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martedì 3 gennaio 2017

La fine del ghost hunting... Cambiamo rotta

Negli ultimi 10 anni ho dedicato buona parte del mio tempo a studiare il folklore di diverse zone del mondo.
Questo, unitamente ad altri studi, mi ha condotto alla ferma convinzione della reale esistenza di molti fenomeni definiti impropriamente paranormali.
Impropriamente, termine utilizzato soprattutto da quanti hanno compreso che di “Anormale” o “Quasi normale” vi è solo l'uomo ed i suoi errori in questa realtà.
Mi sono dedicato al ghost hunting per 5 anni circa, la classica ricerca condotta con metodica importata dallo schermo TV e di provenienza, quasi esclusivamente, statunitense.
Queste trasmissioni affascinano, rapiscono e, soprattutto, ingannano.
Io stesso ho fondato il “GHP Ghost Hunters Puglia” nel 2011, poi divenuto “Associazione Italiana Ricercatori del Mistero” nel 2013.
Quale mistero?
Quali fantasmi?
Presto mi sono reso conto che sia la strumentazione che la metodica adottata non sono sufficienti a portare avanti una ricerca in un campo così vasto ed oscuro (oscuro in termini di fonti).
La mia prima pubblicazione libraria puntava a fornire almeno le basilari informazioni tecniche sull'utilizzo degli strumenti classici, ed il loro reale scopo di costruzione.
A pochi era noto che un K2 EMF Meter non servisse affatto per captare spiriti o fantasmi, così come molti altri strumenti non erano utili a tale scopo ma, utilizzati entro certi parametri, potevano segnalare “anomalie” che potevano divenire buoni spunti riflessivi.
Il termine “anomalia” nell'ambito dei fenomeni paranormali, esiste da circa 2 secoli, forse più, utilizzato in maniera appropriata solo in organizzazioni scientifiche universitarie ed in relazione alo studio della parapsicologia, dei fenomeni PK o ESP.
In Italia, o comunque nel ghost hunting che di scientifico ha ben poco, si citavano subito “Fantasmi, Spettri, Demoni” e chi più ne ha più ne metta.
Sul mio libro quindi, “Ghost hunting tra scienza e leggende- uno editori 2013”, già introdussi tale termine per segnalare fenomeni insoliti, “Anomali” appunto.
Oggi giorno io non mi riconosco più nel genere di ricerca che continua a commettere ripetitivamente gli stessi errori, e spero che come me, molti altri ricercatori (più degni del sottoscritto di tale appellativo) cambino rotta.
Inutile citare gruppi che come scopo principale hanno l'apparire in TV o sui TG, che si limitano a registrare voci e mostrarle senza neppure fornire il beneficio del dubbio, o che si pongono come maestri dell'occulto, creando video sull'utilizzo di una strumentazione che, secondo loro, sarebbe l'ultima creazione tecnologica del secolo (ora svengo dalle risate).
Il termine fantasma è inappropriato, la strumentazione è inappropriata, lo scopo manca, il metodo latita, eppure tutti sono bravi a pavoneggiarsi nelle loro nicchie di seguaci, pronti ad abboccare ad ogni parola del “comparso sul TG”.
Anche il sottoscritto è spesso apparso in TV, non lo nego, sarei ipocrita e bugiardo se affermassi che inizialmente non mi sono sentito attratto da tutto questo, poi però è diventato un peso.
Il mio gruppo ha spesso accettato di apparire sui principali mezzi di comunicazione, non per far mostra di se ma perché molti siti che ritenevamo d'interesse richiedevano qualcosa in cambio, ossia sfruttare l'intervento del gruppo di ricerca per pubblicizzarsi ed avere un rientro in visite turistiche... il fantasma del castello fa gola anche se inesistente.
Queste condizioni non sono state a lungo tollerate da noi di A.I.R.M., anche perché spesso, come accennato, abbiamo dovuto rassegnarci a trascorrere notti intere in manieri tanto tranquilli dal punto di vista della fenomenologia paranormale, da poter essere trasformati in hotel di lusso, e per molti di loro è stato proprio così.
Tenendo conto di quanto scritto fin'ora, A.I.R.M. Ha deciso di non continuare la sua ricerca in maniera blanda e superficiale, l'associazione reputa indispensabile cambiare forma, statuto, metodo.
Nuove teorie nell'ambito di uno studio multidisciplinare, che non necessita di castelli o TV, sarà presto avviato dal sottoscritto e da molti altri miei collaboratori ed amici.
Girovagare con il K2 in mano non è più ritenuto un comportamento utile e, francamente, lo ritengo abbastanza stupido se privo di uno scopo reale ed alternativo alla credenza popolare.
Proverò quindi a creare nuovi metodi, utilizzare nuovi strumenti e, se nel caso, provare a costruirne alcuni di sana pianta (con l'apporto delle figure professionali idonee a tale scopo).
In una realtà multidimensionale della quale non controlliamo assolutamente nulla e comprendiamo pure meno, cosa dovremmo scoprire limitandoci a girovagare senza meta a destra e a manca?
Al di la del ghost hunting, esistono centri di studio, soprattutto sulla parapsicologia, che nel corso degli anni hanno fornito numerosi spunti di riflessione, ricercatori (fisici biologi ecc..) che hanno sfidato l'ottuso mondo accademico fornendo tracce di studio indispensabili a creare un metodo idoneo che possa rapportarsi al mondo del paranormale ma senza cadere nel banale.
Uomini come Alfredo Ferraro, Charles Robert Richet, Frederic William Henry Myers e tanti altri, possono e devono essere considerati come punto di partenza verso un futuro da loro solo intravisto.
Spero di aver fornito un articolo in grado di suscitare in voi riflessione e non polemica.
Il ghost hunting non è più da assecondare, non da quanti credono realmente in ciò che fanno e sono spinti da pura e sana curiosità.

Mario Contino
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