, portatrici di informazioni in grado di interagire anche con la materia esterna, nelle ricerche sul regno spiritico.
Come?
In base a quali criteri?
Principalmente la ricerca parte dal presupposto che, se il presunto spirito è un essere vivente, allora anche se invisibile potrebbe essere visibile ad un analisi basata sull'eventuale cattura dei biofotoni emessi.
Questo pensiero al di la della presunta natura dell'essere, ergo esulando dall'ipotesi dello spirito umano.

Anche se Kirlian è il più noto ricercatore sulla fotografia alla base della successiva ricerca sui biofotoni, o biofotonica, non è certo stato il primo, infatti Nicola Tesla, già nel 1890 aveva compiuto esperimenti pressoché identici negli Stati Uniti e qualche anno più tardi George de la Warr scoprì l'esistenza di deboli campi di radiazione elettromagnetica che circondavano diversi punti del corpo umano.
Secondo questo scienziato tali campi raggiungerebbero picchi di tensione fino a 70 millivolt.

Gli esperimenti in tal senso furono condotti in ambienti di nicchia ma dotati di menti brillanti e tecnologie, per quegli anni, molto innovative, tanto che secondo alcune indiscrezioni, nell'ex Unione Sovietica alcuni scienziati riuscirono a registrare le allucinazioni visive ed uditive di alcuni pazienti utilizzando, macchine fotografiche e magnetofoni opportunamente tarati e modificati per tali fini.

Nozioni queste da considerare e valutare in ambito di una ricerca più seria e professionale.

Contino Mario
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