Necromanzia e Telestiké


Ho assistito ad un dibattito molto interessante, in uno dei tanti gruppi facebook che raggruppano persone avvezze agli studi esoterici, o semplici curiosi della materia.

L'argomento in discussione era la Necromanzia e la Telestiké.
Questo saccente, si fa per dire, esperto maestro dell'occulto, insisteva nel ritenere i due termini sinonimi.
Per il “guru”, entrambi riguardavano l'arte di evocare e controllare gli spiriti.

Chiaramente un errore concettuale che non trova alcun riscontro nei testi.
Con il termine “Necromanzia” non bisogna intendere l'arte di evocare gli spiriti dei defunti, poiché il concetto di “evocazione” è fine a se stesso e potremmo farlo rientrare nel termine “stregoneria”. (non confondiamo pure i termini Mago e Stregone, il folklore li distingue in modo chiaro e scrupoloso).
La necromanzia è, essenzialmente, un'arte divinatoria, volta a scoprire informazioni importanti, inerenti il passato o il futuro, chiedendole agli spiriti dei defunti che, teoricamente, sarebbero in possesso dell'informazione ricercata.
Non per niente, la parola NECROMANZIA, deriva dal greco νεκρομαντεία, nekromanteía, composto di νεκρός «morto» e μαντεία «predizione».
L'officiante assume il titolo di necromante.
Si è fatta sempre molta confusione su questa parola, ad esempio si è ritenuto che il libro dei morti egizio fosse uno strumento legato alla necromanzia, quando dovrebbe essere a tutti chiaro che si trattasse di un testo sacro legato si al culto dei morti, ma dal punto di vista teosofico e non per forza legato alla stregoneria.

Con il termine Telestiké invece, si indica una tecnica di iniziazione misterica e teurgica, legata alla religione e non alla sfera dell'occultismo.
Questa tecnica consisteva nel consacrare ed evocare le divinità, che si sarebbero palesate all'officiante in un modo straordinario, ossia animando speciali statue appositamente preparate per lo scopo.
Era credenza che ogni divinità fosse legata ad un elemento particolare della natura: un minerale, una pianta, ecc.
La statuetta veniva quindi preparata con tale elemento, oppure riempita con lo stesso.
Sulla statuina si incidevano formule rituali e “nomi sacri”.
L'officiante invocava la divinità recitando le formule in “lingua sacra” e chiamandola tramite la pronuncia dei suoi “nomi segreti”.
La telestiké fu diffusa tra gli ultimi filosofi neoplatonici come metodo per onorare il mondo sovrasensibile degli Dei.

Quindi due cose totalmente distinte, da non confondere.

Mario Contino

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